ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06430

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 486 del 21/09/2015
Firmatari
Primo firmatario: GALLO LUIGI
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 21/09/2015
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
PESCO DANIELE MOVIMENTO 5 STELLE 21/09/2015
TONINELLI DANILO MOVIMENTO 5 STELLE 21/09/2015
TOFALO ANGELO MOVIMENTO 5 STELLE 21/09/2015
FRUSONE LUCA MOVIMENTO 5 STELLE 21/09/2015
BRESCIA GIUSEPPE MOVIMENTO 5 STELLE 21/09/2015


Commissione assegnataria
Commissione: VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE)
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI E DEL TURISMO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI E DEL TURISMO delegato in data 21/09/2015
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 21/09/2015

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-06430
presentato da
GALLO Luigi
testo di
Lunedì 21 settembre 2015, seduta n. 486

   LUIGI GALLO, PESCO, TONINELLI, TOFALO, FRUSONE e BRESCIA. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:
   in base a quanto riportato sul sito www, pompeifestival.it, dopo la risonanza e il valore riconosciuti a livello internazionale a seguito della prima edizione del «Pompei Festival» che ha visto andare in scena «La Bohème», la grande Opera è tornata alla ribalta al Teatro Grande degli scavi di Pompei per l'anno 2015 giungendo all'organizzazione di «un ricco programma per regalare un'estate di spettacoli straordinari»;
   in vista di tale Festival lirico, preannunciato nel dicembre dello scorso anno dallo stesso Ministro Dario Franceschini e dalla Fondazione Carnovale, affidataria del cartellone lirico, con l'obiettivo di «valorizzare uno dei Siti più belli e apprezzati al mondo attraverso la Grande Musica e i grandi artisti», il maestro Alberto Veronesi, investito della carica di direttore artistico, nelle date del 7-8-9 maggio 2015 (per l'orchestra) e del 9-10 maggio 2015 (per il coro), con l'indizione di un bando di evidenza pubblica mediante audizioni finalizzate alla produzione di una graduatoria, ha selezionato e ritenuto idonei ad essere scritturati per il festival 22 artisti per il coro e 44 professori d'orchestra;
   l'inaugurazione del «Pompei Festival» 2015 avrebbe dovuto coincidere con le tre serate del 27, 28 e 29 maggio, per la messa in scena dell'opera in tre atti «L'ultimo giorno di Pompei» di Pacini, ridotte poi alla sola serata del 27, anch'essa poi saltata e rinviata a causa di un nubifragio; successivamente a tale serie di circostanze, l'opera non è mai più stata riproposta e gli artisti non sarebbero più stati contattati né retribuiti;
   nella mattina del 20 luglio 2015, come riportato da una serie di articoli apparsi online (I coristi del «Pompei Festiva 2015» minacciano l'occupazione del Teatro Grande, pubblicato in data 20 luglio 2015 su www.torresette.it; Pompei Festival, coristi denunciano fondazione: «Noi non pagati, date ridotte», pubblicato in data 20 luglio 2015 su ilmattino.it), gli artisti hanno convocato una conferenza stampa nella quale hanno denunciato il maestro Alberto Veronesi e la Fondazione Carnovale, in quanto ritenuti responsabili della situazione di seguito descritta;
   in primis, gli artisti hanno spiegato che sono stati contattati, per le prove dell'opera di cui sopra, dagli artisti del Teatro San Carlo con i quali hanno lavorato per dieci giorni, senza però che venisse loro consegnato un regolare contratto di lavoro da firmare;
   in seguito alle manifeste perplessità dei primi sulle opache modalità di contrattualizzazione, sarebbero stati stessi artisti del San Carlo a garantire che non si trattava di lavoro «in nero»;
   tuttavia gli artisti selezionati dal maestro Veronesi dichiarano di non aver mai ricevuto un compenso per le prestazioni fornite;
   oltracciò, per la prima del 27 maggio, poi saltata a causa di un nubifragio, sarebbe stata proposto loro un contratto di scrittura artistica dalla Società, «Le Muse» di Palermo, relativamente ed esclusivamente limitato a tale data, «consegnato davanti a un distributore di benzina»; tuttavia, nonostante la sottoscrizione di tale contratto, ad oggi, come sopra descritto, non sarebbe stato corrisposto loro alcun compenso dovuto come da contratto;
