Legislatura: 17Seduta di annuncio: 596 del 23/03/2016
Primo firmatario: DE LORENZIS DIEGO
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 23/03/2016
Ministero destinatario:
- PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
- MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
- MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Ministero/i delegato/i a rispondere e data delega Delegato a rispondere Data delega PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23/03/2016 Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE delegato in data 06/04/2016
ATTO MODIFICATO IL 06/04/2016
MODIFICATO PER MINISTRO DELEGATO IL 06/04/2016
DE LORENZIS. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
ENAV è la società a cui lo Stato demanda la gestione e il controllo del traffico aereo civile in Italia. Nel 1996 fu trasformata in ente pubblico economico ed è diventata società per azioni nell'anno 2001. ENAV è controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze che attualmente detiene il 100 per cento del capitale sociale ed è vigilata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
del gruppo Enav fanno parte anche le società Techno Sky, responsabile della gestione tecnica, della manutenzione e dello sviluppo hardware/software degli impianti e dei sistemi per l'assistenza alla navigazione aerea, ENAV Asia Pacific con sede a Kuala Lumpur (Malesia) inaugurata nel 2013 con l'obiettivo di migliorare le prestazioni dei clienti del Sudest asiatico attraverso la fornitura di servizi dedicati e il Consorzio SICTA che realizza progetti di ricerca nell'ambito dei sistemi relativi ai servizi di traffico aereo;
l'ENAV assieme ai principali ANSP europei, AENA, DSNA, DFS, NATS, Skyguide e NAV Portugal, è socio fondatore della società di diritto francese ESSP SAS (European Satellite Services Provider), di cui detiene il 16,67 per cento del capitale azionario;
alle dipendenze di Enav ci sono circa 3.300 dipendenti che salgono a 4.265 se si considera l'intero gruppo Enav di cui il 70 per cento sono ingegneri, controllori del traffico aereo, meterologi. In Italia ENAV fornisce i servizi di avvicinamento, decollo, atterraggio dalle torri di controllo di 44 aeroporti sul territorio nazionale e i servizi di rotta da 4 centri di controllo d'area di Brindisi, Milano, Padova e Roma;
dai dati del gruppo Enav riferiti all'anno 2014 si apprende che il gruppo abbia avuto ricavi per 835,5 milioni di euro e un utile netto di 40 milioni di euro;
dalla nota del Ministero dell'economia e delle finanze del 30 ottobre 2015 sugli obiettivi d'incasso 2015 si evince che nell'anno 2015 circa 200 milioni di euro sono giunti al Ministero dell'economia e delle finanze dal dividendo straordinario riconosciuto dall'Enav per esubero di capitale;
il 16 maggio 2014 il Consiglio dei ministri ha approvato il testo definitivo dei decreti per la privatizzazione di Poste Italiane e di Enav in cui si prevede all'articolo 1, l'alienazione di una quota della partecipazione detenuta dal Ministero dell'economia e delle finanze in ENAV spa che determini comunque il mantenimento di una partecipazione dello Stato al capitale di ENAV spa non inferiore al 51 per cento;
nel suddetto decreto di privatizzazione di ENAV si prevede come prioritaria un'offerta pubblica di vendita rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia e a investitori istituzionali italiani e internazionali e, in tal caso, potranno essere previste per gli stessi, forme di incentivazione tenuto conto anche della prassi di mercato e di precedenti operazioni di privatizzazione, in termini di prezzo e/o di priorità in sede di assegnazione. Tuttavia, non è esclusa una trattativa diretta da realizzare attraverso procedure competitive;
