ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/02634

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 211 del 14/04/2014
Firmatari
Primo firmatario: DELL'ORCO MICHELE
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 14/04/2014
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
BIANCHI NICOLA MOVIMENTO 5 STELLE 14/04/2014
LIUZZI MIRELLA MOVIMENTO 5 STELLE 14/04/2014
DE LORENZIS DIEGO MOVIMENTO 5 STELLE 14/04/2014
ROMANO PAOLO NICOLO' MOVIMENTO 5 STELLE 14/04/2014
SPESSOTTO ARIANNA MOVIMENTO 5 STELLE 14/04/2014
IANNUZZI CRISTIAN MOVIMENTO 5 STELLE 14/04/2014
GAGNARLI CHIARA MOVIMENTO 5 STELLE 14/04/2014


Commissione assegnataria
Commissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI)
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 14/04/2014
Stato iter:
15/04/2014
Partecipanti allo svolgimento/discussione
ILLUSTRAZIONE 15/04/2014
Resoconto DELL'ORCO MICHELE MOVIMENTO 5 STELLE
 
RISPOSTA GOVERNO 15/04/2014
Resoconto DEL BASSO DE CARO UMBERTO SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (INFRASTRUTTURE E TRASPORTI)
 
REPLICA 15/04/2014
Resoconto DELL'ORCO MICHELE MOVIMENTO 5 STELLE
Fasi iter:

DISCUSSIONE IL 15/04/2014

SVOLTO IL 15/04/2014

CONCLUSO IL 15/04/2014

Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-02634
presentato da
DELL'ORCO Michele
testo di
Lunedì 14 aprile 2014, seduta n. 211

