Legislatura: 17Seduta di annuncio: 596 del 23/03/2016
Primo firmatario: PILI MAURO
Gruppo: MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO
Data firma: 23/03/2016
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA delegato in data 23/03/2016
PILI. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
un centinaio di docenti sardi che ha ottenuto una cattedra di ruolo nel piano di assunzioni messo a punto dal Governo con la legge n.107 del 2015 («La Buona scuola») ha rappresentato in modo netto e chiaro tutti i limiti e le gravissime conseguenze che tale provvedimento ha generato per chi vive in una regione insulare come la Sardegna;
la legge richiamata ha fatto seguire alla fase standard di assunzioni su base provinciale, denominata fase 0, altre tre fasi di immissione straordinaria: la fase A su posti disponibili in regione e le fasi B e C su posti disponibili a livello nazionale rispettivamente su organico didattico, (cattedra) e su organico di potenziamento, (copertura di supplenze brevi e potenziamento didattico);
le fasi A, B e C prevedevano l'accesso secondo due canali: quello dalle graduatorie ad esaurimento (Gae) e quello dalle graduatorie di merito, (Gm), redatte a seguito di un concorso pubblico che ha avuto inizio nel 2012 e si è concluso nel 2013;
per accedere al meccanismo di reclutamento era necessario presentare nel mese di agosto una domanda on-line nella quale si doveva indicare l'ordine di preferenza delle province di assunzione. Nella graduatoria dovevano figurare obbligatoriamente tutte le province italiane;
il criterio di appartenenza alle fasi A, B o C era, chiaramente e giustamente, meritocratico ovvero sarebbero stati chiamati prima i docenti con maggior punteggio e poi, a scalare, gli altri;
al momento della domanda nessuno poteva sapere con certezza in quale fase sarebbe rientrato, ma, comunque, i docenti sarebbero stati assegnati ad una fase piuttosto che ad un'altra in funzione del punteggio posseduto nella Gae o nella Gm;
in entrambi i canali si verificava il posizionamento dei docenti all'interno di una graduatoria nazionale generata fondendo tutte le graduatorie regionali per ogni singola classe di concorso;
solo la fase A era, va ribadito, su posti disponibili a livello regionale. Per gli altri il funzionamento doveva essere il seguente: fino ad esaurimento dei posti disponibili il docente con migliore posizionamento in graduatoria sarebbe rientrato in fase B (su cattedra) e quello con peggiore posizionamento si sarebbe dovuto accontentare della fase C (di potenziamento);
era anche previsto che la mancata presentazione della domanda o il rifiuto della eventuale proposta di assunzione avrebbe comportato la cancellazione da qualsiasi graduatoria scolastica e non è stata data (e ci si chiede perché mai sarebbe stato necessario) la possibilità di scegliere ai docenti in fase B di rientrare, volontariamente, nella fase C;
secondo quanto riportato, a posteriori dagli organi di stampa, i posti disponibili su tutte le classi di concorso in Sardegna sarebbero ammontati a 132 nella fase A, 171 nella fase B e 1451 nella fase C;
nel mese di settembre 2015, a fasi 0 ed A esaurite, gli uffici scolastici hanno verificato il numero delle cattedre scoperte nelle varie materie di insegnamento in tutti gli istituti del territorio nazionale;
questa verifica ha definitivamente permesso l'individuazione nelle graduatorie nazionali degli insegnanti necessari per ricoprire le cattedre e per completare anche la fase B;
il 15 settembre 2015 questi docenti sono stati assunti a tempo indeterminato nella prima provincia in cui c’è stata la disponibilità di cattedra secondo l'ordine indicato nella domanda (non necessariamente dunque, e anzi quasi mai, coincidente con la prima provincia delle cento dell'elenco);
nel caso particolare di tecnologia nelle scuole medie, la materia d'insegnamento richiamata, secondo una stima piuttosto accurata, sessantasette insegnanti sardi, compresi i cento docenti richiamati in premessa, hanno ottenuto il posto a tempo indeterminato in fase B per ricoprire una cattedra in una provincia fuori regione (nella maggior parte dei casi nel nord Italia);
qui inizia l'assurdo dell'applicazione e dell'attuazione di questa nefasta legge;
nei mesi successivi, gli uffici scolastici regionali hanno esaminato le richieste nelle quali i dirigenti delle scuole chiedevano dei docenti per il potenziamento dell'offerta formativa e, in tal modo, in Sardegna, sono comparsi ben ulteriori 1.451 posti disponibili;
questi posti sono stati coperti in regione nel mese di novembre 2015, dagli assunti nella fase C, cioè dai docenti presenti nelle posizioni residue delle graduatorie di tutte le classi di concorso, cioè in coda a tutte le altre fasi del piano assunzionale;
al contrario di quanto previsto per ricoprire una cattedra, infatti, nel caso di assunzione in potenziamento non è strettamente necessario essere in possesso un'abilitazione specifica;
in molti contesti è accaduto che il dirigente scolastico abbia richiesto come docente di potenziamento un insegnante di matematica e che, invece, gli sia stato assegnato d'ufficio un insegnante di educazione fisica;