da fonti stampa del Sole 24 Ore, del 30 marzo 2016, in una intervista al neo amministratore delegato Roberta Neri, si apprende che Enav stia completando gli ultimi adempimenti in vista della privatizzazione e la quotazione a piazza Affari che avverrà nella seconda metà di giugno 2016, mentre nell'articolo si parla anche della chiusura del bilancio 2015 di ENAV che ha registrato un risultato netto di 66,1 milioni di euro, +65,2 per cento rispetto al 2014, avvenuto anche a seguito della riduzione dei costi operativi a seguito della revisione dei contratti esterni di gestione e manutenzione. I ricavi si attestano a 849,6 milioni di euro. Contestualmente, al fine di escludere i dividendi straordinari, è stato diminuito il capitale di 400 milioni di euro costituendo una speciale riserva disponibile;
sempre dalla stessa fonte stampa si apprende nelle linee guida del piano industriale 2016-2019 si conferma che ENAV proseguirà nella partecipazione a progetti strategici di rilevanza internazionale. Tuttavia, non si parla di approvazione del piano industriale, ma l'amministratore delegato si riferisce solamente alle linee guida;
in merito ai progetti di rilevanza internazionale, da una lettera aperta della Federazione autonoma del trasporto aereo (F.A.T.A.) ai Ministri dell'economia e finanze e delle infrastrutture e dei trasporti, si chiedono delucidazioni circa una società del gruppo ENAV, Enav North Atlantic LLC, posseduta al 100 per cento da Enav, avente la forma giuridica di una limited liability company e regolata dalle leggi dello Stato americano del Delaware, costituita a gennaio 2014 per la partecipazione ad un investimento per l'acquisizione del 12,5 per cento del capitale sociale della società Aireon LLC, l'azienda statunitense del gruppo IRIDIUM che dovrebbe realizzare il primo sistema globale di sorveglianza satellitare per il controllo del traffico aereo;
a FATA risulterebbe che ENAV abbia speso, solo per una prima tranche, per realizzare questa operazione 61 milioni di dollari e aggiunge che: «detta società ha come scopo quello di mettere in piedi un sistema di sorveglianza del traffico aereo per monitorare zone attualmente prive di copertura radar, come gli spazi aerei oceanici.(...). Enav S.p.A. partecipa ad una società che ha l'ambizione di fare controllo del traffico aereo su spazi aerei attualmente non di competenza/sovranità italiana – Questo, a nostra opinione, appare una previsione veramente “arrangiata ed improbabile”, di difficile realizzazione e quasi certamente con una resa economica molto bassa, ottimisticamente parlando – e aggiunge che – Crediamo possa ritenersi legittimo avere mire di espansione come già fatto da Enav con il progetto Kuala Lumpur Enav Asia Pacific, ma tentare di fare “voli pindarici”, ipotizzando che uno Stato possa rinunciare al proprio dominio sullo spazio aereo di competenza, alla luce della situazione geopolitica attuale, ci appare come una scelta “foll”»;
secondo FATA è anacronistico che siano stati spesi 61 milioni di dollari, come prima tranche, investiti in una società nel Delaware con caratteristiche di limited liability company e della quale non è dato sapere neanche chi sia l'amministratore;
sempre dalla lettera succitata, si apprende che recentemente alcuni dirigenti di Corporate siano stati licenziati per aver espresso i medesimi dubbi e perplessità di FATA rispetto ad Enav North Atlantic LLC;
nell'anno 2009, l'OCSE stimava tra i 1.700 e gli 11.000 miliardi di dollari i capitali allocati nei «paradisi» stilando allora una lista assunta dal G20 come base per avviare un duro confronto con gli Stati che non applicavano nessuna o solo alcune delle convenzioni internazionali in materia di trasparenza bancaria o fiscale;
in merito al suddetto rapporto OCSE in data 14 luglio 2011, il Comitato economico e sociale europeo (CESE), ha deciso, conformemente al disposto dell'articolo 29, paragrafo 2, del regolamento interno, di elaborare un parere d'iniziativa sul tema: «Paradisi fiscali e finanziari: una minaccia per il mercato interno dell'UE». Tale parere è stato adottato i giorni 23 e 24 maggio 2012;
