ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/03616

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 296 del 23/09/2014
Firmatari
Primo firmatario: SOTTANELLI GIULIO CESARE
Gruppo: SCELTA CIVICA PER L'ITALIA
Data firma: 23/09/2014


Commissione assegnataria
Commissione: VI COMMISSIONE (FINANZE)
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE delegato in data 23/09/2014
Stato iter:
24/09/2014
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RINUNCIA ILLUSTRAZIONE 24/09/2014
Resoconto SOTTANELLI GIULIO CESARE SCELTA CIVICA PER L'ITALIA
 
RISPOSTA GOVERNO 24/09/2014
Resoconto CASERO LUIGI VICE MINISTRO - (ECONOMIA E FINANZE)
 
REPLICA 24/09/2014
Resoconto SOTTANELLI GIULIO CESARE SCELTA CIVICA PER L'ITALIA
 
DICHIARAZIONE GOVERNO 24/09/2014
Resoconto CASERO LUIGI VICE MINISTRO - (ECONOMIA E FINANZE)
Fasi iter:

DISCUSSIONE IL 24/09/2014

SVOLTO IL 24/09/2014

CONCLUSO IL 24/09/2014

Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-03616
presentato da
SOTTANELLI Giulio Cesare
testo di
Martedì 23 settembre 2014, seduta n. 296

   SOTTANELLI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
   il maltempo, con frequenti precipitazioni, allagamenti, mareggiate, vento forte e un consistente abbassamenti delle temperature, ha imperversato sulla maggior parte delle località turistiche delle coste italiane e su quasi tutte le località montane nel corso dei mesi estivi, in cui si è consolidata una situazione meteo più prossima a quella riscontrabile nel basso autunno, provocando ingenti danni economici e finanziari ai gestori di strutture balneari e di montagna e alle varie attività della filiera turistica (alberghi, campeggi, villaggi turistici, attività di ristorazione e altro);
   le avverse condizioni meteorologiche dei mesi scorsi hanno sconvolto la stagione turistica estiva, facendo registrare un notevole calo delle prenotazioni e delle presenze sia degli italiani sia degli stranieri soprattutto nelle località marine e montane, con conseguente riduzione degli introiti;
   secondo una stima effettuata dalla Coldiretti «l'estate pazza» è costata oltre un miliardo di euro alle attività turistiche e a quelle agricole, cambiando anche le abitudini stagionali degli italiani e confermando una stagione non solo deludente ma estremamente critica per tutto il comparto turistico ricettivo; le temperature più basse della media stagionale e soprattutto le abbondanti e frequenti precipitazioni (circa il 36 per cento in più rispetto alla media) hanno, da un lato, ritardato le partenze per le ferie, dall'altro inibito le partenze di un solo giorno o pochi giorni, lasciando le località turistiche vuote in periodi in cui solitamente si registrano pienoni; il maltempo ha tagliato le partenze per le vacanze e ridotto durata e budget di spesa lasciando più vuoti, nelle principali località turistiche, alberghi, ristoranti, ombrelloni e centri di divertimento; il 60 per cento degli italiani non ha trascorso neanche un giorno, di vacanza fuori casa, mentre per quelli che sono partiti si è verificata una riduzione del 25 per cento del budget familiare delle vacanze estive rispetto al 2008 con una spesa media per persona pari, secondo Coldiretti, a 665 euro;
   in base ad un'indagine condotta da Federalberghi, che ogni anno analizza la situazione di ostelli, alberghi, hotel, agriturismi e bed and breakfast sull'intero territorio nazionale, si registra nella stagione estiva l'ennesimo calo dei vacanzieri italiani (che riducono i giorni di permanenza e fanno vacanze al risparmio), mentre aumentano di poco gli stranieri: nello specifico, si evidenzia un saldo dei pernottamenti alberghieri pari allo 0 per cento da giugno ad agosto (rispetto allo stesso periodo del 2013), determinato dall'ennesimo calo della domanda italiana (-0,6 per cento) ed un lievissimo incremento di quella straniera (+0,6 per cento); inoltre, per la prima volta, i due mesi «clou» dell'anno per il turismo, luglio ed agosto, hanno rispettivamente chiuso in negativo con un -0,6 per cento ed un -0,2 per cento di presenze alberghiere; l'indagine registra partenze, nella maggior parte di breve durata, per 28 milioni di persone, pari al 47 per cento degli italiani, con prevalenza verso destinazioni estere, mentre quasi 30 milioni sono rimasti a casa principalmente per ragioni economiche; sulle scelte turistiche degli italiani e degli stranieri ha comunque influito notevolmente anche il maltempo a luglio ed agosto; sul versante dei volumi, alla contrazione dei prezzi si aggiungono le cancellazioni e le partenze anticipate per le condizioni meteorologiche avverse registrate sia nelle località marine sia in quelle montane, con un impatto sui fatturati delle imprese ricettive nel trimestre stimabile in un -5 per cento;
   in base ad una stima di Confesercenti, il maltempo ha determinato un crollo di fatturato del comparto turistico pari a 400 milioni di euro, con un calo di presenze di oltre il 30 per cento nelle aree balneari e di circa il 20 per cento nelle zone di montagna;
   le forti e continue precipitazioni e le temperature medie nettamente inferiori alla media stagionale sono state le principali cause del calo delle prenotazioni e degli incassi ridotti nei mesi estivi, ma l'instabilità meteorologica si è solo andata ad aggiungere alla stagnazione del settore turistico, iniziata da tempo con la crisi economica;
   le avverse condizioni climatiche che hanno caratterizzato l'estate del 2014 hanno avuto pesanti ripercussioni sull'attività turistica e hanno contribuito alla crisi del comparto, che sta assumendo dimensioni allarmanti, con un impatto preoccupante sulla tenuta del sistema imprenditoriale e dei livelli occupazionali;
   in un momento già difficile per la crisi economica nel nostro Paese, sarebbe opportuno aiutare e sostenere, anche attraverso interventi di natura fiscale e tributaria, le migliaia di piccole e medie aziende turistiche colpite dal maltempo dei mesi scorsi che, oltre al danno economico subito, rischiano di pagare contributi eccessivi e di non risultare coerenti per quanto concerne il sistema degli studi di settore –:
   quali iniziative di competenza intenda adottare in favore delle imprese del comparto turistico-ricettivo, anche attraverso interventi di attenuazione dell'imposizione fiscale e tributaria e di revisione degli studi di settore, per sostenere le strutture balneari e montane duramente colpite nei mesi scorsi da eventi meteorologici avversi che, sommati alle criticità strutturali e alla difficile fase di congiuntura economica in corso, hanno comportato la riduzione delle presenze dei vacanzieri e, di conseguenza, degli introiti economici per gli operatori. (5-03616)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 24 settembre 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione VI (Finanze)
5-03616

