ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/03633

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 296 del 23/09/2014
Firmatari
Primo firmatario: BORDO FRANCO
Gruppo: SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'
Data firma: 23/09/2014


Commissione assegnataria
Commissione: XIII COMMISSIONE (AGRICOLTURA)
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI delegato in data 23/09/2014
Stato iter:
24/09/2014
Partecipanti allo svolgimento/discussione
ILLUSTRAZIONE 24/09/2014
Resoconto BORDO FRANCO SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'
 
RISPOSTA GOVERNO 24/09/2014
Resoconto OLIVERO ANDREA VICE MINISTRO - (POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI)
 
REPLICA 24/09/2014
Resoconto BORDO FRANCO SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'
Fasi iter:

DISCUSSIONE IL 24/09/2014

SVOLTO IL 24/09/2014

CONCLUSO IL 24/09/2014

Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-03633
presentato da
BORDO Franco
testo di
Martedì 23 settembre 2014, seduta n. 296

   FRANCO BORDO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
   nelle campagne della Pianura Padana vi è un drammatico problema di sovrappopolazione delle nutrie che sta penalizzando le aziende agricole, sta arrecando danni alle infrastrutture idrauliche, creando, inoltre, un senso di disagio alla popolazione locale;
   ad oggi le modalità con cui il Governo e il Parlamento hanno deciso di affrontare la questione della proliferazione incontrollata delle nutrie, ossia con l'utilizzo della tecnica dell'eradicazione degli animali quale unica soluzione possibile, si è rivelata insufficiente e fallimentare;
   l'articolo 11, commi 12 e 12-bis, del decreto-legge n. 91 del 2014 ha apportato modifiche alla legge sulla caccia, legge n. 157 del 1992, e specificatamente, le nutrie sono state equiparate ai topi, ai ratti e alle arvicole, con la conseguente uscita dal regime di protezione generale per la fauna selvatica;
   la modifica di legge apportata non si configura come la possibilità che la specie sia divenuta cacciabile, come riportato da alcuni giornali, ma comunque potrebbe generare confusione durante l'attività venatoria che notoriamente è rivolta a specie cacciabili e di interesse venatorio;
   in conseguenza alla modifica della legge sulla caccia, sono stati evidenziati sia dalle regioni che dalle provincie del Nord Italia, numerosi dubbi in merito alle competenze e alle validità dei piani di controllo finanziati dalle regioni ed attuati dalle province;
   l'esclusione dal concetto di «fauna selvatica», farebbe venire meno l'applicabilità di citati piani di controllo, trasferendo la funzione del contenimento, in caso di danno, ai singoli proprietari di terreno, ai comuni e alle ASL (per cause sanitarie) e agli enti territoriali preposti alla sicurezza idraulica;
   in funzione di queste criticità alcune province hanno sospeso l'attività degli operatori preposti al controllo delle nutrie;
   un recente comunicato della regione Lombardia ha posto in evidenzia tali questioni e in un incontro pubblico convocato a Cremona in data 22 settembre, ha ufficialmente comunicato il blocco dei fondi destinati alle province per i piani di contenimento, in attesa che il Governo chiarisca e definisca in modo definitivo la situazione riguardante le nutrie;
   la catalogazione del roditore come specie nociva, si sta rivelando un boomerang, facendo decadere ogni forma di contenimento attualmente in essere, data l'impossibilità di province e regioni a poter mettere in moto le misure atte a contenere un fenomeno che non è più di loro competenza, non essendo più classificata «fauna selvatica», ma «specie nociva» equiparata, quindi a topi e ratti;
   Sinistra Ecologia Libertà aveva presentato proposte emendative nel corso dell'esame alla Camera dei deputati del decreto-legge n. 91 del 2014, finalizzate al sostegno di piani di controllo e contenimento della specie tramite campagne coordinate di cattura e sterilizzazione, come realizzate con efficacia in altri Paesi europei –:
   quali azioni il Governo intenda porre in essere per dirimere la vicenda narrata in premessa a fronte di una errata valutazione socio-giuridica, concretizzatasi con la modifica normativa della legge sulla caccia, in merito alle nutrie che si sta rivelando disastrosa in termini di danni che le aziende agricole subiscono a cui si aggiungono i problemi che le nutrie causano alle strutture idrauliche, alla comunità e al drammatico controllo della proliferazione che, ad oggi, non trova soluzione alcuna. (5-03633)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 24 settembre 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-03633

