ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/12756

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 889 del 21/11/2017
Firmatari
Primo firmatario: CHIMIENTI SILVIA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 21/11/2017
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
DI BENEDETTO CHIARA MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017
GALLO LUIGI MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017
MARZANA MARIA MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017
VACCA GIANLUCA MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017
VALENTE SIMONE MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017
BRESCIA GIUSEPPE MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017
D'UVA FRANCESCO MOVIMENTO 5 STELLE 21/11/2017


Commissione assegnataria
Commissione: VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE)
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA delegato in data 21/11/2017
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 21/11/2017

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12756
presentato da
CHIMIENTI Silvia
testo di
Martedì 21 novembre 2017, seduta n. 889

   CHIMIENTI, DI BENEDETTO, LUIGI GALLO, MARZANA, VACCA, SIMONE VALENTE, BRESCIA e D'UVA. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:

   in base al rapporto dell'Ocse sulla «Strategia per le competenze» pubblicato ad inizio ottobre 2017, solo il 20 per cento degli italiani tra i 25 e i 34 anni è laureato rispetto alla media europea che sfiora, invece, quasi il 38 percento. Si tratta di una differenza troppo elevata che impedirà all'Italia di raggiungere l'obiettivo del 40 per cento nel 2020 così come richiesto dall'Europa;

   la causa della disincentivazione al proseguimento negli studi è certamente da ricercare nell'assenza di un adeguato sostegno finanziario che l'Italia riserva ai suoi studenti, nonostante le misure di sostegno in questione trovino il loro fondamento nell'articolo 34 della Costituzione, che, per assicurare a tutti il diritto allo studio, sancisce che «i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi», prevedendo altresì che le borse di studio, gli assegni alle famiglie e le altre provvidenze necessarie per rendere «effettivo questo diritto» siano attribuite per concorso;

   l'articolo 3 della Costituzione sancisce che «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese»;

   su questo punto la Corte costituzionale ha avuto occasione di esprimersi in modo assai eloquente statuendo che: «la scuola è aperta a tutti e con ciò riconoscendo in via generale l'istruzione come diritto di tutti i cittadini, l'articolo 34 della Costituzione pone un principio nel quale la basilare garanzia dei diritti inviolabili dell'uomo nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità apprestata dall'articolo 2 della Costituzione trova espressione in riferimento a quella formazione sociale che è la comunità scolastica. L'articolo 2 poi si raccorda e si integra con l'altra norma, pure fondamentale, di cui all'articolo 3 secondo comma, che richiede il superamento delle sperequazioni di situazioni sia economiche che sociali suscettibili di ostacolare il pieno sviluppo della persona e dei cittadini»;

   a dispetto di quanto suddetto, le tasse universitarie a carico degli studenti hanno, negli ultimi 10 anni, raggiunto livelli altissimi, un incremento che va da una media del 61 per cento al 90 per cento in alcune città del Sud Italia, così come riportato anche nell'inchiesta dell'Unione degli universitari (Udu) dal titolo «Dieci anni sulle nostre spalle»;

   la situazione complessiva del diritto allo studio è aggravata da una contrazione delle risorse stanziate dal Governo, dalla modifica dei parametri per accedere al diritto allo studio e dal nuovo metodo di calcolo dell'Isee. Negli ultimi anni sono state numerosissime le associazioni studentesche universitarie che hanno protestato apertamente contro le politiche del Governo sulle tasse universitarie –:

   se la Ministra interrogata non ritenga opportuno assumere iniziative per modificare la normativa in materia di tasse universitarie, rendendole meno onerose per le famiglie, al fine di facilitare l'accesso agli studi e garantire il diritto allo studio, incrementando il numero di borse e così rimediando alle problematiche relative al nuovo Isee.
(5-12756)

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

diritto dell'individuo

diritto all'istruzione

aiuto finanziario