ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05067

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 18
Seduta di annuncio: 431 del 24/11/2020
Firmatari
Primo firmatario: PELLICANI NICOLA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/11/2020
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
DE MENECH ROGER PARTITO DEMOCRATICO 24/11/2020


Commissione assegnataria
Commissione: I COMMISSIONE (AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI)
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'INTERNO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 24/11/2020
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 24/11/2020

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-05067
presentato da
PELLICANI Nicola
testo di
Martedì 24 novembre 2020, seduta n. 431

   PELLICANI e DE MENECH. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   si apprende da organi di stampa, pochi giorni fa, che la ditta Garda srl è stata colpita da interdittiva antimafia da parte della prefettura di Mantova;

   la misura amministrativa esclude l'azienda dai lavori e dalla possibilità di collaborare con la pubblica amministrazione; inoltre, prevede la cancellazione automatica dalla «white list», un elenco istituito presso le prefetture provinciali, che ha lo scopo di rendere più efficaci i controlli antimafia nei confronti dei soggetti economici operanti nei settori maggiormente esposti a rischi di infiltrazione mafiosa, attraverso un'azione preventiva di contrasto alla criminalità organizzata;

   la Garda Costruzioni non compariva tra le ditte impegnate nei lavori in vista dei Mondiali di Cortina del 2021, si era limitata a distaccare una parte degli operai presso un raggruppamento temporaneo di imprese che comprendeva, la Site di Bologna, la Valtellina di Gorle e la Milani Giovanni & C di Osnago, tutte ditte con esperienza nel settore delle telecomunicazioni e dell'impiantistica elettrica;

   la su citata ditta era subappaltatrice per dei lavori d'impiantistica elettrica e telefonica in alcuni lotti della strada statale 51 d'Alemagna tra Belluno e Cortina d'Ampezzo e questo le aveva permesso di entrare nel giro degli appalti;

   nel corso dei controlli settimanali al cantiere della ditta mantovana, da parte dei carabinieri del comando provinciale di Belluno, erano emersi alcuni elementi che avevano fatto scattare indagini più approfondite;

   in particolare, risultava che tra le maestranze distaccate vi erano numerosi soggetti con precedenti o pregiudizi penali rilevanti sotto il profilo della normativa antimafia, non presenti nel data base dell'Inps, perciò lavoratori senza un regolare contratto. Inoltre, i mezzi d'opera utilizzati nel cantiere, spesso non erano censiti correttamente dalla banca dati ed i macchinari risultavano intestati ad altre società, spesso molto distanti territorialmente da Belluno, tutto in contrasto con quanto previsto dal piano per la legalità sottoscritto dalla prefettura con Anas spa;

   tutti i dati raccolti avrebbero sostanzialmente fornito un quadro chiaro sull'esistenza di un vero e proprio sistema di rete, organizzato con il fine di eludere la vigilanza antimafia e mantenere il controllo dei cantieri mediante il ricorso ad altri strumenti solo apparentemente corretti –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative di competenza, anche per il tramite degli uffici territoriali del Governo, intenda adottare per prevenire e contrastare il fenomeno della criminalità organizzata sempre più diffuso nella regione Veneto.
(5-05067)