   in base a quanto previsto da un contratto di scrittura artistica, il professionista si obbliga a prestare la propria opera nelle rispettive qualità e competenze artistiche in favore di un ente organizzatore di spettacoli (fondazioni liriche, teatri di tradizione, associazioni teatrali) in un rapporto di lavoro autonomo a fronte di un determinato compenso (cosiddetto cachet) e, per quanto riguarda gli artisti interpreti, anche per un determinato numero di recite;
   con la sottoscrizione di un contratto di scrittura artistica, che rientra in toto nello schema del contratto d'opera, (articoli 2222 ss. del codice civile, l'artista è in sostanza obbligato a rendere il proprio opus in un determinato giorno (e ora) e per questo riceve, un compenso ma allo stesso tempo è obbligato a restare a disposizione del teatro per un determinato periodo di tempo;
   se è vero, dunque, che di una prestazione autonoma si tratta, essa si caratterizza anche di elementi propri di un rapporto di lavoro subordinato che, per gli artisti dei Pompei Festival, si tradurrebbe in una perdita in termini economici, dato che delle 36 date annunciate nel Teatro Grande di Pompei, da agosto ai 19 settembre e per le quali i coristi e gli orchestrali hanno rinunciato ad altri ingaggi, sul sito della fondazione soltanto 8 risultano al momento confermate;
   ulteriore timore dei coristi e degli orchestrali del Festival Pompei Opera 2015, date le vicissitudini di cui sono stati e sono tuttora protagonisti, riguarda la possibilità che la direzione artistica abbia intenzione di ingaggiare delle compagini musicali straniere;
   timore, quello sopra esposto, alimentato dal fatto che, come sostenuto dagli artisti nella conferenza stampa di cui sopra, sarebbero a conoscenza di un evento in programma per la messa in scena de «La Tosca», previsto per il 4 agosto (e slittato poi al 9 agosto), per il quale, però non sarebbero stati contattati;
   una tale situazione, caratterizzata da incomprensioni e incertezze, che sembra delineare un'estate tutt'altro che «ricca di spettacoli straordinari», va a sommarsi a tutta una serie di eventi e circostanze che, anziché «valorizzare uno dei siti più belli e apprezzati al mondo», non farebbe altro che danneggiarne ancor più l'immagine agli occhi del mondo intero;
   basti pensare all'iniziativa «Domenica al museo» che prevede, ai sensi del decreto 27 giugno 2014, n. 94, l'ingresso gratuito a molti musei e monumenti in tutta Italia ogni prima domenica del mese;
   all'iniziativa «Domenica al museo» hanno aderito anche gli scavi archeologici di Pompei che, però, facendo seguito alle richieste del Ministro Franceschini, espresse in una lettera del 4 maggio 2015, atte a «individuare forme di regolamentazione degli ingressi negli scavi di Pompei in previsione delle prossime edizioni dell'iniziativa», nelle prime domeniche del mese resterà chiusa al pubblico dalle ore 12 alle ore 14:30, come stabilito dalla Sopraintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia in accordo con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e riportato sul sito del dicastero;
   «una siffatta disposizione parrebbe stridere con le parole del presidente della regione Campania Vincenzo De Luca, pronunciate in merito ad un ritardo di un'ora e un quarto dell'orario previsto per l'apertura degli scavi a causa di un'assemblea sindacale tenutasi il 24 luglio 2015, come raccontato da ilfattoquotidiano.it in un articolo apparso online il giorno stesso, il quale ha asserito che «la chiusura dell'area archeologica di Pompei è una vergogna internazionale che danneggia Italia e Campania»;
   con tali dichiarazioni, insieme alle parole pronunciate al riguardo dallo stesso Ministro Franceschini, il quale ha dichiarato che la chiusura dell'area archeologica di Pompei ha rappresentato «un danno incalcolabile», i rappresentanti pubblici sembrano esporsi al rischio di essere colpiti dalle medesime invettive che essi stessi hanno esposto a gran voce contro le rappresentanze sindacali presenti il giorno dell'assemblea, a cui è stato rimproverato «un comportamento irrispettoso e malevolo nei confronti di centinaia di turisti»: infatti, una chiusura di due ore e trenta minuti nell'unico giorno del mese in cui ai turisti è data la possibilità di visitare gratuitamente un luogo dal grandissimo valore storico e culturale rischierebbe di generare, in pari modo, se non in misura maggiore, sentimenti di malcontento e biasimo nei visitatori;
