Legislatura: 18Seduta di annuncio: 576 del 13/10/2021
Primo firmatario: PAGANO UBALDO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 13/10/2021
Commissione: XI COMMISSIONE (LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)
Ministero destinatario:
- MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI delegato in data 13/10/2021
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 13/10/2021
UBALDO PAGANO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
il 10 dicembre 2020 il Governo ha siglato un accordo con ArcelorMittal, la multinazionale dell'acciaio che nel 2018 aveva stipulato un contratto d'affitto con i commissari dell'amministrazione straordinaria degli impianti dell'ex Ilva;
tale accordo, perfezionato nell'aprile 2021, prevede l'ingresso dello Stato in Acciaierie d'Italia attraverso il versamento di 400 milioni di euro da parte di Invitalia. Allo stato attuale, Invitalia detiene il 38 per cento del capitale e il 50 per cento dei voti in consiglio di amministrazione, ma l'intesa prevede che Invitalia possa aumentare la propria partecipazione nel capitale di Acciaierie d'Italia fino al 60 per cento a fronte di un investimento fino a 680 milioni di euro entro maggio 2022; sin dall'accordo del 2018, per migliaia di dipendenti dello stabilimento siderurgico di Taranto è stata richiesta la cassa integrazione, sia ordinaria che straordinaria;
alcuni organi di stampa, nella giornata di domenica 10 ottobre 2021, hanno dato notizia di alcune anomalie con riguardo al trattamento economico dei dipendenti dello stabilimento di Taranto; in particolare, come si legge in un articolo, «la busta paga è troppo spesso più “leggera” delle attese», a causa del fatto che capiterebbe, non di rado, che non siano calcolate le ore di straordinario effettuate, che lo stesso straordinario sia richiesto senza preavviso e a ridosso del turno successivo a quello svolto, e non riconosciuto in busta paga ma registrato a titolo di cassa integrazione;
sullo stesso articolo, inoltre, si legge che «nelle buste paga arrivate nei mesi estivi [...] diversi lavoratori hanno segnalato che alcuni giorni erano calcolati come cassa integrazione», modalità che consentirebbe all'azienda di risparmiare e gravare invece sulle casse dello Stato;
di tali anomalie, le organizzazioni sindacali hanno anche informato l'Inps e allertato l'ispettorato del lavoro di competenza territoriale, senza mai ricevere riscontri da quest'ultimo;
per di più, la Fiom Cgil ha denunciato un fatto ben più grave, ovverosia che le aziende dell'indotto dell'ex Ilva, al fine di abbattere i costi e aggiudicarsi i servizi, sono state «costrette in questi anni a ridurre drasticamente il costo del servizio», assumendo «personale con un contratto “multiservizi” e non più con quello da metalmeccanico, sia per i minori costi del primo rispetto a quest'ultimo a carico della parte datoriale, sia per il maggior numero di mansioni che ai lavoratori con contratto multiservizi possono essere assegnate. Ciò, però, rappresenta un grave pericolo nella misura in cui molti lavoratori non ricevono la dovuta formazione per poter operare in sicurezza in un contesto come quello caratterizzato dalla presenza di impianti siderurgici» –:
se il Ministro interrogato sia o meno a conoscenza dei fatti riportati in premessa;
se intenda, per quanto di competenza, intraprendere iniziative volte alla verifica dei fatti esposti;
se e quali iniziative di competenza intenda intraprendere, qualora sia stata acclarata la veridicità dei fatti riportati in premessa, per ristabilire un contesto di regolare rispetto della normativa nei rapporti lavorativi all'interno degli stabilimenti dell'ex Ilva di Tarato.
(5-06848)
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):retribuzione del lavoro
aumento di capitale
concessione di servizi