   DELL'ORCO, NICOLA BIANCHI, LIUZZI, DE LORENZIS, PAOLO NICOLÒ ROMANO, SPESSOTTO, CRISTIAN IANNUZZI e GAGNARLI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
   si apprende dalla stampa la volontà di Trenitalia di sopprimere dieci treni intercity a partire da mese di giugno 2014, previo confronto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Si tratterebbe di coppie di collegamenti che percorrono la linea dorsale tra Roma e Firenze che servono varie destinazioni (da Milano, Trieste-Venezia sino a Roma-Napoli-Salerno) e che svolgono spesso, per buona parte, un servizio di cabotaggio, utile ai flussi pendolari. Secondo il gestore sarebbero tutte tratte a mercato per le quali la società avrebbe registrato nel 2013 perdite per quasi 30 milioni di euro;
   i treni intercity garantiscono nel nostro Paese l'applicazione concreta del diritto alla mobilità in quanto sono di fatto un'alternativa economica all'Alta velocità sulle lunghe percorrenze di carattere interregionale e, grazie all'interazione con il trasporto su ferro regionale, sono appunto utilizzati anche dai cittadini costretti ad affrontare quotidianamente spostamenti per motivi di lavoro, studio o salute. La doppia valenza di mobilità nazionale e regionale degli intercity è ben nota al Governo e anche al gestore tanto che sul sito internet di Trenitalia si legge: «I treni intercity collegano circa 200 città grandi e medie, dal Nord al Sud: da Torino/Milano/Ventimiglia verso Roma/Napoli/Salerno, da Milano verso la Liguria e la Toscana 7 da Bologna verso la Puglia, da Roma verso Ancona/Perugia/Reggio Calabria/Taranto contribuendo a realizzare un efficiente sistema di interscambio con i treni del trasporto locale e con quelli ad Alta Velocità»;
   la soppressione di tale tratte avrebbe un effetto devastante anche sul trasporto regionale tanto che i presidenti delle regioni interessate (Toscana, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria, Umbria e Campania) hanno già inviato in data 24 ottobre 2013 una lettera al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri competenti per chiedere il mantenimento del servizio in parola;
   il contratto di servizio stipulato tra il Ministero dei trasporti e Trenitalia spa ha per oggetto il servizio universale e si occupa proprio di treni di media-lunga percorrenza che non risultano sostenibili a mercato ma che sono fondamentali per assicurare il diritto alla mobilità. In sede di risposta ad interpellanza urgente n. 2-00276 il Governo avrebbe dichiarato con abile giro di parole che gli intercity compresi nel contratto di servizio garantiscono il diritto alla mobilità sulle tratte nazionali e che solo incidentalmente svolgono una funzione anche per il trasporto pubblico locale e che, pertanto, anche in considerazione della mancanza di ulteriori risorse e per mantenere in equilibrio economico-finanziario del contratto di servizio, il problema dei pendolari andrà risolto in ambito di trasporto pubblico regionale;
   il servizio ferroviario regionale ha però subito negli ultimi anni progressivi tagli di finanziamento e un progressivo innalzamento delle tariffe, senza, tra l'altro, un corrispettivo miglioramento della qualità del servizio che continua a risultare pessima sotto l'aspetto dei ritardi, della pulizia e della manutenzione del parco rotabile. Dall'ultimo rapporto di Legambiente, Pendolaria, si evince che fin dal 2009 mentre i passeggeri aumentavano del 17 per cento, le risorse statali per il trasporto regionale si sono ridotte del 25 per cento, pertanto caricare un ulteriore problema sull'ambito regionale sembra assolutamente impossibile;
   in un articolo de Il Fatto quotidiano del 31 marzo 2014, a firma di Stefano Campolo e Daniele Martini, si solleva il sospetto che i soldi stanziati dallo Stato dal 2009 ad oggi, per un valore complessivo di 739 milioni di euro, destinati all'acquisto e al rinnovo del materiale rotabile regionale, siano stati piuttosto destinati a coprire l'aumento dei costi relativi al servizio dei treni regionali dovuto all'introduzione da parte di Trenitalia, del contratto di servizio cosiddetto «a catalogo»;
   il sospetto di cui sopra risulta essere confermato anche da quanto affermato nel rapporto di monitoraggio sul contratto di servizio per il trasporto pubblico ferroviario regionale redatto, nell'agosto 2013, dall'Osservatorio della spesa e delle politiche pubbliche della regione Veneto. Secondo quanto contenuto nel documento, «una delle conseguenze maggiormente rilevanti dell'introduzione del nuovo metodo di calcolo è stato il considerevole aumento – stimabile intorno al 30 per cento – del corrispettivo dovuto dalla regione a Trenitalia»;
   nel rapporto di cui sopra viene inoltre sostenuto come: «le regioni italiane siano state sostanzialmente costrette ad accettare il contratto a catalogo in quanto, col decreto-legge n. 185 del 2008, lo Stato subordinò proprio alla sottoscrizione di tale contratto l'erogazione di indispensabili risorse aggiuntive per il trasporto regionale ferroviario»;
   pochi giorni fa il Sottosegretario Girlanda, rispondendo ad una interpellanza urgente, ha ribadito la volontà di «mantenere le condizioni di equilibrio economico-finanziario del contratto di servizio» affermando quindi il non interesse da parte del governo di inserire le 6 coppie di collegamenti a rischio soppressione e di cui in parola nel perimetro dei servizi contribuiti, ovvero tra i collegamenti ricompresi nel servizio universale;
   sempre in tale occasione, si è appreso che il Ministero ha avviato un tavolo di confronto con le singole regioni interessate e Trenitalia al fine di approfondire, dal punto di vista tecnico, le possibili ipotesi di mantenimento dei servizi, ovvero di ottimizzazione degli stessi, in relazione alle possibili integrazioni con i servizi a committenza regionale già esistenti, come anche con quelli in autonomia commerciale svolti da Trenitalia –:
   se il Ministro interrogato non ritenga opportuno intervenire, al fine di evitare il verificarsi di riduzioni di servizio anche a danno dei pendolari, attraverso strumenti più incisivi rispetto al tavolo di confronto citato in premessa, ovvero adoperando una revisione dell'assetto normativo che attualmente obbliga le regioni a sottoscrivere contratti di servizio rispondenti ai criteri di cui nel cosiddetto catalogo dei servizi. (5-02634)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 15 aprile 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione IX (Trasporti)
5-02634