   ictu oculi, a parere dell'interrogante potrebbe risultare più vantaggioso e produttivo incoraggiare un incremento delle misure di sicurezza in termini di risorse umane e tecnologiche, piuttosto che limitare tout court gli orari di apertura al pubblico, o, in estrema istanza e in maniera del tutto provvisoria, limitare il numero massimo di presenze simultanee negli scavi archeologici, come peraltro paventato mediante sito internet dalla stessa Soprintendenza in data 7 maggio 2015;
   verosimilmente, se l'annosa «questione Pompei», per la quale il primo firmatario del presente atto ha già posto quesiti all'attenzione del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (vedasi le interrogazioni a risposta in commissione nn. 5/03622, 5/05285 e 5/04911), fosse stata gestita nel rispetto dei tempi previsti (è bene ricordare che il Grande Progetto Pompei dovrebbe essere realizzato, liquidato e rendicontato entro il 31 dicembre 2015) e in maniera efficiente, probabilmente ora non si sarebbe dovuto discutere dell'afflusso massiccio di visitatori come un «problema» cui far fronte;
   se fossero state predisposte iniziative dal Governo atte a velocizzare le operazioni di realizzazione e la delicata gestione degli appalti, non ci si ritroverebbe oggi in una situazione stagnante in cui sugli amministratori delle società vincitrici di appalti continuano a piovere indagini, quale è il caso ultimo di Marco Cascella, amministratore della «Lande s.r.l.», indagato per corruzione e turbativa d'asta aggravata dal metodo camorristico, come si apprende da un'inchiesta de Le cronache del salernitano pubblicata in data 21 luglio 2015;
   come rinvenuto sul sito appalti-italia.it e appalti.dgmarket.com, la succitata società, in data 10 febbraio 2015, è risultata vincitrice di appalto ammontante a euro 546.769,80 che, ai sensi dell'articolo 53, comma 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e dell'articolo 168 del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, ha per oggetto la progettazione e l'esecuzione dei lavori relativi all'intervento denominato «Grande Progetto Pompei – Italia per Pompei: Regiones I, II, III valorizzazione, decoro e messa in sicurezza dei punti di accesso alle domus, sostituzione dei cancelli, delle transenne e degli allestimenti didattici dell'area archeologica di Pompei» – CIG: 5996117846; CUP: F62C14000280006;
   altro caso di rilievo balzato alle cronache locali e nazionali è quello dell'arresto con accusa di corruzione, avvenuto nel 2013, di Annamaria Caccavo, rappresentante legale della società «Caccavo s.r.l.» che, in seguito all'inchiesta della procura di Torre Annunziata sull'appalto dei lavori di restauro del Teatro Grande di Pompei, è stata interdetta a contrarre con la pubblica amministrazione;
   la «Caccavo s.r.l.» detiene il 98 per cento della quota societaria di «Samoa restauri s.r.l.», società che nel 2014 è risultata vincitrice di ben tre appalti per lavori di restauro agli scavi di Pompei (Regio VII per un ammontare di euro 5.457.867, Regio VIII per un ammontare di euro 6.212.000 e Casa della Fontana piccola per un ammontare di euro 188.394) –:
   se il Ministro interrogato sia a conoscenza delle condizioni in cui riversano i coristi e gli orchestrali selezionati per il Festival Pompei Opera 2015 e con quali modalità e rispetto a quali contingenze intenda intervenire a loro tutela e dell'immagine di Pompei del mondo, per quanto di competenza;
   se non ritenga, in previsione delle prossime edizioni dell'iniziativa «Domenica al museo» di evitare una limitazione oraria o un contingentamento delle presenze, investendo in risorse umane adeguate per accogliere più visitatori, per il controllo dell'area e per la manutenzione, e promuovere sistemi di prenotazione online capaci di evitare ore interminabili di fila sotto il sole a tutti i turisti italiani e stranieri. (5-06430)

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

sito storico

inchiesta giudiziaria

liquidazione dei beni