ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05444

scarica pdf
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 18
Seduta di annuncio: 464 del 08/03/2021
Firmatari
Primo firmatario: MURONI ROSSELLA
Gruppo: MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO
Data firma: 06/03/2021


Commissione assegnataria
Commissione: X COMMISSIONE (ATTIVITA' PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO)
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA
  • MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA delegato in data 06/03/2021
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 08/03/2021

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-05444
presentato da
MURONI Rossella
testo di
Lunedì 8 marzo 2021, seduta n. 464

   MURONI. — Al Ministro della transizione ecologica, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   il Ministero dello sviluppo economico ha dato parere negativo alla richiesta da parte di Enel Produzione di autorizzazione alla messa fuori servizio dal 1° gennaio 2021 – quindi in anticipo rispetto al termine del 2025 fissato dalla Strategia energetica nazionale – dell'unità 3 della centrale Eugenio Montale di La Spezia, alimentata a carbone;

   la motivazione è che per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale la chiusura dell'impianto a carbone potrà avvenire solo a seguito del raggiungimento nell'area nord del Paese, incluso lo stesso sito di La Spezia, di un saldo netto tra aumenti di capacità e dismissioni pari ad almeno 500 megawatt;

   mentre in Italia non si riesce a chiudere una centrale a carbone, l'Unione europea punta alla decarbonizzazione e sulla sostenibilità ambientale dell'Europa entro il 2050. Per realizzarli ha avviato il Green Deal;

   il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare hanno elaborato il nuovo piano concernente gli obiettivi di sostenibilità che l'Italia è chiamata a raggiungere entro il 2030; un percorso conclusosi con la pubblicazione del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (Pniec);

   ma, anziché puntare con decisione su nuova generazione rinnovabile, l'Italia sta percorrendo un'altra strada nella lotta alla crisi climatica;

   oramai è arrivato il momento di scelte chiare e radicali: promuovere le semplificazioni autorizzative per la realizzazione degli impianti a fonti rinnovabili, semplificare la riconversione degli impianti a biogas in quelli a biometano da immettere in rete, recepire subito la direttiva europea sulle rinnovabili per sbloccare definitivamente le comunità energetiche e smettere di foraggiare il fossile;

   in Italia per realizzare la decarbonizzazione bisogna realizzare la chiusura entro il 2025 delle centrali a carbone per una capacità di oltre 7.900 megawatt senza ricorrere a nuovi impianti a gas, per arrivare entro il 2040 alla chiusura di tutte le centrali inquinanti alimentate da fonti fossili, gas metano compreso. L'Italia deve avere, inoltre, il coraggio di ridurre fino ad azzerare i consumi di gas al 2040, iniziando da subito a non distribuire più risorse economiche per nuovi impianti come previsto con il capacity market, obbiettivo possibile come proposto anche da associazioni ambientaliste nazionali, ad esempio da Legambiente;

   devono essere affrontate le questioni che vanno dalla Sardegna alla Liguria con La Spezia, dal Friuli Venezia Giulia con Monfalcone, alla Puglia con Brindisi, solo per citarne alcune, dove sono in corso accesi dibattiti, visto che con il phasing out del carbone molte delle centrali saranno riconvertite in impianti a gas;

   il Consiglio dei ministri ha approvato il testo del decreto-legge per la nascita del MITE (Ministero della transizione ecologica). Al MITE sono state assegnate, oltre alle vecchie competenze anche le politiche energetiche, lo sviluppo sostenibile, il contrasto ai cambiamenti climatici. È una sfida imponente. Si ha davanti poco tempo per vincerla –:

   se non intendano convocare urgentemente un tavolo tecnico con la regione Liguria, l'amministrazione, comunale di La Spezia e gli enti interessati per rivalutare la decisione di non mettere fuori servizio dal 1° gennaio 2021 l'unità 3 della centrale Eugenio Montale di La Spezia;

   quali siano le iniziative e i tempi per realizzare la transizione energetica per ridurre le emissioni di anidride carbonica in tutti i settori produttivi, attraverso il miglioramento dell'efficienza energetica, l'utilizzo di fonti rinnovabili, il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e il progressivo superamento della dipendenza dai combustibili fossili;

   se non si intenda avviare un piano che conduca alla chiusura entro il 2025 delle centrali a carbone per una capacità di oltre 7.900 megawatt senza ricorrere a nuovi impianti a gas, per arrivare entro il 2040 alla chiusura di tutte le centrali inquinanti alimentate da fonti fossili, gas metano compreso.
(5-05444)