Legislatura: 17Seduta di annuncio: 507 del 21/10/2015
Primo firmatario: DURANTI DONATELLA
Gruppo: SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'
Data firma: 21/10/2015
Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma SCOTTO ARTURO SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' 21/10/2015 PIRAS MICHELE SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' 21/10/2015 MARCON GIULIO SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' 21/10/2015 PALAZZOTTO ERASMO SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' 21/10/2015
Commissione: IV COMMISSIONE (DIFESA)
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELLA DIFESA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA DIFESA delegato in data 21/10/2015
Partecipanti allo svolgimento/discussione ILLUSTRAZIONE 22/10/2015 Resoconto DURANTI DONATELLA SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' RISPOSTA GOVERNO 22/10/2015 Resoconto ALFANO GIOACCHINO SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (DIFESA) REPLICA 22/10/2015 Resoconto DURANTI DONATELLA SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'
DISCUSSIONE IL 22/10/2015
SVOLTO IL 22/10/2015
CONCLUSO IL 22/10/2015
DURANTI, SCOTTO, PIRAS, MARCON e PALAZZOTTO. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:
l'Italia è impegnata nella missione a guida NATO Resolute Support in Afghanistan con 760 soldati (una sessantina a Kabul, il resto di stanza ad Herat) ed un impegno finanziario di 185.024.243 euro per il 2015;
la partecipazione alla missione dovrebbe concludersi a fine 2015 come dichiarato più volte dal Ministero della difesa ed annunciato dalla stessa Ministra Roberta Pinotti, che, nel corso di un intervento alle Commissioni esteri e difesa di Camera e Senato del 14 dicembre 2014, dichiarava: «Alla fine di ottobre 2015, quindi, terminerà la nostra presenza nell'area di Herat e rientrerà gran parte del contingente. (...) A fine anno, secondo le attuali pianificazioni, rimarranno in Afghanistan, nell'area della capitale, circa 70 nostri militari. Per effetto di questa pianificazione, nel corso del 2015 la presenza media dei nostri militari si attesterà su 500 unità. Relativamente agli oneri per l'anno 2015, prevediamo un impegno di circa 160 milioni di euro tratti del Fondo per le missioni internazionali inserito nella legge di stabilità»;
il «decreto proroga missioni», varato dal Governo il 12 ottobre 2015, ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale nonostante le missioni del precedente decreto scadessero il 30 settembre, quindi confermando una deprecabile consuetudine che non permette al Parlamento di esercitare i suoi poteri di indirizzo, controllo e decisione sulle missioni stesse, confermerebbe in toto il contingente fino al 31 dicembre, quindi smentendo le previsioni fatte dalla Ministra;
in data 19 ottobre 2015 il generale americano Philip Breedlove in una intervista alla Reuters ha spiegato che «diversi dei nostri più importanti contributori ci hanno già comunicato che rimarranno con i livelli attuali» in risposta alla decisione analoga assunta dall'amministrazione del presidente Usa Barack Obama;
nella stessa data, un alto funzionario della NATO, citato sul sito della Reuters, riferiva che i Paesi a cui si riferiva Breedlove erano Germania, Italia e Turchia i quali hanno preso l'impegno di mantenere le truppe in Afghanistan «ai livelli attuali»;
sempre in data 19 ottobre un comunicato del Ministero della difesa smentiva le dichiarazioni: «Nessuna comunicazione è stata inoltrata alla stessa Nato circa la proroga della presenza del contingente italiano in Afghanistan. L'Italia sta valutando una richiesta del Governo americano di proseguire la missione. Al momento, quindi, non è stata presa alcuna decisione. Così come è altrettanto chiaro che ci sarà un percorso parlamentare»;
tuttavia un lancio dell'agenzia di stampa ANSA diramato qualche minuto dopo il comunicato del Ministero testualmente riportava: «Ai piani alti della Difesa confermano – con tutte le cautele connesse al passaggio parlamentare che dovrà sancire il prolungamento della missione – le dichiarazioni fatte oggi a Trapani dal generale a quattro stelle americano Philip Breedlove, comandante della Nato in Europa, secondo cui l'Italia, al pari di Germania e Turchia, è disposta a mantenere il suo impegno militare in Afghanistan gli attuali livelli»;
