ATTO CAMERA

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00587

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 18
Seduta di annuncio: 432 del 25/11/2020
Firmatari
Primo firmatario: DELMASTRO DELLE VEDOVE ANDREA
Gruppo: FRATELLI D'ITALIA
Data firma: 24/11/2020
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
VARCHI MARIA CAROLINA FRATELLI D'ITALIA 24/11/2020
DONZELLI GIOVANNI FRATELLI D'ITALIA 24/11/2020
ROTELLI MAURO FRATELLI D'ITALIA 24/11/2020
BIGNAMI GALEAZZO FRATELLI D'ITALIA 24/11/2020
GALANTINO DAVIDE FRATELLI D'ITALIA 24/11/2020
FERRO WANDA FRATELLI D'ITALIA 24/11/2020
OSNATO MARCO FRATELLI D'ITALIA 24/11/2020
FRASSINETTI PAOLA FRATELLI D'ITALIA 24/11/2020
PRISCO EMANUELE FRATELLI D'ITALIA 24/11/2020
CARETTA MARIA CRISTINA FRATELLI D'ITALIA 24/11/2020
CIABURRO MONICA FRATELLI D'ITALIA 24/11/2020


Commissione assegnataria
Commissione: III COMMISSIONE (AFFARI ESTERI E COMUNITARI)
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00587
presentato da
DELMASTRO DELLE VEDOVE Andrea
testo di
Mercoledì 25 novembre 2020, seduta n. 432

   La III Commissione,

   premesso che:

    la cooperazione allo sviluppo è parte della politica estera dell'Italia e gli obiettivi che si pone di raggiungere sono stabiliti dall'articolo 1 della legge 125 del 2014;

    per quanto la cooperazione sia parte della politica estera italiana, è evidente che la crisi pandemica e i suoi risvolti sull'economia italiana impongano di ripensare ogni destinazione di risorse, conferendo priorità assoluta alle necessità della Nazione;

    il valore complessivo degli interventi deliberati per iniziative di cooperazione allo sviluppo nel 2020, in piena pandemia, è di 449,4 milioni di euro, dei quali 348,5 milioni a dono per attività di sviluppo e 100,9 milioni destinati ad attività di emergenza umanitaria. Il Comitato Congiunto per la cooperazione allo sviluppo ha inoltre approvato 10 milioni di euro a credito d'aiuto. Le attività di sviluppo e i crediti d'aiuto sono infatti deliberati dal Comitato Congiunto, mentre le iniziative di emergenza vengono autorizzate da una delibera del vice ministro delegato;

    nel complesso, il bilancio di previsione dello Stato per il 2021 prevede uno stanziamento totale a favore degli interventi di cooperazione allo sviluppo pari a 5,346 miliardi di euro;

    ancora oggi vi sono, a distanza di mesi dall'inizio della pandemia, numerose categorie produttive italiane senza sostegno economico, molti lavoratori non hanno ancora percepito integralmente la cassa integrazione e vige un ampio alone di incertezza sull'ammontare delle risorse necessarie per curare le ferite sanitarie ed economiche della Nazione e sul loro reperimento;

    è certo, in ogni caso, che il reperimento delle risorse necessarie, qualunque siano gli strumenti messi a disposizione dalla Comunità europea, comporteranno un forte indebitamento nazionale;

    il Governo, interrogato a più riprese sul tema della possibilità e dell'opportunità che venga momentaneamente rivisto l'impegno dell'Italia nella cooperazione internazionale, ha precisato di non ritenere di voler modificare l'indirizzo di politica estera perseguito fino ad oggi;

    il Governo ha, anzi, aggiunto, per il tramite del viceministro Sereni, che, alla luce della gravità della situazione mondiale determinata dalla pandemia, ritiene opportuno uno sforzo economico aggiuntivo di progressivo incremento dell'aiuto pubblico, anche al fine di raggiungere velocemente l'obiettivo, fissato in ambito di Unione europea e Nazioni Unite, e recepito dall'Italia con la citata legge n. 125 del 2014, di portare l'aiuto pubblico allo sviluppo allo 0,7 per cento del reddito nazionale lordo;

   tale impegno era, però, maturato in tutt'altro contesto economico;

   l'attuale situazione determinata dalla pandemia ha cambiato completamente ogni prospettiva economica dell'Italia;

   l'insorgenza della pandemia, se ha giustificato l'assunzione di misure draconiane e tali da incidere, per via del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su libertà costituzionali degli italiani e tali da consentire la chiusura, per decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di diverse attività economiche, certamente può e deve giustificare anche un generale ripensamento della politica della cooperazione italiana, nel senso di rivedere le risorse destinate per trattenerle in Patria, al fine di disporre di ogni risorsa economica prioritariamente per le necessità sanitarie ed economiche nazionali; la crisi pandemica ha, infatti, devastato interi settori economici in Italia e la sua dimensione, magnitudine, vastità e profondità sono tali da compromettere e pregiudicare la possibilità per molti settori di potersi riprendere e tornare a produrre e a generare ricchezza;

   appare evidente come l'Italia, in uno scenario simile a una ricostruzione post-bellica, abbia necessità di tutte le proprie risorse, da una parte, per sanare ogni ferita, sia sanitaria che economica e, dall'altra, per tornare, nel più breve tempo, possibile ai vertici dell'economia globale,

impegna il Governo:

   ad adottare ogni opportuna iniziativa volta a sospendere temporaneamente, fino alla data di cessazione dell'emergenza pandemica sancita dall'Organizzazione mondiale della sanità e/o fino alla cessazione della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, l'erogazione di finanziamenti per iniziative di cooperazione internazionale;

   ad adottare ogni opportuna iniziativa normativa al fine di creare una procedura che preveda, sino al perdurare dello stato di emergenza nazionale, la singola autorizzazione in deroga rispetto alla normativa vigente da parte del Parlamento per il finanziamento di eventuali iniziative singole di cooperazione internazionale, contrassegnate dall'estrema urgenza e necessità.
(7-00587) «Delmastro Delle Vedove, Varchi, Donzelli, Rotelli, Bignami, Galantino, Ferro, Osnato, Frassinetti, Prisco, Caretta, Ciaburro».