ATTO CAMERA

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00092

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 76 del 12/09/2013
Firmatari
Primo firmatario: QUARTAPELLE PROCOPIO LIA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 12/09/2013
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
BERGAMINI DEBORAH IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE 18/09/2013
NICOLETTI MICHELE PARTITO DEMOCRATICO 18/09/2013
LATTUCA ENZO PARTITO DEMOCRATICO 18/09/2013
AMENDOLA VINCENZO PARTITO DEMOCRATICO 18/09/2013
MONACO FRANCESCO PARTITO DEMOCRATICO 18/09/2013
CIMBRO ELEONORA PARTITO DEMOCRATICO 18/09/2013
LOCATELLI PIA ELDA MISTO-PARTITO SOCIALISTA ITALIANO (PSI) - LIBERALI PER L'ITALIA (PLI) 18/09/2013
BENI PAOLO PARTITO DEMOCRATICO 18/09/2013
MARAZZITI MARIO SCELTA CIVICA PER L'ITALIA 18/09/2013
MOGHERINI FEDERICA PARTITO DEMOCRATICO 18/09/2013
TIDEI MARIETTA PARTITO DEMOCRATICO 18/09/2013
MANCIULLI ANDREA PARTITO DEMOCRATICO 18/09/2013


Commissione assegnataria
Commissione: III COMMISSIONE (AFFARI ESTERI E COMUNITARI)
Stato iter:
18/09/2013
Partecipanti allo svolgimento/discussione
ILLUSTRAZIONE 18/09/2013
QUARTAPELLE PROCOPIO LIA PARTITO DEMOCRATICO
 
INTERVENTO GOVERNO 18/09/2013
PISTELLI LAPO VICE MINISTRO - (AFFARI ESTERI)
 
DICHIARAZIONE VOTO 18/09/2013
BERGAMINI DEBORAH IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE
MARAZZITI MARIO SCELTA CIVICA PER L'ITALIA
SCAGLIUSI EMANUELE MOVIMENTO 5 STELLE
LOCATELLI PIA ELDA MISTO-PARTITO SOCIALISTA ITALIANO (PSI) - LIBERALI PER L'ITALIA (PLI)
AMENDOLA VINCENZO PARTITO DEMOCRATICO
 
INTERVENTO PARLAMENTARE 18/09/2013
QUARTAPELLE PROCOPIO LIA PARTITO DEMOCRATICO
 
PARERE GOVERNO 18/09/2013
PISTELLI LAPO VICE MINISTRO - (AFFARI ESTERI)
Fasi iter:

ATTO MODIFICATO IL 17/09/2013

APPOSIZIONE NUOVE FIRME IL 18/09/2013

DISCUSSIONE IL 18/09/2013

ACCOLTO IL 18/09/2013

PARERE GOVERNO IL 18/09/2013

APPROVATO IL 18/09/2013

CONCLUSO IL 18/09/2013

Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00092
presentato da
QUARTAPELLE PROCOPIO Lia
testo presentato
Giovedì 12 settembre 2013
modificato
Mercoledì 18 settembre 2013, seduta n. 79

