Legislatura: 17Seduta di annuncio: 248 del 18/06/2014
Primo firmatario: TIDEI MARIETTA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 18/06/2014
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
- MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
- MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO delegato in data 18/06/2014
Partecipanti allo svolgimento/discussione RISPOSTA GOVERNO 01/10/2014 Resoconto DE VINCENTI CLAUDIO VICE MINISTRO - (SVILUPPO ECONOMICO) REPLICA 01/10/2014 Resoconto TIDEI MARIETTA PARTITO DEMOCRATICO
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 18/06/2014
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 23/07/2014
DISCUSSIONE IL 01/10/2014
SVOLTO IL 01/10/2014
CONCLUSO IL 01/10/2014
TIDEI. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
Tirreno Power, società operante nel settore energetico, è una società per azioni attualmente partecipata al 50 per cento da Gdf Suez e per il restante 50 per cento da una «scatola» le cui quote sono detenute prevalentemente da Sorgenia e in misura molto minore, ma pari, da Iren e da Hera;
in data 6 giugno 2014 è stato firmato dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare il decreto ministeriale n. 157 relativo alla sospensione temporanea dell'esercizio delle sezioni VL3 VL4 della centrale termoelettrica della società Tirreno Power s.p.a. ubicata nei comuni di Vado Ligure e Quiliano, nella provincia di Savona. Nel decreto ministeriale si evince che la sospensione temporanea dell'autorizzazione integrata ambientale è dovuta al mancato rispetto di avvio dei lavori di realizzazione della nuova sezione VL6, la cui realizzazione avrebbe, in ossequio al programma previsto dall'autorizzazione integrata ambientale del dicembre 2012, comportato la continuazione del funzionamento della sezione VL4, previa riqualificazione, e la definitiva dismissione della sezione VL3;
precedentemente, in data 14 maggio 2014, la società Tirreno Power ha presentato al giudice per le indagini preliminari istanza di dissequestro dell'impianto;
la suddetta sospensione dell'autorizzazione integrata ambientale pone in prospettiva ulteriori gravissimi problemi occupazionali già sul tappeto. A seguito di tale sospensione, la società Tirreno Power proprio nei recenti giorni, ha ufficialmente inviato alle rappresentanze sindacali aziendali la comunicazione di licenziamento collettivo che interessa 315 lavoratori, secondo quanto previsto dalla legge 23 luglio 1991, n. 223 ai sensi dell'articolo 4, commi 2 e 3, con un taglio dell'organico che dalle 508 unità attuali, in forza a tutta la società, porterebbe il numero dei dipendenti a 193, con una riduzione di oltre il 60 per cento dell'organico complessivo;
relativamente al sito produttivo di Napoli Levante la riduzione occupazionale, riguarderebbe circa il 60 per cento del complesso della forza lavoro. Ciò andrebbe ad aggravare non solo sui livelli occupazionali, critici particolarmente nelle regioni meridionali, ma rischierebbe di compromettere il futuro di un'azienda che è fondamentale per la regolazione del sistema elettrico in Campania e nel Mezzogiorno;
per quanto attiene alla centrale di Torrevaldaliga Sud, che si compone di due unità a ciclo combinato alimentate a gas naturale per una potenza complessiva pari a circa 1.200 megawatt, essa occupa 94 dipendenti legati alla produzione più il nucleo della direzione Energy Management (18 unità) più le funzioni di staff di centrale (18 unità) che portano il totale del personale che opera presso il sito di Civitavecchia a 130 unità. Tale sito produttivo, attiguo alla centrale a carbone Enel, risente della riconversione a ciclo combinato avviata nel 2003 e predeterminata con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 agosto 1999 (cosiddetto decreto D'Alema) che successivamente al decreto legislativo n. 79 del 1999 (cosiddetto decreto Bersani) ha definito specificamente quale dovesse essere il mix produttivo prospettico di ciascuna delle tre Gen.co. che avrebbero ereditato i circa 15.000 MWh ceduti da Enel nell'ottica della liberalizzazione del mercato elettrico nazionale;
quando si realizzò il passaggio del personale tra Enel ed Interpower (divenuta poi Tirreno Power), avvenuto senza la facoltà di scelta, Enel stessa riversò nella nuova nata tutto il personale in esubero della più grande centrale di Torrevaldaliga Nord (oggi appunto riconvertita a carbone) non considerando, tra l'altro, l'imminente obsolescenza del 4 gruppo ad olio combustibile di Torrevaldaliga Sud, la cui sezione produttiva, difatti, nel 2011 è stata definitivamente fermata con prescrizione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare rendendo oggi disponibili, in aggiunta agli spazi degli ex serbatoi, aree pregiate a ridosso del porto e della centrale Enel «concorrente»;
è indubbia l'importanza che la società Tirreno Power s.p.a. rappresenta nel panorama italiano della produzione di energia elettrica, con diciassette centrali idroelettriche e tre centrali termoelettriche e con una dimensione occupazionale di assoluto rilievo, con i suoi oltre 500 occupati. È importante rilevare che soltanto nel 2009 la stessa ha assunto, a tempo indeterminato, giovani dipendenti nelle sedi di Civitavecchia e Vado Ligure;
i rilievi di natura occupazionale, come è evidente, si amplificherebbero notevolmente se si considerano i negativi effetti che un tale ridimensionamento produttivo e impiegatizio avrebbero sull'intero indotto e sulle popolazioni che già hanno pagato un contributo rilevante in termini ambientali;
a seguito della riconversione del sito Enel di Torrevaldaliga nord approvata dal consiglio comunale di Civitavecchia nel 2003, fu approvato nella apposita convenzione tra Enel, comune e Governo, la clausola di salvaguardia (punto 6.6) che prevede il riassorbimento di eventuali esuberi dalla centrale di Torrevaldaliga sud (di proprietà Tirreno Power) in Enel. Gli esuberi previsti per Civitavecchia risultano dal documento sopra citato essere 80 sui 130 dipendenti attuali –:
se non ritenga opportuno aprire con urgenza un tavolo di confronto con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, rappresentanti istituzionali nazionali e locali, della società di cui in premessa, così come di Enel, nonché di rappresentanti dei lavoratori, al fine di addivenire ad una soluzione che tenga insieme la salvaguardia della produzione di energia elettrica, a garanzia di un'adeguata offerta energetica necessaria per la ripresa economica, e la tutela dei livelli occupazionali resasi ancora più urgente a seguito dei drammatici dati sull'occupazione resi noti recentemente dall'Istat nel suo ultimo rapporto annuale del 2014. (5-03022)
SIGLA O DENOMINAZIONE:ENTE NAZIONALE ENERGIA ELETTRICA ( ENEL )
EUROVOC :soppressione di posti di lavoro
industria elettrica
produzione d'energia
stazione energetica
liberalizzazione del mercato