Legislatura: 17Seduta di annuncio: 615 del 28/04/2016
Primo firmatario: SPADONI MARIA EDERA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 28/04/2016
Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma GRANDE MARTA MOVIMENTO 5 STELLE 28/04/2016 DEL GROSSO DANIELE MOVIMENTO 5 STELLE 28/04/2016 DI STEFANO MANLIO MOVIMENTO 5 STELLE 28/04/2016 SIBILIA CARLO MOVIMENTO 5 STELLE 28/04/2016 SCAGLIUSI EMANUELE MOVIMENTO 5 STELLE 28/04/2016 DI BATTISTA ALESSANDRO MOVIMENTO 5 STELLE 28/04/2016
Ministero destinatario:
- MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE delegato in data 28/04/2016
Partecipanti allo svolgimento/discussione RISPOSTA GOVERNO 30/06/2016 Resoconto DELLA VEDOVA BENEDETTO SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (AFFARI ESTERI E COOPERAZIONE) REPLICA 30/06/2016 Resoconto SPADONI MARIA EDERA MOVIMENTO 5 STELLE
DISCUSSIONE IL 30/06/2016
SVOLTO IL 30/06/2016
CONCLUSO IL 30/06/2016
SPADONI, GRANDE, DEL GROSSO, MANLIO DI STEFANO, SIBILIA, SCAGLIUSI e DI BATTISTA. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:
il 26 aprile 2016 Amnesty International ha denunciato l'arresto di almeno 238 persone, tra cui attivisti e giornalisti locali e stranieri, in varie città dell'Egitto durante la giornata del 25 aprile, giorno in cui si celebra il ritiro nel 1982 di Israele dalla penisola del Sinai;
il massiccio spiegamento di forze e mezzi di sicurezza ha di fatto impedito lo svolgimento delle manifestazioni pacifiche;
altre 90 persone sono state arrestate tra il 21 e il 24 aprile con diverse accuse, tra le quali: reati contro la sicurezza nazionale e violazioni della legge antiterrorismo e della legge sulle proteste;
tra le persone detenute risulta Ahmed Abdallah Al Sheikh, presidente della Commissione egiziana per i diritti e le libertà, l'organizzazione non governativa per i diritti umani che sta offrendo attività di consulenza ai legali della famiglia di Giulio Regeni, il ricercatore italiano assassinato dopo essere stato torturato, il cui corpo è stato poi trovato in un fosso ai lati di una strada della periferia de Il Cairo;
secondo fonti della sicurezza, Ahmed Abdallah Al Sheikh è accusato di istigazione a manifestare per destabilizzare l'ordine pubblico, diffondere false notizie per nuocere all'interesse pubblico, istigazione all'uso della forza per fare cadere il regime e cambiare la Costituzione, ma anche di adesione a un gruppo terrorista e di promozione del terrorismo, e per queste accuse rischia la pena di morte;
anche i genitori di Giulio Regeni, attraverso un comunicato, hanno espresso «preoccupazione per la recente ondata di arresti in Egitto ai danni di attivisti per i diritti umani, avvocati e giornalisti anche direttamente coinvolti nella ricerca della verità circa il sequestro, le torture e l'uccisione di Giulio»;
si è di fronte a un'ondata di arresti, sia di massa sia selettivi, come affermato da Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia: di massa perché sono state arrestate 238 persone, selettivi perché hanno arrestato anche giornalisti stranieri che si sono occupati del caso Regeni, e tra gli arresti più gravi c’è quello di Abdallah, probabilmente allo scopo di ostacolare le indagini sul caso del connazionale ucciso –:
se e quali iniziative intenda intraprendere nei confronti del Governo egiziano affinché venga fatta luce sull'arresto del consulente della famiglia Regeni, Ahmed Abdallah Al Sheikh e affinché si ottenga una celere scarcerazione;
se non ritenga opportuno e urgente assumere ogni iniziativa di competenza affinché sia rispettata la decisione del Consiglio dell'Unione europea dell'agosto 2013 di sospendere l'invio alle forze militari, agli apparati di sicurezza e alle forze dell'ordine dell'Egitto di ogni tipo di arma e di materiale che possa venire impiegato per la repressione interna;
se e quali iniziative intenda portare avanti affinché il Governo egiziano rispetti il diritto internazionale, in particolare il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali firmato e ratificato dallo stesso. (5-08539)
A titolo di premessa, e prima di entrare nel merito della vicenda di Ahmed Abdallah, consentitemi di ribadire nuovamente che il Governo continua ad essere impegnato ai massimi livelli per fare chiarezza sulle circostanze della morte di Giulio Regeni, senza accontentarsi di verità di comodo. L'Italia ha respinto con forza ogni ricostruzione infondata e continuerà a pretendere dall'Egitto piena collaborazione investigativa per l'individuazione dei responsabili di questo delitto.
Il Governo italiano è ben consapevole della complessità della transizione politica egiziana e della criticità di alcuni suoi passaggi, in particolare la compressione delle libertà nel Paese, il quadro problematico in materia di rispetto dei diritti umani, il rischio di alienare dal processo politico ampi strati della società, soprattutto i giovani. Sono tutti temi sui quali il Governo italiano mantiene costante l'attenzione, sia sul piano dei rapporti bilaterali che nel contesto più ampio dell'ONU e soprattutto dell'Unione Europea.
La criticità della situazione dei diritti umani in Egitto è sollevata regolarmente da parte dell'Italia e dell'Unione Europea nelle pertinenti sedi internazionali. L'Italia si è ampiamente coordinata, anche al Cairo, con i Partner europei e internazionali nell'ottica di evidenziare la situazione dei diritti umani in Egitto attraverso opportune sollecitazioni verso le autorità egiziane.
Venendo allo specifico caso dell'attivista egiziano Ahmed Abdallah (che ha avviato in carcere uno sciopero della fame di sensibilizzazione sulle sue condizioni), dietro impulso dell'Ambasciata d'Italia al Cairo e con il coordinamento della locale Delegazione dell'Unione Europea, sono stati svolti passi presso le Autorità egiziane, nei quali è stata manifestata la forte preoccupazione per l'arresto e chiesto che siano pienamente salvaguardate le garanzie del giusto processo previste dalla costituzione egiziana. Un funzionario dell'Ambasciata d'Italia presenzia costantemente le udienze del processo a carico dell'interessato che hanno disposto il prolungamento della stira carcerazione preventiva. Sono in corso di riflessione ulteriori iniziative di concerto con i partner europei.
Per quanto concerne le forniture militari, la legge 185/90 prevede che venga effettuata un'attenta analisi, «caso per caso» e sulla base di aggiornate valutazioni politiche, ogniqualvolta si proceda al rilascio di un'autorizzazione all'esportazione di materiale di armamento. Per quanto concerne l'Egitto, viene adottata una valutazione particolarmente rigorosa delle istanze delle società di settore, tenendo anche conto della diversa natura dei materiali sottoposti a autorizzazione, del loro eventuale carattere letale, della loro possibile destinazione d'uso, ad esempio per la difesa del territorio ovvero per attività di controllo dell'ordine pubblico.
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):diritti umani
sicurezza pubblica
militante politico