   La III Commissione,
premesso che:
nel settembre del 2000 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato gli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM), sottoscritti dai 191 membri delle Nazioni Unite, tra cui l'Italia, come impegni per la comunità internazionale sui quali improntare l'azione di aiuto pubblico allo sviluppo e che da allora rappresentano il più importante quadro di orientamento per la cooperazione internazionale allo sviluppo;
si tratta di 8 obiettivi generali che l'intera comunità internazionale si è impegnata a raggiungere entro l'anno 2015: sradicare la povertà estrema e la fame; garantire l'educazione primaria universale; promuovere la parità dei sessi e l'autonomia delle donne; ridurre la mortalità infantile; migliorare la salute materna; combattere l'HIV/AIDS; garantire la sostenibilità ambientale; sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo;
a meno di 1000 giorni dalla data fissata per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio, il 1o luglio 2013 è stato presentato a New York il Millennium Development Goals Report 2013, il quale dà conto dei progressi compiuti nel raggiungimento di molti dei target fissati, e soprattutto dei gap che separano dalla meta finale. L'obiettivo di dimezzare la povertà estrema è stato raggiunto: la povertà estrema (legata al reddito) è scesa da oltre 2 miliardi di persone (47 per cento) nel 1990 a meno di 1,4 miliardi di persone (24 per cento) nel 2008. Dal 2010, la povertà legata al reddito è diminuita in tutte le regioni in via di sviluppo nel mondo, inclusa l'Africa subsahariana, che registra ancora i tassi più elevati. L'obiettivo di accesso sostenibile all'acqua potabile è stato ugualmente raggiunto e i miglioramenti delle condizioni di vita dei 200 milioni di abitanti delle baraccopoli hanno superato l'obiettivo corrispondente. Altri obiettivi sono a buon punto, come la fame, la nutrizione e la parità di genere nell'educazione primaria, mentre l'ineguaglianza di genere persiste in generale e le donne continuano a subire discriminazioni;
in vista del 2015, il segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon ha ricevuto, nel corso del vertice sugli OSM del 2010, l'incarico di lanciare un processo consultivo su un quadro di riferimento per il periodo post-2015. Le Nazioni Unite stanno lavorando in collaborazione con i Governi, la società civile e altri partner alla messa a punto di un'agenda per lo sviluppo post-2015, che tenga conto delle acquisizioni e delle lezioni fin qui apprese e che continui, nel solco tracciato dal vertice di sviluppo del millennio, nella ricerca di prosperità, equità, dignità e pace per tutti;
in questa prospettiva l'appuntamento dell'Expo 2015 a Milano, dedicato al tema «Nutrire il Pianeta, energia per la vita», può essere colta dal nostro Paese per proporre in quella sede una iniziativa internazionale di riflessione e confronto che ospiti gli esponenti delle Nazioni Unite e i Governi ai fini dell'elaborazione di un'agenda post-2015 per gli obiettivi del millennio;
i settori della sicurezza alimentare, dello sviluppo rurale, dell'agricoltura e della nutrizione sono, peraltro, da sempre prioritari per la cooperazione italiana che ha avuto, anche nel tempo, soluzioni e approcci innovativi e rivolge attenzione particolare alle tematiche di genere e all'empowerment delle donne, alla promozione della piccola e media impresa, all'intensificazione sostenibile dell'agricoltura e della zootecnia, a un approccio di filiera o geografico (area-based), alle questioni commerciali, nutrizionali e sociali generalmente collegate all'agricoltura e allo sviluppo rurale;
Roma è la sede delle principali organizzazioni delle Nazioni Unite che si occupano di sicurezza alimentare, agricoltura e sviluppo sostenibile, quali l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), il programma alimentare mondiale (WFP) e il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), alle quali ci si riferisce anche come il polo agro-alimentare romano;
la III Commissione della Camera dei deputati ha avviato nel 2008 un'indagine conoscitiva sugli obiettivi di sviluppo del millennio, conclusasi nel 2011, il cui documento conclusivo ha evidenziato lo scostamento del nostro Paese dagli impegni internazionali in tema di destinazione di una percentuale sufficiente di prodotto interno lordo all'aiuto pubblico allo sviluppo (0,19 per cento a fine 2007 a fronte della media dello 0,28 dei Paesi OCSE) di eccessivo sbilanciamento della cooperazione italiana verso il canale multilaterale (circa il 68 per cento a fine 2007) e, a livello generale, ha riscontrato un'elevata frammentazione degli aiuti e una marcata imprevedibilità delle risorse reperite per la cooperazione allo sviluppo a causa, soprattutto, dell'inadeguatezza dell'attuale legislazione a riguardo;
a questo riguardo, lo sforzo per una riforma ampia, organica e innovativa della cooperazione italiana rimane urgente; d'altra parte, un testo di legge di riforma era stato approvato nella precedente legislatura dalla Commissione esteri del Senato e nell'attuale lo stesso testo è stato di nuovo incardinato nell'altro ramo del Parlamento, in attesa però di un testo governativo che tarda ad arrivare;
è in corso la periodica Peer Review dell'OCSE sulla efficacia e sull'adeguatezza del nostro sistema di cooperazione internazionale e già si sa che, oltre a ricevere nuovamente l'invito a concludere il processo di riforma della normativa oramai antiquata, l'Italia dovrà constatare di essere ancora lontana dal raggiungere la quota dello 0,7 per cento del reddito nazionale destinato agli aiuti, impegno preso dal Governo italiano a livello internazionale nel 2005, dal momento che nel 2012 il nostro Paese ha investito in assistenza ufficiale allo sviluppo solo lo 0,13 per cento;
pur avendo il documento di economia e finanza previsto un percorso di graduale riallineamento agli standard internazionali, esistono timori che la legge di stabilità possa tornare indietro rispetto al piccolo ma politicamente significativo incremento dei fondi avvenuto lo scorso anno, mentre è essenziale, per la credibilità dell'Italia, che venga continuato quel percorso di riallineamento e venga rilanciata l'azione di cooperazione internazionale;
il raggiungimento degli obiettivi del millennio entro la scadenza del 2015, non è solo un imperativo etico di solidarietà verso chi è più svantaggiato ma anche un investimento strategico, per tutti coloro che vi concorrono, a favore della pace, della stabilità e sicurezza a livello globale,