nel paragrafo «3. Paradisi Fiscali», del suddetto parere, il Comitato scrive che: «il rapporto dell'OCSE suscitò un'ondata di proteste, in particolare di Svizzera, Lussemburgo e Uruguay. Ci furono discussioni animate sul caso Stati Uniti: il Delaware; che il Delaware sia una sorta di paradiso fiscale lo sanno benissimo gli americani(...). Che il piccolo Stato a Sud della Pennsylvania offra grossi vantaggi alle società off shore, presentandosi come una alternativa alle Isole Cayman o alle Bermuda, sono in meno a saperlo, ma chi opera nel settore ne è al corrente da tempo. Gli utili delle società stabilite in Delaware sono imputabili per trasparenza ai proprietari che, se non sono cittadini americani e se l'attività della società è svolta fuori dagli USA, non sono soggetti a tassazione negli USA». Il parere in merito a questi paradisi fiscali continua con: «riciclaggio di denaro sporco, evasioni fiscali, provvista per operazioni di corruzione o per distrarre fondi alle proprie società: sono questi i più rilevanti e diffusi motori di questi paradisi. Da qui partono gli attacchi ai debiti sovrani in difficoltà, come pure le grandi campagne per la tutela della libertà incondizionata di movimento dei capitali, coinvolgendo media, partiti politici e rappresentanti delle istituzioni»;
inoltre, sempre nel suddetto paragrafo in merito a questi paradisi fiscali si legge anche che: «L'assenza di controlli fiscali o l'esistenza di regole deboli di vigilanza prudenziale, l'opacità delle informazioni ai fini della identificazione delle persone fisiche e giuridiche, o qualsiasi altra circostanza di carattere giuridico o amministrativo consentono alle imprese che operano dai loro territori di beneficiare di una quasi totale impunità e godere di vantaggi competitivi intollerabili, e di una copertura contro l'azione delle autorità giudiziarie e amministrative dei paesi terzi»;
come si apprende dal sito web del Ministero dell'economia e delle finanze in merito alle privatizzazioni avviate negli anni Novanta, la principale motivazione che ha spinto l'Italia ad intraprendere e realizzare un così ampio processo di dismissione di aziende pubbliche, è stata l'esigenza di ridurre in modo consistente il debito pubblico. Dal 1994 al 2010 le privatizzazioni hanno determinato introiti complessivi per lo Stato di circa 95 miliardi di euro con conseguente risultante riduzione del debito – passato, in rapporto al prodotto interno lordo, dal 121 per cento del 1994 al 106,4 del 2005 – ha determinato una minore spesa per interessi dell'ordine di 30 miliardi in termini cumulati;
tuttavia, a fronte di una riduzione di spesa di interessi del debito pubblico di soli 30 miliardi di euro, le privatizzazioni hanno di contro concorso alla riduzione di sovranità nazionale in settori che determinano servizi atti anche a garantire i diritti dei cittadini come quelli riferibili all'energia, alle comunicazioni, ai trasporti e a servizi fondamentali come il credito bancario che sono passati al mercato e ai privati con contestuale aumenti delle spese per la cittadinanza e per le amministrazioni;
dal comunicato stampa del Ministero dell'economia e delle finanze n. 191 del 29 settembre 2015 si apprende che il Ministero dell'economia e delle finanze definito la struttura del consorzio di garanzia e collocamento per l'operazione di apertura al mercato del capitale di Enav spa conferendo a Barclays Capital, Credit Suisse e Mediobanca l'incarico di global coordinator e a JP Morgan e Unicredit l'incarico di joint bookrunner. Il piano delle attività prevede che l'operazione possa essere realizzata nella prima metà del 2016, compatibilmente con le condizioni dei mercati;
il global coordinator è un soggetto che coordina il consorzio di collocamento e segue una società in tutto il processo di offerta dei propri strumenti finanziari sul mercato, mentre il joint bookrunner è un intermediario che raccoglie e accentra tutti gli ordini di acquisto/sottoscrizione proposti dagli investitori istituzionali in merito ai titoli oggetto di offerta. L'attività svolta dal bookrunner consente di stimare le curve di domanda e di offerta dei titoli oggetto di offerta e, in tal modo, contribuisce a determinare il prezzo di collocamento;