  In relazione al documento di sindacato ispettivo in esame, sentiti gli Uffici dell'Amministrazione finanziaria, si rappresenta quanto segue.
  Preliminarmente giova sottolineare il quadro normativo di riferimento.
  In caso di eventi calamitosi quali alluvioni o simili, l'articolo 5, comma-ter della legge 24 febbraio 1992, n. 225, dispone la sospensione di adempimenti e versamenti di natura tributaria nei casi in cui sia stato decretato lo stato di emergenza e limitatamente ai soggetti che abbiano subito danni riconducibili all'evento. Dette disposizioni, inoltre, stabiliscono limiti temporali alla durata della sospensione che non può superare i sei mesi e alla durata del periodo utile per la restituzione delle somme, che decorre dal mese successivo alla data di scadenza della sospensione e non può essere superiore a 24 rate mensili.
  Inoltre, l'articolo 9, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei contribuenti) prevede la facoltà per il Ministro dell'economia e delle finanze, con proprio decreto, di «sospendere o differire il termine per l'adempimento degli obblighi tributari a favore dei contribuenti interessati da eventi eccezionali ed imprevedibili».
  Tuttavia, appare utile evidenziare che, gli aiuti destinati ai soggetti che svolgono attività economiche sono soggetti alla normativa dell'Unione europea sugli aiuti di Stati di cui all'articolo 107, del trattato 25 marzo 1957, sul funzionamento dell'Unione europea (ex articolo 87 del TCE).
  Il paragrafo 2 di detto articolo prevede possibili deroghe de iure tra le quali alla lettera b) «gli aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali».
  La Commissione europea con decisione n. 3893 del 20 ottobre 2004 relativa al regime di aiuti cui l'Italia ha dato esecuzione a favore delle imprese che hanno realizzato investimenti nei comuni colpiti da eventi calamitosi nel 2002, ha chiarito, con una considerazione potenzialmente riferibile ad ogni aiuto concesso a fronte di calamità naturali (eruzioni vulcaniche, terremoti, inondazioni e frane), che tali aiuti possono essere concessi solo nella misura in cui non superino il valore netto dei danni effettivamente subiti da ciascuno dei beneficiari, tenuto conto anche degli importi ricevuti a titolo di assicurazione o in forza di altri provvedimenti.
  Con la legge 24 dicembre 2012, n. 234, recante norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, inoltre, sono stati disciplinati all'articolo 47 gli aiuti pubblici per le calamità naturali, anche sotto forma di agevolazione fiscale, e in tale contesto sono stati stabiliti i criteri, conformi alla disciplina comunitaria sopra richiamata, per usufruire di tali agevolazioni. Il medesimo articolo 47, comma 2, prevede che le modalità di attuazione delle predette disposizioni per la concessione di aiuti pubblici, sono disciplinate con decreto del Presidente della Repubblica, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera a), della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro per gli affari europei, di concerto con il Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport e con il Ministro dell'economia e delle finanze.
  Ciò premesso, l'Agenzia delle entrate evidenzia che è in corso la fase di approfondimento e confronto con le organizzazioni di categoria interessate relativa all'evoluzione dello studio di settore VG60U, allo stato operata sulla base dei dichiarativi relativi al 2012, applicabile agli stabilimenti balneari a partire dall'annualità d'imposta 2014.
  In merito, si fa presente che si stanno effettuando, con il supporto della So.se S.p.A., le opportune analisi finalizzate ad introdurre eventualmente, sulla base dei dati e delle informazioni reperite, appositi interventi correttivi applicabili agli studi di settore relativi alle attività turistico ricreative, compresi quindi anche gli stabilimenti balneari, già per il periodo d'imposta 2014.
  Infine, è opportuno sottolineare che l'adozione delle misure auspicate dall'Onorevole interrogante è suscettibile di recare minori entrate per le quali dovranno essere individuati idonei mezzi di copertura, fermi restando i profili di compatibilità con la normativa comunitaria relativa agli aiuti di Stato sopraesposti.

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

conseguenza economica

ferie

condizioni atmosferiche