ATTO CAMERA

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/01399

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 889 del 21/11/2017
Firmatari
Primo firmatario: ZOLEZZI ALBERTO
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 21/11/2017
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
DELL'ORCO MICHELE MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017
TONINELLI DANILO MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017
SPESSOTTO ARIANNA MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017
BIANCHI NICOLA MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017
BUSTO MIRKO MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017
DAGA FEDERICA MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017
DE ROSA MASSIMO FELICE MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017
MICILLO SALVATORE MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017
TERZONI PATRIZIA MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017
VIGNAROLI STEFANO MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017


Commissione assegnataria
Commissione: VIII COMMISSIONE (AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI)
Commissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI)
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-01399
presentato da
ZOLEZZI Alberto
testo di
Martedì 21 novembre 2017, seduta n. 889

   Le Commissioni VIII e IX,

   premesso che:

    dal 2014 il ponte di San Benedetto Po (MN) che risulta realizzato negli anni compresi tra il 1964 e il 1966, su progetto e incarico del compartimento Anas della Lombardia, è interessato da restringimento di carreggiata e limitazione totale al flusso dei mezzi pesanti; il ponte, attraversato da una strada provinciale ex strada statale n. 413 «Romana», ha una lunghezza di 613 metri. L'opera, di notevoli dimensioni, è stata danneggiata in maniera considerevole dal sisma del maggio 2012 e dagli eventi alluvionali del 1993-1994 e 2000 ed anche interessata, nei mesi di novembre e dicembre del 2014, dal ragguardevole innalzamento del livello delle acque che ha prodotto una piena, senza, però, portare ad esondazioni sulle aree esterne alle golene, come avvenne nel 2000; la ricostruzione del ponte è stata appaltata e il termine per l'ultimazione dei lavori è previsto non prima del 2019;

    il ponte sul Po a Casalmaggiore (CR) dal 7 settembre 2017 è chiuso totalmente a causa di gravi problemi di collassamento di alcune travi, il cui cemento è risultato fratturato e con le barre d'acciaio spezzate. Una situazione tale da non garantire la portata della sovrastante soletta che regge il nastro d'asfalto. Almeno 10 travi sono da ricostruire anche solo per una temporanea ripresa del trasporto leggero. Il ponte chiuso isola le due sponde del Po per un lunghissimo tratto, con grandi disagi alle persone e alle attività economiche emiliane e lombarde mentre il traffico viene in gran parte dirottato sul vicino ponte di Viadana creando rallentamenti e code. Secondo la perizia eseguita dall'ingegner Scaroni per conto della provincia di Parma il ponte è da ricostruire;

    il ponte di Viadana-Boretto (MN) è oggetto di interventi di manutenzione alle pile in alveo da alcuni anni e attualmente sta sostenendo il trasporto leggero e pesante deviato dal Ponte di Casalmaggiore, rischiando di peggiorare lo stato del ponte stesso;

    tutti i principali ponti stradali sul Po in regione Emilia Romagna e Lombardia risultano gravemente lesionati o necessitano di ricostruzione totale;

    sono note criticità infrastrutturali (con indici infrastrutturali non valutati o perlomeno non resi pubblici) territoriali e di tutta la Pianura Padana e finanziamenti, in Emilia-Romagna e Lombardia, per grandi opere, a giudizio dei firmatari del presente atto di indirizzo, opinabili in quanto non legate agli spostamenti pendolari, che invece costituiscono l'urgenza con oltre il 90 per cento degli spostamenti quotidiani; tra queste, ad esempio, la Bretella di Campogalliano-Sassuolo o l'autostrada Cispadana che potrebbe essere sostituita da superstrada meno impattante, meno costosa e a servizio del territorio. Tra le grandi opere opinabili in Lombardia si trova ad esempio l'autostrada Pedemontana per la quale risultano 400 milioni di euro impegnati, mentre per il ponte di Casalmaggiore risultano impegnati solo 3 milioni di euro;