  Come è noto, la nutria, roditore di grande taglia originario del sud America e quindi alloctono per il nostro Paese, risulta presente su estese porzioni dell'Italia settentrionale e centrale e la sua crescente presenza determina problemi di diversa natura, di cui il più preoccupante è quello inerente la compromissione della tenuta delle arginature fuori terra dei canali di irrigazione e di scolo con conseguente rischio di allagamento delle zone adiacenti in occasione di ondate di piena, stante l'abitudine della specie di scavare cunicoli e camere ipogee anche di notevole estensione.
  Peraltro, si segnala che la nutria è considerata una specie selvatica invasiva e che la attuale normativa comunitaria, tuttora in fase di approvazione, indirizza – in via generale – i Paesi membri alla eradicazione di tutte le specie alloctone che rappresentino una minaccia per l'economia e la biodiversità dell'Europa.
  Pertanto, per il controllo di tale specie, il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, ha approvato la modifica dell'articolo 2, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n. 157, che prevede l'equiparazione della specie ai ratti, ai topi propriamente detti ed alle arvicole, ai quali non viene accordata alcuna forma di tutela.
  Tale innovazione comporta la mancata applicazione delle sanzioni amministrative o penali di cui agli articoli 30 e 31 della citata legge n. 157 del 1992, nei casi di abbattimento della specie da parte di cacciatori o di proprietari di fondi agricoli. Da ciò deriva la possibilità di attuare piani di controllo anche finalizzati all'eradicazione della specie.
  Alla luce della modifica normativa, appare allo stato necessario affrontare le varie problematiche relative, tra l'altro, allo smaltimento delle carcasse, per la quale si ritiene auspicabile l'emanazione di norme in materia di polizia veterinaria, anche alla luce delle Linee guida per la gestione della specie in parola emanate dall'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (ISPRA).
  Non di meno, in relazione alla delicatezza della materia trattata e alla coeva esistenza di contrapposte modalità di tutela, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestale, di concerto con le altre Amministrazioni interessate, non esclude la possibilità di attivare, fin da ora, una fase di monitoraggio e approfondimento.
  Detta attività sarà volta a promuovere l'adozione, nell'ambito di una produttiva dialettica parlamentare, di atti normativi, anche di carattere secondario, che si dovessero rendere necessari, al fine di affrontare le problematiche emerse a livello territoriale e dal confronto con gli enti locali preposti, tra cui il ristoro dei danni subiti, il ricordato smaltimento delle carcasse e la prevenzione di possibili rischi igienico sanitari per l'uomo, oltre che, eventualmente, di coordinare i piani di controllo ed eradicazione a livello locale.
  Con riferimento ai piani di controllo delle province cui si fa cenno nell'interrogazione, si segnala che tali piani non avevano prodotto nessun apprezzabile risultato in termini di controllo delle nutrie e, proprio sulla base di tale circostanza, si è resa necessaria la modifica legislativa approvata che ora dovrà essere coordinata dal punto di vista attuativo, al fine di elaborare nuove modalità di intervento atte a garantire un'efficace azione di controllo ed eradicazione della specie.
  Si fa peraltro presente che il ricorso a determinate metodologie di controllo ed eradicazione (ad esempio, con l'impiego di esche) delle nutrie potrebbe impattare sulla consistenza di altre popolazioni di animali selvatici e comportare rischi igienico-sanitari per l'uomo dovuti alla manipolazione della specie in cui viene riscontrata positività alla leptospirosi. Infine è da considerare la problematica relativa allo smaltimento delle carcasse.
  Trattasi, quindi, di una problematica con evidenti risvolti di carattere sanitario, per la cui gestione si svolgerà un apposito incontro tra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero della salute per condividere specifiche linee di intervento da inviare alle regioni.

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

revisione della legge

protezione della fauna

sospensione degli aiuti