Legislatura: 18Seduta di annuncio: 506 del 12/05/2021
Primo firmatario: LEGNAIOLI DONATELLA
Gruppo: LEGA - SALVINI PREMIER
Data firma: 12/05/2021
Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma GIACCONE ANDREA LEGA - SALVINI PREMIER 12/05/2021 CAFFARATTO GUALTIERO LEGA - SALVINI PREMIER 12/05/2021 CAPARVI VIRGINIO LEGA - SALVINI PREMIER 12/05/2021 MINARDO ANTONINO LEGA - SALVINI PREMIER 12/05/2021 MOSCHIONI DANIELE LEGA - SALVINI PREMIER 12/05/2021 MURELLI ELENA LEGA - SALVINI PREMIER 12/05/2021 PAROLO UGO LEGA - SALVINI PREMIER 12/05/2021 SNIDER SILVANA LEGA - SALVINI PREMIER 12/05/2021
Commissione: XI COMMISSIONE (LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)
Ministero destinatario:
- MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI delegato in data 12/05/2021
Partecipanti allo svolgimento/discussione ILLUSTRAZIONE 13/05/2021 Resoconto LEGNAIOLI DONATELLA LEGA - SALVINI PREMIER RISPOSTA GOVERNO 13/05/2021 Resoconto NISINI TIZIANA SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (LAVORO E POLITICHE SOCIALI) REPLICA 13/05/2021 Resoconto LEGNAIOLI DONATELLA LEGA - SALVINI PREMIER
DISCUSSIONE IL 13/05/2021
SVOLTO IL 13/05/2021
CONCLUSO IL 13/05/2021
LEGNAIOLI, GIACCONE, CAFFARATTO, CAPARVI, MINARDO, MOSCHIONI, MURELLI, PAROLO e SNIDER. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
una forte preoccupazione e un pesante clima di incertezza sul proprio futuro occupazionale aleggia tra i lavoratori e le lavoratrici impiegati nei centri commerciali;
l'11 maggio 2021, alle ore 11, oltre 30 mila negozi e supermercati di tutta Italia hanno abbassato le serrande per alcuni minuti, per accendere i riflettori su una realtà ritenuta discriminante per i 780 mila lavoratori degli oltre 1.300 centri commerciali;
l'iniziativa, promossa dalle associazioni del commercio, Ancd-Conad, Confcommercio, Confesercenti, Confimprese, Cncc – Consiglio nazionale dei centri commerciali e Federdistribuzione, ha inteso essere un gesto simbolico di protesta contro le misure restrittive che da oltre sei mesi impongono la chiusura dei negozi nei giorni festivi e pre-festivi;
all'insegna dello slogan «ridateci il weekend» i gestori delle attività commerciali e gli impiegati hanno aderito al breve flash mob per ribadire la sicurezza dei centri, parchi e gallerie commerciali che, sin dall'inizio della pandemia, hanno adottato protocolli rigorosi e reso disponibili sin da subito, volontariamente e gratuitamente, le oltre 160 strutture in tutta Italia per la creazione di hub vaccinali ad hoc per potenziare la campagna vaccinale;
le chiusure nel fine settimana, infatti, riducendo le presenze del 65 per cento rappresentano, in termini occupazionali, una riduzione del personale del 50 per cento, che, nel lungo periodo, ove le misure restrittive continuassero nei prossimi mesi, potrebbe tradursi in personale in esubero –:
se e quali iniziative di propria competenza, con riguardo alle criticità e ai rischi esposti in premessa, il Governo intenda adottare per la salvaguardia dei livelli occupazionali nei centri commerciali.
(5-05984)
Ringrazio gli onorevoli interroganti per aver posto all'attenzione del Governo le criticità e i rischi occupazionali che incombono sulle lavoratrici e i lavoratori dei centri commerciali.
Secondo i dati di Confcommercio, il settore impiega 780 mila lavoratori in forza alle circa 1.300 strutture commerciali integrate, presenti su tutto il territorio nazionale.
Certamente si tratta di uno dei comparti che ha subìto le più pesanti ripercussioni a seguito dei provvedimenti restrittivi varati dal Governo per il contenimento dell'emergenza sanitaria. In particolare, risulta che il 40 per cento dei consumi avviene all'interno dei centri che realizzano il 50 per cento del loro fatturato durante il fine settimana.
Secondo quanto riferito dalle associazioni di categoria, il settore ha subìto perdite altissime, pari a 40 miliardi di euro dall'inizio della pandemia.
Questo dato deve essere posto alla base di ogni necessaria riflessione finalizzata all'adozione delle misure più idonee per scongiurare che un settore così importante per il tessuto produttivo e per la ripresa dei consumi, già duramente colpito dalla pandemia, non venga ulteriormente penalizzato.
Il Governo, che ha già avviato interlocuzioni dirette con i rappresentanti delle associazioni di settore, sta prendendo in considerazione le istanze della categoria per un'auspicabile riapertura nel breve termine. Come noto, si svolgerà nella prossima settimana la Cabina di regia politica che dovrà valutare e decidere – sulla base dei dati epidemiologici consolidati – le misure di allentamento delle restrizioni e le prossime riaperture, tra le quali certamente quella dei centri commerciali nei giorni festivi. Come affermato dal Presidente del Consiglio, ogni decisione sarà presa sulla base dei criteri di ragionevolezza e prudenza, al fine di contemperare il più possibile le ragioni della salute con quelle dell'economia.
Certamente è doveroso tenere in considerazione con la massima attenzione le conseguenze subite dal settore del commercio, così gravemente ferito dalla crisi e particolarmente strategico per la ripartenza e la crescita, e assicurare il massimo sostegno a imprese e lavoratori nella delicata fase di transizione che si aprirà con la ripartenza delle attività.
Per quanto riguarda la necessaria tutela occupazionale, voglio rassicurare che alle misure di garanzia del reddito dei lavoratori varate con il decreto-legge cosiddetto «Sostegni», seguiranno misure ulteriori specificamente dirette a sostenere il comparto. Sono infatti in fase di elaborazione da parte del Ministero del lavoro specifiche misure di decontribuzione che incentivino le imprese del settore a riconfermare, dopo lo sblocco dei licenziamenti e la conclusione della Cassa di integrazione con causale COVID-19, i livelli occupazionali esistenti.