Legislatura: 17Seduta di annuncio: 639 del 21/06/2016
Primo firmatario: DI STEFANO MANLIO
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 21/06/2016
Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma SIBILIA CARLO MOVIMENTO 5 STELLE 21/06/2016 SPADONI MARIA EDERA MOVIMENTO 5 STELLE 21/06/2016 SCAGLIUSI EMANUELE MOVIMENTO 5 STELLE 21/06/2016 GRANDE MARTA MOVIMENTO 5 STELLE 21/06/2016 DEL GROSSO DANIELE MOVIMENTO 5 STELLE 21/06/2016 DI BATTISTA ALESSANDRO MOVIMENTO 5 STELLE 21/06/2016
Commissione: III COMMISSIONE (AFFARI ESTERI E COMUNITARI)
Ministero destinatario:
- MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE delegato in data 21/06/2016
Partecipanti allo svolgimento/discussione RISPOSTA GOVERNO 30/06/2016 Resoconto DELLA VEDOVA BENEDETTO SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (AFFARI ESTERI E COOPERAZIONE) REPLICA 30/06/2016 Resoconto DI STEFANO MANLIO MOVIMENTO 5 STELLE
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 21/06/2016
DISCUSSIONE IL 30/06/2016
SVOLTO IL 30/06/2016
CONCLUSO IL 30/06/2016
MANLIO DI STEFANO, SIBILIA, SPADONI, SCAGLIUSI, GRANDE, DEL GROSSO e DI BATTISTA. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:
da quanto si apprende da diverse fonti di stampa, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha motivato la sua decisione di rimuovere la coalizione guidata dall'Arabia Saudita in Yemen dalla «lista nera» dei Paesi e delle organizzazioni che commettono crimini contro i bambini in virtù del minacciato taglio dei fondi all'organizzazione da parte dei sauditi;
«È stata una decisione dolorosa. Ma milioni di altri bambini avrebbero sofferto molto con il taglio dei fondi», queste le prime dichiarazioni del Segretario Generale dell'ONU, definendo poi come inaccettabile, per gli Stati membri, «esercitare indebite pressioni»; quindi, il timore di dover rinunciare a quei fondi avrebbe convinto Ban Ki-moon ad accogliere, tra le perplessità di molti attori, la richiesta saudita di uscire dalla black list;
questa decisione ha suscitato l'indignazione delle organizzazioni per i diritti umani. «Dato che questo elenco è frutto di manipolazione politica, perde credibilità e macchia l'eredità del Segretario generale sui diritti umani», ha commentato Human Rights Watch;
l'ONU aveva inserito il nome della coalizione a guida saudita (impegnata nel radere al suolo intere città dello Yemen) in una black-list di organizzazioni che violano i diritti dei bambini del mondo; secondo un rapporto Onu almeno 785 bambini sono stati uccisi e 1.168 feriti in Yemen solo lo scorso anno, il 60 per cento da attacchi aerei della coalizione contro scuole e ospedali yemeniti;
dopo la reazione del Regno arabo, l'Onu ha annunciato che ha accettato «la proposta dall'Arabia Saudita che le Nazioni Unite e la coalizione rivedano insieme i casi e le cifre citate nel testo» e «ha rimosso dalla lista la coalizione». Tuttavia, l'ambasciatore saudita ha osservato che il cambiamento nella lista è «definitivo e incondizionato»;
l'UNICEF, in un rapporto di marzo 2016 sullo Yemen, ha potuto verificare 1.560 gravi violazioni dei diritti umani dei bambini. Secondo il rapporto, solo nel 2015, oltre 900 bambini sono stati uccisi e oltre 1.300 sono rimasti feriti: cifre quasi 7 volte superiori rispetto a quelle dell'anno precedente;
tra l'altro, incredibilmente a parere degli interroganti, all'Arabia Saudita, nonostante un numero record di decapitazioni, è toccata la presidenza del comitato consultivo del Consiglio Onu dei diritti umani, una decisione che ha suscitato l'indignazione internazionale, ma che gli Stati Uniti hanno ben accolto;
in Arabia Saudita che, come ampiamente documentato, massacra la popolazione yemenita e fomenta e foraggia il terrorismo jihadista nel mondo, tuttavia, secondo il noto Ministro interrogato, «Abbiamo chance straordinarie...», affermazione pronunciata proprio pochi giorni fa al festival dell'economia di Trento, tacendo però che secondo la relazione annuale 2015 sull’export militare italiano appena trasmessa al Parlamento, l'Italia ha aumentato in modo esponenziale la vendita d'armi all'Arabia Saudita, a giudizio degli interroganti in contrasto con la legge n. 185 del 1990, utilizzando diversi escamotage –:
quale sia la posizione dell'Italia in ordine a quanto denunciato dal segretario generale delle Nazioni unite e quali iniziative intenda adottare, anche di concerto con l'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, perché la tutela dei bambini non venga ritenuta negoziabile, come pretenderebbe l'Arabia Saudita. (5-08939)
La promozione e la protezione dei diritti dei bambini nei conflitti armati è parte integrante della politica estera italiana. L'Italia promuove l'adesione e l'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo del 1989 e del suo Protocollo opzionale concernente il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, ratificato dall'Italia nel 2002. Il nostro Passe sostiene altresì le attività del Rappresentate Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per i Bambini e i Conflitti Armati, Leila Zerrougui.
Nel 2001, con la Risoluzione 1379, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha conferito al Segretario Generale il mandato di inserire in una lista, allegata al Rapporto annuale su «Bambini e Conflitti Armati», le parti di un conflitto armato che reclutano o utilizzano i bambini in violazione delle norme di diritto internazionale umanitario. I criteri per l'inserimento in tale lista sono stati ampliati nel corso degli anni.
L'ultimo Rapporto annuale su «Bambini e Conflitti armati», pubblicato il 2 giugno scorso e relativo al 2015, attribuisce alla coalizione guidata dall'Arabia Saudita la responsabilità del 60 per cento delle vittime tra bambini nel conflitto armato in Yemen. L'inserimento della coalizione a guida saudita in Yemen nella lista di Paesi o parti in conflitto che commettono gravi violazioni nei confronti dei minori è tuttavia ancora oggetto di esame, in vista di una discussione prevista al Consiglio di Sicurezza dell'ONU in agosto.
Nel frattempo, in occasione di un incontro con il Vice Principe ereditario dell'Arabia Saudita, il 22 giugno scorso, il SG Ban Ki-moon ha espresso l'auspicio che, prima della presentazione del succitato rapporto in CdS ad agosto, possano essere registrati sviluppi sulla protezione dei bambini e dei civili in Yemen. Ha altresì indicato di essere disponibile a ricevere nuovi elementi da parte saudita.
L'Italia, anche in coordinamento con l'Unione Europea e i Paesi che condividono la medesima posizione, sta attentamente seguendo il tema a New York ed i suoi possibili sviluppi.
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):diritti umani
ONU
tutela