Legislatura: 17Seduta di annuncio: 308 del 13/10/2014
Primo firmatario: MONGIELLO COLOMBA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 13/10/2014
Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma GINEFRA DARIO PARTITO DEMOCRATICO 13/10/2014
Commissione: XIII COMMISSIONE (AGRICOLTURA)
La XIII Commissione,
premesso che:
in materia di Organizzazione comune del mercato vitivinicolo, la normativa comunitaria ha previsto, tra l'altro, anche specifiche misure di finanziamento per la promozione del vino sui mercati dei Paesi terzi, tecnicamente definita «misura OCM promozione». Fino al 2014 tale regolamentazione faceva capo al Regolamento (CE) n. 1234/2007 nel testo consolidato ed era stata resa esecutiva dal Regolamento (CE) n. 555/2008 della Commissione, del 28 giugno 2008 e successive modificazioni, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo, in ordine ai programmi di, sostegno, agli scambi con i paesi terzi, al potenziale produttivo e ai controlli nel settore vitivinicolo;
nello Stato italiano tale disciplina è stata resa esecutiva ai sensi del decreto ministeriale 4123 del 22 luglio 2610 relativo a «OCM Vino – Modalità attuative della misura «Promozione sui mercati dei Paesi terzi» – Campagne 2010-2011 e seguenti e con l'anno 2013 ha concluso il suo primo periodo di programmazione;
allo stato attuale si è nel regime di applicazione del secondo periodo di programmazione 2014-2018 e presso gli uffici della Commissione europea sono in corso i lavori di approfondimento per mantenere attivo questo fondamentale strumento di agevolazione per le imprese europee fino al 2022;
la regolamentazione comunitaria di cui trattasi prevede in particolare il cofinanziamento da parte dell'Unione europea di programmi di promozione del vino nei Paesi terzi realizzati dagli Stati membri: la contribuzione è pari al 50 per cento della spesa finanziabile e fin dall'entrata in vigore di tale misura il massimale di risorse annuali riservate all'Italia è stato di circa 102,5 milioni di euro pari a circa 205 milioni di investimenti per le nostre imprese nei paesi extra-Unione europea;
il 30 per cento del valore totale del predetto importo è gestito a livello nazionale direttamente dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, in collaborazione con l'AGEA;
la rimanente quota del 70 per cento è trasferita alle regioni sulla base di specifici criteri di ripartizione;
esiste inoltre una pertinente «riserva nazionale» pari al 10 per cento della quota nazionale (circa 10 milioni di euro) che dal 2014 è stata destinata al finanziamento dei progetti multiregionali;
al riguardo andrebbe verificato se tale scelta di sottrarre una quota di risorse al monte dei fondi destinati alle misure di ambito nazionale non si configuri come una penalizzazione per il settore di riferimento in quanto i progetti nazionali sono da sempre in tensione finanziaria, mentre le forme di aggregazioni interregionali non di rado si dimostrano poco efficienti;
e in effetti, il risultato di tale metodo è stato, per la campagna 2014/2015 un mancato impegno di circa 4,2 milioni di euro;
dalle segnalazioni effettuate dai soggetti associativi del settore vitivinicolo si evincerebbe che annualmente la quota di fondi nazionali sia spesso in «overbooking», ovvero i fabbisogni delle imprese nettamente superiori alle risorse disponibili, contrariamente a quanto avviene per la quota regionale, dove i livelli di spesa raggiunti sono mediamente dell'80 per cento delle risorse disponibili;
questo metodo di ripartizione delle risorse potrebbe spiegare la causa dell'ultimo mancato utilizzo di circa 15 milioni di euro di contributi europei e quindi di circa 30 milioni di investimenti non effettuati;
senza voler disconoscere i positivi risultati conseguiti dalla misura «OCM Promozione» sul comparto vitivinicolo nazionale, come di fatto dimostrano i risultati in termini di crescita dell’export, permangono tuttavia alcune forti preoccupazioni e potenziali criticità in ordine a fattori problematici come i contenuti tecnici del bando nazionale proposti dal Ministero (e di conseguenza gli avvisi regionali), e in particolare le griglie dei requisiti di accesso e di valutazione dei programmi, nonché le carenti, spesso assenti, disposizioni fornite dal Ministero e dall'AGEA in merito alle modalità di gestione e rendicontazione delle attività previste dai piani finanziati;
le procedure scelte dall'Italia per la gestione e la rendicontazione dei programmi in oggetto appaiono essere le più complesse e confuse di tutta l'eurozona. Gli operatori interessati hanno spesso lamentato il peso ingiustificato di questa eccessiva burocraticità che limita non poco la loro competitività nei confronti dei principali concorrenti mondiali come la Francia e la Spagna;
vale la pena sottolineare come per la gestione di un progetto OCM vino-Promozione, la mole di documentazione richiesta dal Ministero e dall'AGEA è a volte talmente copiosa da far desistere gli operatori dal presentare programmi di promozione e ciò a danno soprattutto delle imprese più piccole e meno strutturate;
questa evidente criticità richiede la necessità immediata di semplificare le procedure e le linee guida per la gestione dei programmi;
un mancato intervento su questi due fronti potrebbe compromettere seriamente gli esiti della prossima campagna (2015/2016), e rendere troppo difficoltosa la gestione di questi fondi da parte delle imprese e dei consorzi coinvolti;
