Legislatura: 17Seduta di annuncio: 405 del 09/04/2015
Primo firmatario: SPESSOTTO ARIANNA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 09/04/2015
Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma COZZOLINO EMANUELE MOVIMENTO 5 STELLE 09/04/2015 PETRAROLI COSIMO MOVIMENTO 5 STELLE 09/04/2015
Commissione: XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI)
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA SALUTE delegato in data 09/04/2015
Partecipanti allo svolgimento/discussione RISPOSTA GOVERNO 17/03/2016 Resoconto DE FILIPPO VITO SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (SALUTE) REPLICA 17/03/2016 Resoconto SPESSOTTO ARIANNA MOVIMENTO 5 STELLE
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 09/04/2015
DISCUSSIONE IL 17/03/2016
SVOLTO IL 17/03/2016
CONCLUSO IL 17/03/2016
SPESSOTTO, COZZOLINO e PETRAROLI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
con il decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, recante «Riorganizzazione della Associazione italiana della Croce rossa italiana (C.R.I.) a norma dell'articolo 2, della legge 4 novembre 2010, n. 183», è stata disposta la riorganizzazione della C.R.I. mediante una graduale procedura di privatizzazione dell'ente pubblico;
con il successivo decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, sono stati prorogati di un anno, dal 1o gennaio 2015 al 1o gennaio 2016, i termini previsti dal decreto legislativo n. 178 del 2012 per la trasformazione del comitato centrale e dei comitati regionali della Croce rossa italiana in soggetti di diritto privato, con la conseguente proroga di un anno di tutti i termini previsti relativi al processo di privatizzazione e riordino;
nei programmi del Governo, la privatizzazione della Croce rossa italiana avrebbe dovuto portare efficienza e risanamento economico, ma, come rilevato dalla Corte dei conti, il primo anno di privatizzazione ha comportato un aumento del disavanzo superiore al 200 per cento e la vendita degli immobili, che doveva essere finalizzata al risanamento, è stata invece rovinosa, con ribassi di quasi l'84 per cento, procurando un ricavo di soli 6 milioni, a fronte di stime dei beni di oltre 36 milioni;
tra le sedi della Croce rossa oggetto di alienazione c’è anche quella del comitato regionale di Jesolo, alienazione autorizzata univocamente, con l'ordinanza presidenziale n. 0040-15, con cui è stata disposta, senza confronto con le parti interessate, la vendita del complesso immobiliare di Jesolo, con una base d'asta di 42 milioni di euro;
l'alienazione del complesso immobiliare della sede della Croce rossa italiana di Jesolo determinerà anche l'alienazione dell'area, comprensiva degli adiacenti terreni di competenza del complesso ospedaliero, molto probabilmente oggetto di offerte d'acquisto al massimo ribasso;
un appello per la revoca della vendita del complesso immobiliare di Jesolo è stato lanciato dal presidente regionale CRI del Veneto, Fabio Bellettato, dimessosi nei giorni scorsi, al Presidente nazionale della Croce rossa italiana Francesco Rocca, appello in cui si sottolineava il carattere di unilateralità della decisione assunta dal presidente nazionale CRI;
in particolare, il presidente Bellettato ha criticato apertamente il metodo con cui è stata disposta l'alienazione del complesso immobiliare di Jesolo, senza che fossero prese in considerazione le valutazioni contrarie della CRI del Veneto, del suo presidente, dei suoi volontari e dei suoi dipendenti;
come segnalato dal presidente regionale la sede CRI di Jesolo svolge anche numerose attività istituzionali tra cui l'accoglienza dei migranti e dublinati, in attesa di perfezionare i loro documenti per restare in Italia o in Europa la soppressione della quale attività di accoglienza farebbe venire meno lo stesso ruolo ausiliario che la CRI ha rivestito fino ad oggi nell'assistenza sanitaria e sociale su tutto il territorio nazionale;
