Legislatura: 17Seduta di annuncio: 663 del 27/07/2016
Primo firmatario: PILI MAURO
Gruppo: MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO
Data firma: 27/07/2016
L'VIII Commissione,
premesso che:
in Sardegna in appena 24 giorni di reale contrasto alle fiamme in Sardegna hanno bruciato ben 8.139 ettari contro i 6.067 dell'intero anno scorso, ovvero il 34 per cento in più;
dato diventa ancora più chiaro se questo disastro si proietta per l'intera stagione;
per dimostrare il fallimento della macchina organizzativa e imporre un rapido cambio di marcia bastano i dati forniti dalla regione: 8.139 ettari rasi al suolo di fatto dal 2 luglio ad oggi;
il 34 per cento di ettari arsi dalle fiamme è un risultato che non può essere in alcun modo contrastato con quello che al firmatario del presente atto appaiono un'analisi da azzeccagarbugli rivolte a 45 anni fa;
un governo regionale serio avrebbe dovuto, secondo il firmatario del presente atto, prendere atto degli errori e porre rimedio;
il mal riuscito tentativo di nascondere la realtà dei fatti facendo passare la notizia che ci fosse una media in calo di superficie bruciata è ad avviso del firmatario del presente atto, segnale di inadeguatezza;
non contano il numero di incendi, o la media della superficie bruciata per incendio;
nella drammatica lotta agli incendi conta, purtroppo, la cifra assoluta della superficie bruciata;
non solo non c’è stata nessuna riduzione di incendi ma vi è stato un incremento esponenziale che ha portato a un dato evidente: dal 2015 ad oggi c’è stato un +34 per cento di superfici percorse dalle fiamme;
si tratta di un coordinamento fallimentare incapace di ascoltare le voci che hanno toccato lo sbandamento sul campo, le voci più provate di questa campagna antincendi, dai forestali ai volontari, dai vigili del fuoco alle forze dell'ordine;
vi è l'esigenza immediata di un piano straordinario ed emergenziale che non si risolve con la guerra dei numeri ma con risposte concrete che devono arrivare in tempi urgenti;
è evidente a tutti che, se il trend dovesse essere drammaticamente confermato, il risultato sarebbe una vera catastrofe che raddoppierebbe i danni degli anni passati;
il solo fatto che si firmi con due mesi di ritardo una modesta convenzione con i vigili del fuoco e non si affronti l'incremento delle forze in campo per il presidio del territorio la dice lunga, secondo il firmatario del presente atto, sull'incapacità della regione di governare questa emergenza;
è semplicemente scandaloso che siano stati tagliati ai già limitati 600.000 euro per la convenzione ai vigili del fuoco altri 170.000 euro per acquistare mezzi, tutto a scapito del personale che doveva essere necessariamente richiamato in servizio per coprire il maggior numero di ore di operatività;
il tema vero è: presidio e tempestività d'intervento. Due elementi che non si garantiscono certo con il numero dei voli richiesti. Anzi, la richiesta di tanti voli dovrebbe far capire che serve più prevenzione e più tempestività a terra;
l'estensione degli incendi è la diretta e proporzionale conseguenza della totale incapacità di mettere in campo un'organizzazione in grado di fronteggiare la drammatica situazione;
in tutti i gravissimi incendi che hanno devastato la Sardegna viene ignorato il fattore tempo d'intervento che secondo tutti gli operatori sul campo è risultato decisivo per la corsa devastante delle fiamme, oltre alla mancata bonifica che ha consentito la reiterazione e l'aggravarsi del bilancio, vedasi il caso di Sedilo;
operatori esperti hanno giudicato del tutto inconsistente la parte del coordinamento, come nelle scorse notti a Teti e dintorni;
servono risposte immediate e concrete prima che sia davvero incontrovertibile una stagione devastante sul fronte dell'ambiente e della sicurezza;
serve immediatamente un piano emergenziale che consenta in tempi immediati l'attivazione di uomini e mezzi in grado di fronteggiare con tutte le forze in campo la drammatica esclalation di incendi;
sono cinque i punti del piano indispensabile per fronteggiare l'emergenza in Sardegna:
1. Esercito in campo con uomini, mezzi a terra e elicotteri;
2. Subito 1000 volontari in più nelle giornate più a rischio;
3. Raddoppio risorse vigili del fuoco;
4. Quanto ai barracelli, subito accordo per il presidio del territorio;
5. Stop discriminazioni per i forestali;
il primo obiettivo da perseguire è l'esercito subito in campo;