i segnali rilevati – in questo senso – nelle ultime campagne (2013/2014 e 2014/2015) sono stati inequivocabili: a livello regionale circa il 15 per cento delle disponibilità di risorse non è stato impegnato e la graduatoria dei programmi a valere sulla quota nazionale è stata polverizzata in oltre 25 proposte. Anche i criteri di valutazione adottati si sono dimostrati poco chiari e, ancor oggi, si attendono gli esiti delle valutazioni di alcune amministrazioni regionali, un esempio tra tutti la regione Piemonte che rischia di non riconoscere alla proprie imprese vitivinicole circa 7,5 milioni di euro di fondi concessi dalla OCM, vino – promozione, pari a oltre 15 milioni di euro di investimenti per la promozione delle denominazioni nazionali e dei marchi regionali;
la contraddizione che questi fatti creano è la posizione di retroguardia che assume l'Italia nella classifica europea dell'utilizzo dei fondi della OCM, nonostante il primato mondiale nella produzione di vino, risultato che premia lo sforzo di 650.000 viticoltori. Il nostro Paese infatti nella gestione di questa importante misura di agevolazione finanziaria per la promozione del Made in Italy si colloca addirittura dopo la Francia, la Spagna, la Germania ed il Portogallo;
tra tutti gli altri membri Unione europea, l'Italia e purtroppo l'unico Stato che nella fase di accesso ai contributi della OCM vino-promozione, ha ancora in vigore un decreto quadro che dal 2010 non si è mai rinnovato a seguito degli aggiornamenti dei rispettivi regolamenti comunitari relativi all'Organizzazioni comuni dei mercati agricoli vino, fatto che crea molti problemi sia alle imprese vitivinicole nazionali e sia alla pubblica amministrazione;
sarebbe pertanto assolutamente urgente una revisione di tale regolamentazione amministrativa che la metta in coerenza con gli indirizzi fissati dalla Commissione agricoltura europea;
inoltre, il quadro nazionale relativo alla campagna in corso 2014/2015, vede per le imprese vinicole nazionali una pericolosa situazione di stallo in quanto lo sblocco dei fondi OCM vino-Promozione è subordinato alle decisioni che in questi giorni in Ministero e la Conferenza Stato-regioni dovranno assumere;
le più importanti regioni per vocazione vitivinicola (Veneto, Toscana e Piemonte) vedono numerosi programmi di promozione esclusi dalle rispettive graduatorie regionali per mancanza di risorse finanziarie. La regione che maggiormente sta rischiando è il Piemonte, che ha effettuato alcune scelte strategiche che stanno compromettendo il buon esito della misura per le imprese vitivinicole piemontesi coinvolte. In presenza di queste indecisioni non sono da escludere la presentazione, da parte di imprese e amministrazioni regionali, di numerosi e motivati ricorsi volti ad evitare scenari peggiori;
andrebbero intraprese iniziative non più procrastinabili volte a fare in modo che le modalità amministrative con cui si rendono esecutive le misure di finanziamento recate dalla normativa comunitaria in materia di promozione del vino verso l'estero diventino effettivamente uno strumento di supporto alle nostre imprese, informato alla semplicità, alla trasparenza ed alla facilità di accesso da parte di tutti gli operatori, allo scopo ottimizzandone la funzionalità attraverso procedure che consentano alle realtà vinicole di presentare progetti concreti e coerenti; di attendersi un iter chiaro di esamina e di delibera; di poter contare su una pubblica amministrazione «parte attiva», ovvero in grado di esaminare con imparzialità e certezza dei tempi d'esamina i progetti, aiutando le imprese vinicole nelle formulazione di programmi in linea con l'obiettivo più generale perseguito dalla relativa Organizzazione comune dei mercati agricoli;
nei prossimi mesi le imprese sono chiamate a pianificare nuovamente i propri investimenti per il biennio 2015/2016, pertanto appare necessario conoscere in anticipo la strategia che il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali intende perseguire per la promozione del vino italiano nel mondo,
impegna il Governo:
ad attivarsi con sollecitudine e con tenore di priorità per provvedere all'aggiornamento della disciplina amministrativa interna volta all'attuazione delle norme comunitarie sulla OCM vino-Promozione sui mercati dei Paesi terzi ed in tale sede ad adottare regolamenti basati su principi di efficienza, trasparenza e soprattutto di meritocrazia in maniera da premiare le imprese che in passato hanno agito in maniera trasparente ed efficiente, con risultati positivi sul mercato;
a rendere note in tempi brevi le intenzioni dell'amministrazione nazionale per la campagna 2015/2016 ed in tale ambito ad adottare criteri di ripartizione dei fondi nazionali che siano più efficienti rispetto a quanto non sia stato fatto fino ad oggi;
a provvedere, per l'annualità in corso, alla pubblicazione di linee guida esaustive e definitive per la gestione dei progetti finanziati nell'ambito della misura in oggetto, sottoscritte e validate dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, dall'Agea e dall'Agecontrol.
(7-00489) «Mongiello, Ginefra».
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):organizzazione comune di mercato
regolamentazione della produzione agricola
viticoltura