ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/09294

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 663 del 27/07/2016
Firmatari
Primo firmatario: VALLASCAS ANDREA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 27/07/2016
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
BIANCHI NICOLA MOVIMENTO 5 STELLE 27/07/2016
ROMANO PAOLO NICOLO' MOVIMENTO 5 STELLE 27/07/2016
DELL'ORCO MICHELE MOVIMENTO 5 STELLE 27/07/2016
MICILLO SALVATORE MOVIMENTO 5 STELLE 27/07/2016
CRIPPA DAVIDE MOVIMENTO 5 STELLE 27/07/2016


Commissione assegnataria
Commissione: VIII COMMISSIONE (AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI)
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE delegato in data 27/07/2016
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 27/07/2016

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-09294
presentato da
VALLASCAS Andrea
testo di
Mercoledì 27 luglio 2016, seduta n. 663

   VALLASCAS, NICOLA BIANCHI, PAOLO NICOLÒ ROMANO, DELL'ORCO, MICILLO e CRIPPA. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
   con il decreto 16 ottobre 2001 del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministro delle attività produttive e il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, è stato istituito il parco geominerario storico ambientale della Sardegna, così come previsto dall'articolo 114, camma 10, della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
   nel 2007 il parco Viene inserito nella rete europea e globale Geoparks dell'Unesco, che rappresenta un prestigioso riconoscimento internazionale dell'unicità di un territorio sul quale si dispiega un paesaggio modellato dall'attività mineraria;
   nel mese di novembre del 2015, l'Unesco ha riconosciuto patrimonio dell'umanità la rete internazionale dei 120 geoparchi distribuiti in 33 Paesi del mondo, tra cui è inserito il parco geominerario storico ambientale della Sardegna;
   nel sito internet del parco viene così descritta l'area: «Suggestivi villaggi operai, pozzi di estrazione, migliaia di chilometri di gallerie, impianti industriali, antiche ferrovie, preziosi archivi documentali e la memoria di generazioni di minatori rendono il parco un nuovo grande giacimento culturale da scoprire»;
   il parco si suddivide in otto aree, per un'estensione territoriale di circa 3800 chilometri quadrati e ricomprende 81 comuni;
   a seguito del mancato avvio dell'attività operativa del Consorzio del parco, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con la regione autonoma della Sardegna, il 3 febbraio 2007 avrebbe decretato il commissariamento del consorzio con l'obiettivo, sembrerebbe, di rimuovere con un'appropriata riforma gli ostacoli che ne avevano impedito il regolare funzionamento;
   la comunità del parco avrebbe approvato all'unanimità sin dal mese di giugno del 2007 la proposta di riforma, ma, sembrerebbe, che Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e regione Sarda non l'avrebbero attuata, circostanza che avrebbe contribuito a prolungare per quasi dieci anni la gestione commissariale, determinando peraltro il progressivo degrado gestionale dell'ente;
   il 13 luglio 2016 alcuni organi di stampa avrebbero pubblicato i contenuti della relazione di fine mandato dell'ex commissario del parco, il professore Gian Luigi Pillola, in carica dal 2013 al mese di marzo del 2016, dalla quale emergerebbe una situazione di grave criticità al momento del suo ingresso nell'ente in qualità di commissario;
   tra i diversi elementi riportati si segnalano l'assenza di dipendenti in pianta organica che sarebbe stata colmata per diverso tempo con l'assunzione di lavoratori interinali per 15-30 giorni, la liquidazione senza regolamento di contributi per eventi e iniziative, l'uso abituale della carta di credito come sistema di pagamento, l'assenza di un inventario del patrimonio immobiliare (risulta esser stato realizzato il file con i bilanci ante 2014, che sarebbe andato perduto);
   l'ex commissario avrebbe anche illustrato i risultati della sua gestione, tra cui, il riordino del sistema dei rimborsi spesa e delle auto di servizio, il recupero delle somme che sarebbero state erogate in maniera impropria, l'istituzione di una commissione interna per la valutazione dell'erogazione dei contributi. Tra le altre cose, sarebbero state modificate le modalità di pagamento, al posto della carta di credito, sarebbe stata attivata una carta prepagata;
   a chiusura della relazione, l'ex commissario con rammarico dichiara «Credo sia ormai più che evidente di un preciso disegno colto a lasciare il parco in uno stato definibile da “coma vegetativo”. Parte del territorio si compiaceva, seppur con un apparente atteggiamento di speranza e di sviluppo per il Parco, per il ruolo di “bancomat” assunto, per troppi anni dall'Ente... L'impresa di far camminare il Parco con le proprie gambe nel rispetto della legalità e trasparenza sembra ormai stroncata»;
   si tratterebbe di affermazioni di straordinaria gravità che richiederebbero con urgenza un chiarimento da parte delle istituzioni sovraordinate con particolare riguardo agli organismi che svolgono attività di controllo e vigilanza nei confronti del parco;