in realtà il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, aveva già anticipato in data 16 ottobre, ossia all'indomani delle dichiarazioni del presidente Obama, che: «Se la missione americana in Afghanistan prosegue, penso sia giusto che anche da parte nostra ci sia un impegno. Stiamo ragionando sull'ipotesi di proseguire nel nostro impegno. Stiamo discutendo la richiesta dei nostri amici e partner americani. Avete sentito tutti cosa ha detto il presidente Obama»;
in linea con il dettato costituzionale, la decisione se partecipare o prorogare missioni internazionali in cui il Paese è impegnato spetta al Parlamento, a cui non è demandato un semplice ruolo di ratifica di decisioni prese in altri ambiti –:
quali siano gli orientamenti del Ministro interrogato rispetto a quanto esposto in premessa e a quanto aveva precedentemente dichiarato e, in particolare, se non intenda fornire informazioni circa lo stato di avanzamento e gli obiettivi raggiunti dalla missione Resolute Support per permettere al Parlamento di decidere se prorogare o meno la missione in questione. (5-06748)
Vorrei preliminarmente sottolineare che lo scopo della missione «Resolute Support» è di consentire al Governo afghano di garantire l'effettiva sicurezza in tutto il Paese attraverso lo sviluppo delle Istituzioni e delle Forze di sicurezza afghane e prevede attività non di combattimento, ma esclusivamente di «addestramento», «consiglio» e «assistenza militare».
Sull'argomento, il Ministro della Difesa ha già riferito, nell'anno in corso, il 29 luglio, alle Commissioni riunite Camera e Senato Esteri e Difesa, dove veniva annunciata, in considerazione del perdurare delle esigenze di supporto alle forze di sicurezza locali, la decisione di mantenere una propria presenza militare nella regione di Herat, posticipando di alcuni mesi il ripiegamento del contingente su Kabul al termine dell'attuale «stagione di combattimento».
Tale intento rispondeva all'originale pianificazione della NATO, che prevedeva orientativamente per la fine di quest'anno l'avvio del passaggio graduale dalla prima fase della missione alla seconda, con il rischieramento delle forze su Kabul.
Alle stesse Commissioni riunite, il successivo 6 ottobre, il Ministro della difesa ha posto in evidenza la delicatezza della situazione relativa alla sicurezza generale con possibilità che, all'atto del ritiro delle forze internazionali, i Talebani avrebbero ripreso l'iniziativa per indebolire progressivamente il governo legittimo. Tuttora, come noto, sono in atto azioni finalizzate a destabilizzare il quadro di sicurezza da parte dei talebani e delle organizzazioni terroristiche che li appoggiano. Si era valutato che le Forze di sicurezza afgane sarebbero state in grado di reagire a tali sfide, ma le difficoltà incontrate provano che esse hanno ancora dei limiti per una piena ed efficace azione autonoma.
Tale situazione crea quindi uno scostamento riguardante la pianificazione corrente della Alleanza e in aggiunta anche la richiesta delle stesse autorità afghane alla coalizione internazionale di continuare l'attuale sforzo. In questa direzione si sono mosse le recenti dichiarazioni del Presidente Obama sulla decisione statunitense di prolungare la presenza militare USA in Afghanistan anche nel corso del prossimo anno.
L'Italia che è da molti anni presente in Afghanistan, sta in questi giorni ragionando sull'ipotesi di proseguire nel nostro impegno.
Questo quadro di situazione verrà meglio definito in ambito NATO a partire dai prossimi incontri e solo allora potranno essere pianificate le misure da adottare e, sulla base di tale valutazione, anche l'Italia potrà meglio individuare i necessari passi. Pertanto, nell'alveo del rapporto di fattiva collaborazione e rispetto delle reciproche attribuzioni di governo e parlamento, il parlamento sarà mantenuto informato, per poter esercitare le relative prerogative, della evoluzione della missione, così come sempre avvenuto.
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):missione d'inchiesta
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