si sottolinea inoltre come la CRI del Veneto, per le attività svolte nel Centro di Jesolo, ha ricevuto riconoscimenti da parte del comune di Jesolo, dalla provincia di Venezia e dalla regione Veneto oltre che dalla Croce rossa nazionale ed internazionale;
preoccupazione per la possibile perdita della sede di lavoro, dei livelli occupazionali e delle attività svolte sino ad oggi è stata espressa anche da parte dei dipendenti della CRI del Veneto a rischio esubero a seguito dell'annuncio dell'imminente avvio di un'asta per la cessione della sede di Jesolo –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione di confusione normativa, organizzativa e gestionale in cui versano attualmente i comitati regionali del Veneto della Croce rossa italiana, a rischio di chiusura, con particolare riferimento al comitato regionale di Jesolo i cui immobili sono in via di alienazione e quali iniziative urgenti, per quanto di competenza, intenda intraprendere al fine di salvaguardare il futuro della CRI regionale del Veneto e scongiurare il rischio di una perdita di servizi nell'assistenza sanitaria e sociale svolti fino ad oggi dalla Croce rossa su tutto il territorio nazionale. (5-05298)
In merito alla questione delineata nell'interrogazione parlamentare in esame, l'Ente Strumentale alla Croce Rossa Italiana ha precisato quanto segue.
Il Comitato per la predisposizione degli atti di gestione del patrimonio della Croce Rossa Italiana, con verbale n. 6 del 9 settembre 2014, ha preso atto dell'inserimento nel piano di alienazione sia dell'immobile sito in Roma, via Toscana n. 12, che dell'immobile sito nel comune di Jesolo (VE), via Levantina, n. 100, entrambi sedi istituzionali, rispettivamente del Comitato Centrale CRI di Roma e del Comitato Regionale CRI Veneto.
Detto Ente, pertanto, ha provveduto alla predisposizione degli atti propedeutici per l'alienazione dell'immobile sito in Jesolo e, avvalendosi del Consiglio Nazionale del Notariato, come da convenzione del 23 luglio 2014, ha proceduto ad espletare n. 2 aste pubbliche telematiche, al prezzo stimato dall'Agenzia delle Entrate-Direzione Regionale del Veneto (Ufficio Provinciale di Venezia-Territorio) in data 7 novembre 2014, rispettivamente:
in data 11 marzo 2015, importo euro 42.074.000,00;
in data 13 luglio 2015, importo euro 42.074.000,00.
In considerazione che, ove i tentativi d'asta vengano dichiarati deserti, si può procedere alla riduzione prevista per legge – ex articolo 538 c.p.c. (quando una cosa messa all'incanto resta invenduta, il soggetto a cui è stata affidata l'esecuzione della vendita fissa un nuovo incanto ad un prezzo base inferiore di un quinto rispetto a quello precedente), si è provveduto ad applicare quanto dettato dall'articolo citato, suddividendo il ribasso nei due tentativi di seguito riportati:
27 ottobre 2015, importo euro 37.866.600,00, pari al prezzo ribassato di un primo 10 per cento rispetto al prezzo fissato dalla perizia dell'Agenzia delle Entrate;
28 ottobre 2015, importo euro 34.079.940,00, pari al prezzo ribassato dell'altro 10 per cento rispetto al prezzo fissato nell'asta del 27 ottobre 2015.
Avendo già applicato il massimo ribasso consentito, si è richiesto un aggiornamento di perizia all'Agenzia delle Entrate.
Per quanto concerne l'alienazione degli immobili «con ribassi di quasi l'84 per cento», la CRI ha rilevato che il dato è privo di fondamento, in quanto la reale lettura dei dati è che, a fronte di una previsione di bilancio 2013/2014 per un importo di patrimonio alienabile pari ad euro 36.447.862,00, ne sia stato alienato solo per euro 6.519.000,00, cosa ben diversa dalla interpretazione per la quale un patrimonio stimato pari a circa 36 milioni di euro sia stato venduto per soli 6 milioni di euro.
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):Croce Rossa
privatizzazione
vendita