  Gli Onorevoli Interroganti portano all'attenzione la delicata e nota questione del trasporto ferroviario interregionale e nazionale evidenziando, in particolare, il timore di una soppressione di dieci treni interregionali Intercity dal prossimo giugno 2014.
  Come si è avuto più volte modo di precisare, i servizi ferroviari passeggeri di media/lunga percorrenza si dividono in servizi «a mercato» e «servizio universale».
  I servizi «a mercato», non essendo oggetto di alcun corrispettivo pubblico, sono effettuati a rischio di impresa e si sostengono esclusivamente con i ricavi da traffico: le dimensioni e le caratteristiche dell'offerta, quindi, sono determinate da valutazioni puramente commerciali; rientrano tra i servizi a mercato le «Frecce» di Trenitalia, nonché i treni internazionali e una quota di treni Intercity.
  La relativa programmazione, pertanto, è effettuata direttamente da Trenitalia, la quale, per i servizi offerti con la predetta quota di treni Intercity, ha lamentato un rapporto costi/ricavi fortemente negativo, pari a poco meno di trenta milioni di euro l'anno.
  La maggior parte dei treni Intercity, tuttavia, rientrano nel «servizio universale», comprendente quei treni di media/lunga percorrenza che, per poter essere effettuati, necessitano di un corrispettivo, definito nell'ambito di un Contratto di Servizio, in quanto presentano un conto economico negativo. Pertanto è lo Stato che copre la differenza tra i ricavi da traffico previsti ed i costi ammessi a remunerazione.
  Quanto alla quota di Intercity effettuati a mercato, Trenitalia riferisce che percorrono principalmente la linea dorsale tra Roma e Firenze e servono varie destinazioni, da Milano, Trieste/Venezia sino a Roma/Napoli/Salerno; questi sono collegamenti che svolgono spesso, per buona parte, un servizio di cabotaggio, servendo flussi pendolari che li utilizzano per tratte limitate, sostanzialmente paragonabile a quello del trasporto ferroviario locale gestito dalle Regioni.
  Questi treni presentano, accennavo poc'anzi, un rapporto costi/ricavi fortemente negativo, con perdite rilevanti e, considerata l'insostenibilità di tale situazione, Trenitalia ha comunicato al MIT la sua intenzione di sospenderne l'effettuazione in regime di mercato, evidenziando allo stesso Ministero l'opportunità di inserirli nell'ambito del Contratto di Servizio in essere sostenendone l'onere, analogamente a quanto avviene per gli altri IC aventi le medesime caratteristiche.
  Sulla paventata possibilità di non effettuare più il servizio relativo ai restanti IC, non compresi nel Contratto di Servizio con lo Stato, si è già avuto modo di riferire in Aula Camera la scorsa settimana, nell'ambito della discussione di una interpellanza urgente sull'argomento, che il MIT ha avviato un tavolo tecnico, sia con le Regioni interessate che con Trenitalia, con lo scopo di valutare le soluzioni ottimali atte a scongiurare la soppressione degli Intercity a mercato.
  Pertanto, i competenti uffici del MIT hanno chiesto a Trenitalia ogni utile elemento per valutare i maggiori costi sottesi al contratto, qualora tali collegamenti venissero riconosciuti come servizi di utilità sociale al pari di quelli che, nelle stesse direttrici, sono già sovvenzionati.
  Inoltre, proprio nella considerazione che i servizi di cui trattasi hanno un impatto notevole sull'utenza pendolare e che la loro improvvisa soppressione arrecherebbe disagi alle singole Regioni interessate, che nella loro programmazione hanno tenuto conto dell'esistenza di tali collegamenti, è stata acquisita la disponibilità e l'impegno da parte di Trenitalia, come è noto agli Onorevoli Interroganti, a mantenere i suddetti intercity a mercato almeno fino al mese di giugno, cioè fino al nuovo orario estivo.
  In conclusione, fermo restando che la programmazione e la gestione dei servizi regionali, che assicurano principalmente la mobilità della clientela pendolare, compete, secondo la normativa vigente (decreto legislativo n. 422 del 1997), alle singole Regioni, i cui rapporti con Trenitalia sono regolati da specifici Contratti di Servizio, nell'ambito dei quali vengono definiti, fra l'altro, il volume e le caratteristiche dei servizi da effettuare sulla base delle risorse economiche rese disponibili dalle Regioni stesse, assicuro che il MIT, ben consapevole dei disagi dell'utenza pendolare, nell'ambito del suddetto tavolo tecnico valuterà ogni iniziativa idonea anche a vantaggio di detta utenza.
  Per quanto concerne la questione posta in merito a una eventuale revisione dell'assetto normativo, che attualmente prevede – per le sole Regioni titolari di Contratto di servizio pubblico in ambito ferroviario – la sottoscrizione di contratti di servizio «a catalogo», informo che l'Autorità di regolazione dei trasporti di cui all'articolo 37 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 ha disposto, con delibera n. 6 del 16 gennaio 2014, l'avvio di una indagine conoscitiva sui servizi di trasporto passeggeri, con particolare riferimento ai servizi di trasporto pubblico locale e a quelli diretti ad assicurare la continuità territoriale, ciò al fine di identificare le azioni prioritarie da intraprendere con riguardo alle condizioni economiche, alla qualità dei servizi, nonché ai diritti degli utenti, ivi compresa la definizione degli ambiti di servizio pubblico, delle modalità e degli schemi dei bandi di gara per l'affidamento dei servizi di trasporto.

Classificazione EUROVOC:
SIGLA O DENOMINAZIONE:

TRENITALIA

EUROVOC :

trasporto ferroviario

veicolo su rotaie

rete ferroviaria

organizzazione dei trasporti