   nel complesso, e al di là delle considerazioni formulate nel documento dell'ex commissario che, ad ogni modo, è nella disponibilità del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, risulterebbe, anche a seguito di alcune inchieste giornalistiche, che il parco geominerario storico ambientale della Sardegna, nonostante le grandi potenzialità di sviluppo e occupazione per un'ampia porzione del territorio regionale, non riesca ad essere operativo, anche in relazione al crescente interesse che riscuote a livello internazionale;
   nelle scorse settimane, alcuni organi di stampa, avrebbero riportato episodi che si sarebbero verificati con l'avvio della stagione estiva, in particolare, avrebbero riferito del caso di numerosi turisti che non avrebbero avuto accesso ai siti perché chiusi per la mancanza di addetti;
   questo stato di cose rappresenterebbe un grande sperpero di un patrimonio dalle straordinarie opportunità turistiche e culturali, tra l'altro in un territorio che ricade in parte nella provincia del Sulcis-Iglesiente, tra le più povere d'Italia;
   negli anni la gestione del parco geominerario storico ambientale della Sardegna sarebbe stato oggetto di diverse inchieste giornalistiche in merito ai ritardi nell'avvio delle attività e, in particolare, in merito alle spese che sarebbero state considerate eccessive e, in alcuni casi, inappropriate;
   a tale proposito è il caso di riferire la vicenda del museo dell'argento realizzato nel comune di San Vito, considerato un'incompiuta e costato oltre 1,2 milioni di euro;
   emergerebbe, tra l'altro, che il Consorzio del parco, da una parte, abbia speso male le sue risorse, dall'altra, non utilizzi ogni anno più del 30 per cento delle risorse di cui dispone;
   nel mese di marzo 2016, si sarebbe conclusa la conferenza di servizi decisoria convocata per definire i criteri per la riforma del decreto istitutivo e dello statuto del parco geominerario;
   le risultanze della conferenza, che dovrebbero essere oggetto di un decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare d'intesa con il Presidente della regione Sardegna, potrebbe rappresentare, anche secondo quanto dichiarato dalla regione, il superamento della lunga fase commissariale;
   il 15 luglio 2016, a pochi giorni dalla pubblicazione della relazione dell'ex commissario, il Coordinamento per l'attuazione del piano Sulcis, avrebbe annunciato alcune novità, quali l'approvazione del bilancio del Parco da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, circostanza che consentirebbe all'ente il pieno utilizzo delle risorse finanziarie necessarie per la propria attività;
   tra le altre cose «Il Coordinamento del Piano Sulcis ha comunicato che il Ministero dei beni culturali ha sottoscritto il decreto di riforma del parco geominerario. La regione Sardegna ha già dato l'intesa. Il Ministero dell'ambiente sta ora acquisendo il concerto del Miur e del Ministero dello sviluppo economico. Successivamente il decreto di riforma sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale»;
   la notizia è stata confermata nell'edizione di martedì 19 luglio 2016 del quotidiano regionale l’Unione Sarda, dove, nel riprendere la nota del Coordinamento per l'attuazione del piano Sulcis, verrebbe formulata l'ipotesi secondo la quale «Finisce dunque la lunga epoca di commissariamento, perché il Ministero dei beni culturali ha recentemente sottoscritto il decreto di riforma tanto atteso per la nomina dei presidente e direttivo dell'Ente; circostanza peraltro non confermata dagli atti pubblicati sul sito del Ministero»;
   è il caso di rilevare la profonda discrepanza tra quanto scritto nella relazione dell'ex commissario e l'annuncio del Coordinamento per l'attuazione del piano Sulcis, ripreso da alcuni organi di giornale, su una presunta improvvisa rinascita del parco;
   questo stato di cose getterebbe un'ombra di incertezza sul futuro del parco geominerario storico ambientale della Sardegna e sulla auspicata riforma che dovrebbe garantire all'ente stabilità e continuità gestionale dopo anni di commissariamento che avrebbero determinato l'attuale situazione di paralisi –:
   se quanto esposto in premessa corrisponda al vero;
   quali siano lo stato di attuazione e i tempi della riforma del decreto istitutivo e dello statuto del parco geominerario storico ambientale della Sardegna;
   quali iniziative intenda adottare per rendere pienamente operativo il parco geominerario storico ambientale della Sardegna, in relazione alle grandi potenzialità che racchiude e al crescente interesse che suscita a livello internazionale;
   se non ritenga opportuno assumere le iniziative di competenza per porre fine alla gestione commissariale del Consorzio del parco protrattasi oltre ogni ragionevole limite temporale, dando immediata attuazione alla riforma dello stesso Consorzio con la nomina del naturale organo collegiale al fine di rendere finalmente operativa la struttura che il Parlamento ed il Governo hanno voluto istituire e finanziare nel rispetto degli impegni assunti con l'UNESCO per favorire la rinascita culturale, sociale ed economica delle aree minerarie dismesse della Sardegna;
   quali iniziative intenda adottare per vigilare sulla corretta e diligente gestione delle risorse destinate al parco con l'obiettivo di evitare eventuali sperperi e conseguire una maggiore efficienza nella gestione dell'Ente. (5-09294)

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

relazione

lavoro temporaneo

politica occupazionale