prima di tutto occorre attivare un immediato rapporto con le forze militari perché possano essere vicine ai cittadini e alla comunità sarda. Si tratta di reiterare il positivo esperimento del 1995 ad Iglesias quando fu allestita la missione Fortza Paris per il presidio del territorio. In quell'occasione grazie all'ausilio di oltre 300 uomini e dei mezzi della Brigata Sassari fu scongiurato qualsiasi focolaio su tutto il territorio. Il dispiegamento in Sardegna da qui alla fine della campagna antincendio di non meno di mille uomini con mezzi a terra già disponibili in loco, significherebbe incrementare in modo considerevole il controllo del territorio prevenendo ogni tipo di focolaio. A questo si aggiunge che nella base di Teulada è dislocato da almeno due settimane un elicottero AB412 con capacità di sgancio di 1000 litri d'acqua. Ad oggi non risulta abbia fatto una sola ora di volo. Sono poi almeno una decina gli elicotteri dislocati nella base di Viterbo e inutilizzati tra AB412 e CH47. È impensabile che risorse così importanti e attivabili in brevissimo tempo, in meno di mezz'ora si allestisce un elicottero per l'antincendio, siano inutilizzate e parcheggiate. Serve, a partire da questo, rifunzionalizzare l'apporto dell'Esercito al servizio della comunità, dei cittadini e non in dispendiose esercitazioni militari fuori tempo e non più giustificate. L'elicottero dispiegato a Teulada per l'operazione Pasubio per la bonifica da ordigni deve essere messo a disposizione della lotta agli incendi. Mentre vanno riattivate le basi che erano già operative negli anni 2000 e trasferiti in Sardegna un numero di mezzi adeguato. Stesso dicasi per l'impiego di mezzi a terra che l'Esercito ha in abbondanza e che in questo periodo risultano inutilizzati;
occorre perseguire un secondo obiettivo: volontari in campo con permessi per i lavoratori di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 194 del 2001 nelle giornate di dichiarato pericolo;
serve dispiegare un numero maggiore di volontari nelle giornate a rischio. Per fare questo deve essere disposto l'ausilio del permesso retribuito attraverso l'attivazione delle misure di cui al decreto n. 194 che consente di rinunciare alla giornata di lavoro per essere impegnati sul fronte delle fiamme. In questo caso le 103 associazioni potrebbero tranquillamente disporre di non meno di mille persone in più e questo significherebbe capacità di prevenzione e pronto intervento;
occorre prendere il raddoppio delle risorse necessarie a rafforzare rapporto dei vigili del fuoco alla campagna regionale antincendio;
anche in questa fase i vigili del fuoco hanno garantito un presidio h24. Dispongono di pochi uomini e scarsi mezzi. Considerato il ruolo a cui sono stati chiamati è indispensabile che Stato e regione incrementino in modo decisivo le forze in campo. In questa direzione esistono i vigili in servizio e i potenziali discontinui. La cifra in campo di 600.000 euro è irrisoria, va quanto meno subito raddoppiata. Appare al firmatario del presente atto necessaria qualche prebenda in meno e qualche vigile del fuoco in più;
occorre immediatamente perseguire un accordo con i barracelli per massimo presidio territorio;
la drastica riduzione dell'apporto dei barracelli in questa campagna antincendi va affrontata in tempi immediati definendo a livello regionale una base d'intesa che consenta di dispiegarli in tempi rapidi su tutto il territorio regionale. Senza l'apporto di conoscenza del territorio che hanno sempre mostrato si rischia di perdere una forza decisiva da sempre nella lotta agli incendi;
occorre che il Governo intervenga, attraverso il Ministro competente, per impedire discriminazioni retributive e previdenziali per gli operatori regionali dell'agenzia foresta già oggetto di atti di sindacato ispettivo;
in questo contesto, seppur non sia mai venuto meno l'apporto decisivo, è indispensabile che tutte le forze regionali a tutela dell'ambiente e delle foreste non subiscano ulteriormente discriminazioni e trattamenti differenziati su contratti e previdenza per le quali si chiede l'intervento del governo che ha già impugnato la specifica legge di istituzione dell'agenzia Forestas,
impegna il Governo
a promuovere, d'intesa con la regione Sardegna, un piano emergenziale urgente così come proposto in premessa, in particolar modo, con l'attivazione delle seguenti iniziative:
a) dispiegamento dell'esercito con uomini e mezzi a terra, per il presidio e il pattugliamento del territorio, e l'ausilio di elicotteri per il contrasto diretto agli incendi;
b) dispiegamento immediato di 1000 volontari in più nelle giornate più a rischio con l'utilizzo delle specifiche disposizioni relative al settore protezione civile;
c) raddoppio delle risorse a servizio dei vigili del fuoco impegnati nella campagna antincendio;
d) impiego organico e immediato del maggior numero di compagnie di barracelli per il presidio del territorio;
e) intervento, in ambito previdenziale e a tutela dei lavoratori, per far cessare le discriminazioni e garantire un equo trattamento per i lavoratori impegnati nell'ambito forestale.
(7-01067) «Pili».
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):incendio
lotta contro gli incendi
protezione civile