impegna il Governo:

a verificare attivamente la possibilità che si organizzi in seno ad Expo 2015 uno spazio di riflessione e confronto tra gli esponenti delle organizzazioni internazionali e dei Governi che sia un momento conclusivo del dibattito sulla definizione dei futuri obiettivi di sviluppo del millennio, che sancisca, in linea con l'orientamento prevalente in sede internazionale e in particolare in ambito UE, il collegamento di questi con i seguiti della Conferenza di Rio sullo sviluppo sostenibile (nel cui ambito andranno definiti i cosiddetti obiettivi di sviluppo sostenibile), che si svolgerà nel corso di quello stesso anno;
a ribadire la necessità che nelle sedi internazionali si rafforzi l'applicazione dei principi di coerenza ed efficacia degli aiuti, nel solco degli obiettivi del millennio, proponendo forme di razionalizzazione e coordinamento tra le azioni dei diversi donatori e aumentando il monitoraggio degli interventi, l'analisi dei risultati e dell'impatto effettivo sullo sviluppo, anche al fine di innalzare l'ancora insufficiente grado di trasparenza e accountability dell'aiuto pubblico internazionale;
a mantenere la concentrazione già in atto su alcuni specifici settori e obiettivi, nonché su alcuni Paesi mantenendo la leadership e l'attenzione nel campo della sicurezza alimentare sia con il rilancio del polo alimentare a Roma, che con lo sviluppo delle tematiche di Expo 2015;
a mantenere nella prossima definizione della legge di stabilità l'impegno al graduale riallineamento dell'aiuto pubblico allo sviluppo italiano agli standard internazionali escludendo in ogni caso una riduzione delle risorse destinate a questo fine sui due principali canali di finanziamento esistenti (legge di bilancio e decreto missioni internazionali) rispetto a quelle stanziate lo scorso anno e anzi provvedendo all'atteso e necessario graduale incremento;
a favorire, per quanto di competenza, la definizione di una riforma organica della legge sulla cooperazione allo sviluppo portando avanti l'iniziativa governativa annunciata ovvero collaborando con il Parlamento nell’iter di indispensabile definizione di una normativa innovativa e moderna del settore;
ad assicurare comunicazioni periodiche al Parlamento in materia di aiuto pubblico allo sviluppo attraverso una definizione degli indirizzi strategici e delle priorità di azione, una programmazione pluriennale degli investimenti, un puntuale rendiconto delle risorse stanziate e dei risultati operativi conseguiti, così da garantire una valutazione della coerenza e dell'efficacia delle politiche in materia di cooperazione allo sviluppo e, più in generale, di promozione degli obiettivi di sviluppo del millennio.
(7-00092) (nuova formulazione)  «Quartapelle Procopio, Bergamini, Nicoletti, Lattuca, Amendola, Monaco, Cimbro, Locatelli, Beni, Marazziti, Mogherini, Tidei, Manciulli».

Classificazione EUROVOC:
SIGLA O DENOMINAZIONE:

EXPO 2015

EUROVOC :

aiuto allo sviluppo

revisione della legge

sicurezza alimentare

sviluppo economico

politica di cooperazione

politica di sviluppo