Legislatura: 17Seduta di annuncio: 486 del 21/09/2015
Primo firmatario: BUSINAROLO FRANCESCA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 21/09/2015
Commissione: VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE)
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA delegato in data 21/09/2015
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 21/09/2015
SOLLECITO IL 17/05/2016
BUSINAROLO. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
la cosiddetta «riforma della buona scuola» varata dal Governo Renzi ed approvata di recente dal Parlamento, ha destato numerose polemiche soprattutto in riferimento al comma 16 dell'articolo 1, in cui si prevede di tenere conto, nell'attività didattica, di vari elementi tra cui la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni;
tale disposizione è stata oggetto di diverse interpretazioni che hanno portato ad una strumentalizzazione che ha creato molta confusione ed allarmismo tra le famiglie degli alunni, riguardo alla possibile introduzione dell'insegnamento della «teoria del gender» (ovvero la presunta negazione delle differenze tra uomo e donna) nelle scuole;
in particolare, gli equivoci sono sorti in ordine alle prescrizioni previste dal piano triennale dell'offerta formativa contemplate dal succitato comma 16, che però nulla hanno a che fare con il gender, e si è resa necessaria l'emanazione di una successiva circolare, emanata dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in cui si ribadisce che per tutte le scuole di ogni ordine e grado, tutto ciò che entra nella scuola come attività curriculare ed extracurriculare deve essere approvato dai genitori;
il forte allarmismo deriva anche da una pericolosa strumentalizzazione di un documento dell'Organizzazione mondiale della sanità, risalente al 2010, con il quale venivano analizzati gli standard dell'educazione sessuale in tutta Europa, con la descrizione a livello scientifico di ciò che avviene nelle varie fasce di età della vita dei bambini e dei ragazzi in relazione alla sessualità;
tale documento, di carattere prettamente scientifico, non costituisce una disposizione di legge, non avendo una base a carattere normativo, mentre è diretto esclusivamente agli esperti in materia. Ancora una volta le varie ed errate interpretazioni dello stesso hanno creato ulteriore confusione in materia, contribuendo alla diffusione di informazioni decontestualizzate e strumentali, per cui si è cominciato a parlare, erroneamente, della possibile introduzione, attraverso la riforma della buona scuola, della cosiddetta teoria del «gender» che, in realtà, non esiste, al contrario dei «gender studies», studi sociologici molto avanzati che, pur non mettendo in discussione la differenza biologica tra maschio e femmina, dimostrano come le società abbiano costruito nel tempo ruoli per l'uomo e ruoli per la donna, ma come questi siano mutevoli ed assoggettati ai cambiamenti della società;
la «teoria del gender», costituendo una definizione meramente teorica, se manipolata ad arte, rischia di diventare un pericoloso veicolo di informazioni sbagliate e distorte sull'argomento;
nel 2013 il Parlamento italiano è stato il quinto in Europa ad approvare, all'unanimità, la Convenzione di Istanbul, in cui si è espressamente indicata la necessità di inserire nei percorsi scolastici di ogni ordine e grado delle forme di educazione all'affettività, ovvero uno spazio in cui è possibile far confrontare i ragazzi sulle relazioni, sulle differenze di genere, sulla risoluzione dei conflitti;
nei giorni scorsi è stata approvata dalla giunta regionale del Veneto una mozione contro le ideologie destabilizzanti e pericolose per lo sviluppo degli studenti quali l'ideologia gender, con la quale si impegna la regione stessa ad intervenire nelle scuole di ogni ordine e grado venete per impedire l'introduzione di tale teoria e affinché venga rispettato il ruolo prioritario della famiglia nell'educazione all'affettività ed alla sessualità dei figli, come previsto dall'articolo 26 della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo;
la mozione succitata ha, tra le altre finalità, quella di prevede un coinvolgimento degli enti rappresentativi dei genitori e delle famiglie in ogni strategia educativa, sia nei contenuti che nelle modalità di diffusione dei contenuti –:
se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e come intenda intervenire al fine di fare maggiore chiarezza relativamente alla tematica legata alla cosiddetta «Teoria del gender»;
in che modo il Ministro intenda intervenire al fine di dare piena e concreta attuazione a quanto disposto rispettivamente dall'articolo 1, comma 16, della «riforma della buona scuola» e dalla Convenzione di Istanbul citate in premessa, nel contrasto all'omofobia, agli stereotipi ed alla violenza in genere, nonché a quanto previsto su tale materia dal decreto-legge n. 93 del 2013, tenendo conto dei contenuti della mozione approvata dalla giunta regionale del Veneto.
(5-06428)
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):Carta dei diritti dell'uomo
violenza sessuale
diritti umani