a titolo di esempio in base alla specifica situazione richiamata: 67 docenti di tecnologia, insegnanti altamente qualificati (in genere ingegneri ed architetti), che precedevano nelle graduatorie, hanno preso il ruolo fuori regione in organico didattico e 1.451 docenti, che seguivano nelle graduatorie, hanno ottenuto un posto all'interno delle scuole regionali in organico di potenziamento. Sono cioè rimasti a casa loro;
oltre al danno si è dunque verificata la beffa;
la «Buona scuola» prevede, infatti, che la differenziazione tra organico didattico e organico di potenziamento decada alla fine dell'anno scolastico 2015-2016;
questi due organici convergeranno l'anno prossimo nell'organico dell'autonomia e sarà il dirigente scolastico a decidere a chi assegnare la cattedra (ad esempio, ad un docente entrato in ruolo col potenziamento) e a chi invece assegnare altre mansioni (anche ad un docente entrato in ruolo su cattedra);
dall'anno prossimo dunque i 67 docenti di tecnologia fuori regione potrebbero perdere la cattedra e i 1.451 docenti assunti in regione potrebbero acquisirla;
inutile dire che se i docenti di tecnologia assunti in fase B avessero solo ipotizzato una situazione di questo tipo si sarebbero probabilmente impegnati a passare il concorso pubblico commettendo qualche errore;
la gestione scandalosa della legge non finisce qui;
nella legge n. 107 era previsto il vincolo triennale di permanenza nella Provincia di assunzione;
durante il mese di gennaio i sindacati ed il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca hanno portato avanti un tavolo di lavoro finalizzato a definire le regole della mobilità dei docenti assunti a seguito della «Buona scuola». Tutti gli insegnanti «emigrati di fase B» hanno sperato che si rimediasse all'ingiustizia appena sintetizzata;
a seguito dell'accordo con i sindacati, il Ministero, in quello che l'interrogante ritiene un brevissimo momento di lucidità, ha derogato per un anno al vincolo triennale di permanenza ed ha istituito quattro fasi di mobilità denominate (giusto per semplificare le cose), anch'esse fasi A, B, C e D da realizzarsi temporalmente l'una di seguito all'altra;
la fase relativa ai trasferimenti interprovinciali era quella che avrebbe permesso ai docenti emigrati di tornare a casa;
in questo piano di mobilità, la possibilità di richiedere il trasferimento interprovinciale per gli «emigrati di fase B» è stata fatta coincidere con la fase «D», posizionata in coda a tutte le altre richieste di trasferimento da parte degli altri docenti;
fatto salvo che i docenti assunti in fase C in Sardegna, così come in tutte le altre regioni, non avranno alcun interesse a richiedere la mobilità interprovinciale in uscita e che non ci sarà più alcuna differenziazione tra organico didattico e organico funzionale, la situazione, già estremamente grave, è diventata, grazie al deludente accordo sulla mobilità, tragica e le speranze di rientrare a casa si sono dissolte definitivamente;
tutto, a questo punto, si sarebbe risolto in lacrime e sangue se il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con l'ultimo colpo di coda, non avesse riservato anche qualche amara circostanza;
recentemente, in data 26 febbraio 2016, è stato pubblicato il bando per il nuovo concorso della scuola con 67 posti banditi di tecnologia nelle scuole medie nella regione Sardegna;
l'ufficio scolastico regionale avrebbe potuto parzialmente riscattarsi, in questa fase, evitando di inserire posti a bando su classi di concorso che presentano un numero di docenti fuori regione pari al fabbisogno reale;
questa situazione si avvia alla sua triste conclusione anche grazie alla totale disinformazione da parte di tutte le categorie che avrebbero dovuto e dovrebbero supportare insegnanti e cittadini;
l'ufficio scolastico regionale non è a conoscenza del numero dei posti messi a bando nel prossimo concorso;
tanti insegnanti sardi si sono dovuti separare dai propri figli che iniziano a vedere i primi segni della lontananza nei loro occhi e negli occhi delle proprie compagne e dei propri compagni;
gli spostamenti del papà o della mamma che inizialmente venivano percepiti come un gioco si sono trasformati in traumi;
i bambini hanno capito che papà e mamma tornano, se e quando ce la fanno, e restano tre giorni, poi partono e stanno via un mese, quando va bene;
questi docenti sono stati lasciati soli a combattere la loro battaglia per tornare a casa;
assunto uno stipendio medio, «bonus» di Renzi compreso, pari a circa 1500 euro si hanno spese per gli affitti che si aggirano intorno ai 600/700 euro;
a questo si aggiungono le bollette e qualche sporadico rientro a casa;
questi pochi numeri sono più che sufficienti per descrivere la situazione da questo punto di vista –:
se non ritenga di dover adottare urgenti iniziative per eliminare queste gravissime conseguenze per tali docenti sardi;
se non ritenda di dover tener conto di quanto richiamato in premessa per la palese contraddittorietà c’è nell'applicazione della norma e l'evidente discriminazione di cui tali docenti sono vittime;
se non ritenga di dover adottare criteri adeguati per far fronte alla gravissima condizione insulare, con il dramma familiare, sociale ed economico docenti sono vittime. (5-08219)
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):insegnante
tecnologia
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