JP Morgan è nota per le vicende legate ai mutui subprime che hanno dato il via alla crisi mondiale e alla manipolazione del mercato dell'energia negli Stati Uniti D'America ed è protagonista anche dello scandalo della London Whale in Inghilterra. Inoltre, nel documento da essa redatto «Europe Economic Research» del 28 maggio 2013, individua, dal suo punto di vista, tra le riforme strutturali più urgenti quelle in termini di riduzione dei costi del lavoro, di aumento della flessibilità e della libertà di licenziare, di privatizzazione, di deregolamentazione, di liberalizzazione dei settori industriali «protetti» dallo Stato. Secondo JP Morgan il problema in Europa è legato anche a un «eccesso di democrazia» che andrebbe ridimensionato lasciando intendere, a giudizio dell'interrogante, che le Costituzioni dei Paesi del Sud d'Europa, e quindi anche quella italiana – atte a garantire le libertà e i diritti dei cittadini e dei lavoratori – andrebbero accantonate;
Barclays insieme a JP Morgan, è coinvolta nello scandalo Libor, in merito alla manipolazione del mercato dei cambi concordando in anticipo alcune transazioni in maniera tale da ricavarne plusvalenze a scapito dei clienti;
ai sensi dell'articolo 13, comma 6, del decreto-legge n. 332 del 1994 modificato dalla legge n. 474 del 1994, il Ministro dell'economia e delle finanze trasmette al Parlamento una relazione semestrale sulle operazioni di cessione delle partecipazioni in società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, effettuate nel semestre precedente, nella quale sono espressamente indicati per ogni singola cessione, i proventi lordi, le forme e le modalità ammesse per il pagamento del corrispettivo dell'alienazione, i compensi per gli incarichi di consulenza e di valutazione e le quote dei proventi lordi destinate alla copertura degli oneri e dei compensi connessi alle operazioni di collocamento e di cessione. Dall'anno 2011 non vengono più presentate le relazioni al Parlamento;
a detta dell'interrogante risulta incomprensibile la privatizzazione di ENAV, una società pubblica e fondamentale per la sicurezza dello spazio aereo e delle rotte commerciali dei vettori aerei che non solo chiude in attivo i propri bilanci, ma distribuisce anche dividendi allo Stato a maggior ragione, perché in questo processo di privatizzazione sono coinvolti soggetti come JP Morgan e Barclays che non sono attendibili a fronte dei problemi evidenziati in premessa e per tanto un ripensamento della privatizzazione di Enav dovrebbe esser considerato come prioritario –:
se i Ministri siano a conoscenza dei fatti espressi in premessa e se tali informazioni trovino conferma;
se il Governo, anche alla luce di quanto accaduto per Ferrovie dello Stato italiane, intenda assumere iniziative per bloccare o rimandare la privatizzazione di ENAV;
se sia stato già approvato il nuovo contratto di programma di ENAV riferibile ai prossimi anni, necessario e preordinato al piano industriale;
quali siano le motivazioni per cui il Governo abbia autorizzato e consentito la creazione di Enav North Atlantic Limited Liability Company, tra l'altro in un «paradiso fiscale», noto per mancanza di trasparenza, garanzia di anonimato nonché di copertura contro l'azione giudiziaria, in netto contrasto con i principi di efficienza, correttezza e trasparenza propri di una società pubblica come Enav s.p.a;
se il Governo intenda assumere iniziative per istituire forme di incentivazione alla privatizzazione di ENAV e in quali modalità e termini intendano provvedere;
quali siano i motivi per cui dall'anno 2011 non risultino più trasmesse al Parlamento le relazioni sulle privatizzazioni ai sensi dell'articolo 13, comma 6, del decreto-legge n. 332 del 1994 modificato dalla legge n. 474 del 1994 e se intendano provvedere alla loro trasmissione.
(5-08225)
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):privatizzazione
bilancio di societa'
politica industriale