Legislatura: 18Seduta di annuncio: 431 del 24/11/2020
Primo firmatario: DEIDDA SALVATORE
Gruppo: FRATELLI D'ITALIA
Data firma: 24/11/2020
Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma GALANTINO DAVIDE FRATELLI D'ITALIA 24/11/2020 FERRO WANDA FRATELLI D'ITALIA 24/11/2020
Commissione: IV COMMISSIONE (DIFESA)
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELLA DIFESA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA DIFESA delegato in data 24/11/2020
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 24/11/2020
DEIDDA, GALANTINO e FERRO. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:
il piano d'intervento denominato Igea – posto in essere dal Ministero della difesa per incrementare la capacità quotidiana di esecuzione di tamponi in Italia, al fine di individuare il maggior numero possibile di positivi al COVID-19 – impiega circa 1.400 unità di personale, è organizzato in 200 gruppi di lavoro, in grado di eseguire fino a 30.000 tamponi giornalieri;
il piano in questione costituisce un contributo importante delle nostre Forze Armate nella lotta al COVID-19, che conferma, ancora una volta, l'importanza delle stesse e la loro piena efficienza, anche nella tutela della salute pubblica;
come anche è emerso dalle recenti audizioni dei Capi di Stato Maggiore delle diverse Forze armate presso la Commissione difesa della Camera, gli operatori in servizio sono chiamati, sempre più spesso, ad un notevole dispendio di energia per i molteplici compiti, appunto straordinari, a cui vengono chiamati;
le nostre Forze Armate, in particolare l'Esercito, oltre all'operazione suindicata, si trova spesso impegnato in altre iniziative, come quella avviata in Sardegna conseguente ad un progetto nato dalla collaborazione tra la regione Sardegna, il Ministero della difesa e la rete di solidarietà Ad Adiuvandum, a fronte del quale è prevista l'esecuzione di test nell'ex ospedale militare di Cagliari;
da quel che risulta all'interrogante, buona parte del personale delle Forze Armate, a fronte degli impieghi suindicati e dei contesti di lavoro in presenza di un numero consistente di appartenenti, non verrebbe sottoposto a test periodici di controllo, nonostante tale soluzione possa rappresentare anche un importante elemento di valutazione della diffusione del virus in Italia;
le operazioni suindicate potrebbero svolgersi, senza difficoltà, all'interno delle caserme e/o delle basi: spazi assolutamente idonei a garantire la massima sicurezza anche in caso di positività –:
se sia a conoscenza dei fatti sopraesposti, quanti componenti del personale in questione vengano sottoposti a test e in quali casi, e quali iniziative si intendano assumere al fine di avviare una campagna di monitoraggio, a campione, attraverso i test, tra tutti gli appartenenti delle forze armata e di polizia militare.
(5-05064)