    sono note inoltre pesanti criticità ambientali: la pianura Padana è una bomba ecologica in perenne emergenza per l'inquinamento diffuso in particolare dell'aria; ad oggi tutti i centri urbani hanno visto un numero doppio di sforamenti rispetto al massimo tollerato dalla normativa dell'Unione europea (direttiva UE 2008/50) con oltre 70 giorni; con la risoluzione Zolezzi n. 7/00871 erano state evidenziate possibili soluzioni alla crisi ambientale in atto e con la risoluzione Busto n. 7/01158 si intendeva impegnare il Governo a valutare lo stato di emergenza ambientale per la Pianura Padana;

   le soluzioni proposte per la risoluzione del quadro, come riportate dalla stampa, prevedono in ogni caso tempi lunghi per la risoluzione del problema locale di transito attraverso il fiume, sia che si proceda con un lavoro di sistemazione parziale temporanea sia che si intervenga con la ricostruzione totale del ponte;

   le linee ferroviarie locali (Parma-Brescia e Cremona-Mantova) sono desuete e con tempi di percorrenza limitanti per gli spostamenti pubblici e frequenti ritardi; di particolare interesse risulta anche la linea Ferrara-Suzzara che necessiterebbe di ammodernamento ed è elettrificata solo in parte: questa tratta, già oggi utilizzata anche da convogli merci per il traffico di container e di rinfuse da e per Ravenna, potrebbe risultare di grandissima utilità per spostare consistenti frazioni di traffico pesante dalla strada alla ferrovia, collegando efficacemente l'asse adriatico della regione e del Paese con quello centrale e da lì con il Nord-ovest o l'area ligure-tirrenica,

impegna il Governo:

   a valutare se sussistano i presupposti per dichiarare lo stato di emergenza per i territori regionali coinvolti;

   ad assumere iniziative, per quanto di competenza, per finanziare gli interventi che consentano la più rapida ripresa del transito attraverso il fiume Po a Casalmaggiore e per monitorare e manutenere i ponti in esercizio impegnando le risorse prioritariamente sulla ricostruzione del ponte sul Po a Casalmaggiore, evitando che soluzioni temporanee di manutenzione rallentino la ricostruzione definitiva che comunque deve avvenire;

   ad attivare lo studio e il finanziamento del potenziamento della linea ferroviaria Parma-Brescia e Cremona-Mantova nonché del «Tibre» ferroviario;

   ad assumere tutte le iniziative di competenza dirette a spostare su ferro il trasporto delle merci che attraversa il Po, in particolare migliorando i collegamenti già esistenti e potenziando il percorso ferroviario che, con tratte della rete nazionale di Rfi altre della società regionale FER, mette in comunicazione il porto di Ravenna con Ferrara, quindi Poggio Rusco (posta sulla Bologna-Verona-Brennero) e Suzzara;

   ad eseguire un piano di monitoraggio, manutenzione, ripristino dei ponti sul Po nelle regioni Lombardia ed Emilia-Romagna;

   a promuovere, per quanto di competenza, una valutazione dettagliata delle opere civili e/o militari di emergenza per consentire l'attraversamento da parte dei mezzi di soccorso e di trasporto pubblico;

   ad aprire un tavolo nazionale, coordinato dai Ministeri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti, in merito alla definizione di un indice infrastrutturale e a una valutazione della mobilità in zone critiche come la Pianura Padana, alla pianificazione infrastrutturale, alla manutenzione e ricostruzione di infrastrutture strategiche;

   a valutare i fattori di rischio strutturale dei ponti sul Po, fra cui le metodiche costruttive inappropriate, passaggio di mezzi pesanti, anche con intensificazione di attività ispettive e di controllo, e attività di cavatura fluviale in sedi inadeguate e pericolose;

   a valutare l'assunzione di iniziative per definire normative più stringenti per il controllo del peso trasportato dai mezzi e per rivalutare i pesi massimi trasportabili su strada;

   ad assumere iniziative per perfezionare la sostenibilità della rete navigabile padana;

   ad adottare iniziative per indirizzare le risorse economiche legate a infrastrutture non urgenti verso le attività sostenibili;

   a valutare le ricadute economiche negative di tale situazione sul territorio dal punto di vista produttivo e turistico.
(7-01399) «Zolezzi, Dell'Orco, Toninelli, Spessotto, Nicola Bianchi, Busto, Daga, De Rosa, Micillo, Terzoni, Vignaroli».