Legislatura: 18Seduta di annuncio: 431 del 24/11/2020
Primo firmatario: GRIBAUDO CHIARA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/11/2020
Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma SERRACCHIANI DEBORA PARTITO DEMOCRATICO 24/11/2020 VISCOMI ANTONIO PARTITO DEMOCRATICO 24/11/2020 CANTONE CARLA PARTITO DEMOCRATICO 24/11/2020 LACARRA MARCO PARTITO DEMOCRATICO 24/11/2020 LEPRI STEFANO PARTITO DEMOCRATICO 24/11/2020 MURA ROMINA PARTITO DEMOCRATICO 24/11/2020 SOVERINI SERSE PARTITO DEMOCRATICO 24/11/2020
Ministero destinatario:
- MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
- MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI delegato in data 24/11/2020
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 24/11/2020
GRIBAUDO, SERRACCHIANI, VISCOMI, CARLA CANTONE, LACARRA, LEPRI, MURA e SOVERINI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
il gruppo Miraglio è una multinazionale dei tessuti e del fashion nata ad Alba, in provincia di Cuneo nel 1947, oggi presente in 22 Paesi nel mondo;
il 6 luglio 2020, è stata sospesa la produzione della Stamperia di Govone, stabilimento del gruppo attivo a partire dagli anni ’80, la più grande stamperia in Europa con 64.000 metri quadri di superficie, più di 3.500 disegni elaborati ogni anno e una capacità produttiva di circa 10 milioni di metri di tessuto; il 7 luglio il consiglio di amministrazione della Stamperia di Govone Srl ha annunciato la volontà di sciogliere e mettere in liquidazione la società, scelta che comporta l'esubero di 151 lavoratori, alcuni dei quali occupati da decenni nello storico stabilimento;
la chiusura della Stamperia di Govone ha rappresentato una ferita profonda per lo storico tessuto produttivo della città di Alba e aveva subito destato preoccupazione per la tenuta dei livelli occupazionali dell'intero gruppo in Italia e per le possibili delocalizzazioni;
preoccupazione rivelatasi purtroppo giusta con l'annuncio, il 3 novembre 2020, di voler chiudere anche la «business unit Tessuti» di Miraglio Textile, anima industriale del gruppo albese, che porterà al licenziamento di altri 84 dipendenti, dei quali al momento soltanto una ventina appaiono riassorbibili fra pre-pensionamenti e altre società del gruppo;
il gruppo Miraglio ha giustificato in vari modi le due chiusure, addebitando la crisi aziendale a cambiamenti del mercato del tessuto che negli ultimi 10 anni hanno comportato un continuo calo del fatturato e della produzione aziendale, accompagnato dalla costante e continua riduzione del personale; l'intenzione dichiarata, oggi è di concentrare sforzi e investimenti in altre società del gruppo che appaiono maggiormente solide nel lungo periodo;
desta comunque preoccupazione l'addotta giustificazione di una «aggressiva concorrenza di Paesi con costi della produzione irrisori», dato che il gruppo Miraglio è stato fra i primi in Italia ad investire, negli scorsi decenni, nell'apertura di stabilimenti in tutti i Paesi del bacino mediterraneo, ad esempio in Marocco e in Tunisia, e prosegue una politica aziendale di questo tipo nel continente asiatico, tanto da portare a chiedersi se la concorrenza dei costi di produzione non avvenga fra realtà diverse all'interno dello stesso gruppo;
attualmente, nonostante gli annunci rilasciati, è totalmente assente una pianificazione industriale per le unità ancora non colpite da esuberi e chiusure; da parte sindacale è stato richiesto l'intervento del Governo per verificare l'impegno dell'azienda al mantenimento dei livelli occupazionali –:
quali iniziative il Governo intenda adottare per il rilancio delle attività del gruppo Miraglio nelle sedi della provincia di Cuneo e per salvaguardare i livelli occupazionali del gruppo Miraglio in Italia.
(5-05068)