ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/09262

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 662 del 26/07/2016
Firmatari
Primo firmatario: RIZZO GIANLUCA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 26/07/2016
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
FRUSONE LUCA MOVIMENTO 5 STELLE 26/07/2016
BASILIO TATIANA MOVIMENTO 5 STELLE 26/07/2016
CORDA EMANUELA MOVIMENTO 5 STELLE 26/07/2016
TOFALO ANGELO MOVIMENTO 5 STELLE 26/07/2016
BERNINI PAOLO MOVIMENTO 5 STELLE 26/07/2016


Commissione assegnataria
Commissione: III COMMISSIONE (AFFARI ESTERI E COMUNITARI)
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLA DIFESA
  • MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
Ministero/i delegato/i a rispondere e data delega
Delegato a rispondere Data delega
MINISTERO DELLA DIFESA 26/07/2016
MINISTERO DELLA DIFESA 26/07/2016
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 06/10/2016
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 26/07/2016

MODIFICATO PER MINISTRO DELEGATO IL 06/10/2016

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-09262
presentato da
RIZZO Gianluca
testo di
Martedì 26 luglio 2016, seduta n. 662

   RIZZO, FRUSONE, BASILIO, CORDA, TOFALO e PAOLO BERNINI. — Al Ministro della difesa, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:
   notizie di stampa riportano il naufragio di un'imbarcazione proveniente dalla Tunisia e diretta verso l'Europa sabato 2 luglio 2016 al largo d Sabrata. Dei 28 naufraghi, solo 11 sarebbero sopravvissuti;
   in quattro anni, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) dichiara che il numero dei morti nel Mediterraneo è salito a 2.859 per il primo semestre 2016, contro i 1.838 del 2015;
   sono numerosi i migranti subsahariani e del Medio Oriente a voler raggiungere l'Europa passando per la Tunisia. Per questo motivo, la Tunisia è al centro di una particolare attenzione da parte dell'Unione europea, ma sembra che le politiche fin qui adottate non abbiano conseguito risultati concreti;
   in un comunicato stampa del segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, viene annunciata una nuova operazione militare nel Mediterraneo, denominata Sea Guardian. «Abbiamo intenzione di lavorare in stretta collaborazione con l'operazione Sophia dell'Unione europea» ha dichiarato M. Stoltenberg. «Al Sud vediamo Stati deboli e sull'orlo del fallimento. Milioni di senza tetto e di disperati fuggano dai gruppi terroristici come Daesh e questa instabilità ha un impatto sulla nostra società»;
   il 6 luglio 2016 Parlamento europeo ha deliberato un nuovo mandato all'agenzia Frontex, l'agenzia europea incaricata della gestione delle frontiere esterne;
   secondo la campagna informativa Frontexit (www.frontexit.org), l'agenzia Frontex non rispetterebbe i diritti umani fondamentali. «A più di un anno dall'annuncio di un rinforzamento dell'agenzia Frontex – si legge in una nota stampa del 7 luglio 2016 – per rispondere alla cosiddetta crisi migratoria il risultato delle condizioni di sicurezza alle frontiere europee è allarmante: il numero dei migranti e dei rifugiati morti nel Mediterraneo è aumentato, le violazioni dei diritti e le violenze nei loro confronti si sono moltiplicate tanto alle frontiere quanto nei centri di smistamento chiamati “hotspot”»;
   secondo quanto denunciato dalla campagna Frontexit, la politica attuale dell'Unione europea finirebbe per favorire l'immigrazione clandestina, fenomeno che accresce la mortalità tra i migranti ed incoraggia i traffici illegali. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) stima che il numero dei morti nel Mediterraneo durante il mese di giugno 2016 ammonti a 2.859. Nonostante questi dati, la nuova agenzia guarda-frontiera europea vedrà estendere i propri poteri, specialmente in materia di espulsioni e di raccolta dati che verranno poi trasmessi all'Europol nel quadro dalla lotta ai crimini transfrontalieri e di lotta al terrorismo;
   «Sea Guardian», secondo l'interpretazione data da Frontexit è un'estensione di Frontex ed ha come obiettivo quello di far sbarcare nei «porti sicuri più vicini» le persone intercettate in alto mare. Questi sbarchi dovranno aver luogo in Marocco, Tunisia, Algeria, nei Paesi balcanici e in Turchia. «Paesi in cui gravi violazioni dei diritti umani perdurano sia nei confronti dei cittadini nazionali, che degli stranieri, dove è calpestato il diritto di lasciare il paese, principio contrario al diritto internazionale ed europeo, in particolare al principio di non respingimento» dichiara il collettivo Frontexit;
   alcune organizzazioni non governative mettono inoltre in guardia sulle ricorrenti violazioni dei diritti umani, puntando il dito contro gli «incidenti» fatti presente dalla stessa agenzia Frontex. A tal proposito, la campagna Frontexit sottolinea che «il nuovo mandato non permette di imputare effettivamente e direttamente la responsabilità giuridica dell'agenzia di fronte a un meccanismo indipendente»;
   in un comunicato del 4 luglio 2016, FTDES (Forum tunisino dei diritti economici e sociali) ha ridefinito la tragedia dei giovani migranti di Ben Gardane in un contesto economico e politico. Il Forum ricorda che quegli stessi giovani annegati sulle coste libiche sono gli stessi che hanno partecipato a diverse manifestazioni contro la disoccupazione e la marginalizzazione della loro città in materia di impiego e di sviluppo. In una recente dichiarazione, Messaoud Romdhani, membro fondatore di FTDES, rivela che il partenariato di mobilità non è riuscito a ridurre il numero di migranti in condizione di clandestinità che attraversano il Mediterraneo, con 1.015.078 arrivi e 3.3771 decessi nel 2015. L'autore afferma che una società civile «vigilante in Tunisia continuerà a fare pressione sui governi dai due lati del Mediterraneo» –:
   se il Governo sia a conoscenza delle denunce indicate in premessa e quali iniziative intenda porre in essere perché le criticità sopra richiamate non abbiano a ripetersi in una eventuale partecipazione dell'Italia alla missione Sea Guardian;
   quale sia la posizione del Governo rispetto alle politiche di contenimento e di sbarco dei migranti soccorsi in mare nei Paesi nord africani indicati in premessa, e se esse siano in linea con la politica d'accoglienza attuata in Italia e nei Paesi europei;
   quale tipo di supporto eventualmente sia stato richiesto all'Italia in termini finanziari, di mezzi e, soprattutto, di uomini per partecipare alla missione «Sea Guardian». (5-09262)

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

diritti umani

mortalita'

politica comunitaria