Legislatura: 17Seduta di annuncio: 189 del 13/03/2014
Primo firmatario: MONGIELLO COLOMBA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 13/03/2014
Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma DI GIOIA LELLO MISTO-PARTITO SOCIALISTA ITALIANO (PSI) - LIBERALI PER L'ITALIA (PLI) 13/03/2014 GHIZZONI MANUELA PARTITO DEMOCRATICO 19/06/2014
Commissione: VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE)
Ministero destinatario:
- MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI E DEL TURISMO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI E DEL TURISMO delegato in data 13/03/2014
Partecipanti allo svolgimento/discussione RISPOSTA GOVERNO 19/06/2014 Resoconto BORLETTI DELL'ACQUA ILARIA CARLA ANNA SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (BENI, ATTIVITA' CULTURALI E TURISMO)
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 13/03/2014
APPOSIZIONE NUOVE FIRME IL 19/06/2014
DISCUSSIONE IL 19/06/2014
SVOLTO IL 19/06/2014
CONCLUSO IL 19/06/2014
MONGIELLO, DI GIOIA, GHIZZONI. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:
già nel luglio del 2009, la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo, aveva trasmesso una propria lettera al Ministro per i beni e le attività culturali pro tempore, con cui si chiedeva un intervento del Ministero stesso per fare fronte allo stato di totale abbandono in cui versava il Ponte Romano oraziano sito nell'agro di Sant'Agata di Puglia il cui estremo grado di disfacimento e di precarietà aveva fatto nascere una campagna di sensibilizzazione da parte dell'associazione Santagatesi nel Mondo (che cura i rapporti tra i cittadini pugliesi emigrati e la loro terra di origine), affinché l'opera fosse recuperata, ristrutturata e conservata;
l'iniziativa dell'Associazione Santagatesi nel Mondo a favore della messa in sicurezza e del recupero dell'antico ponte oraziano è continuata negli anni ed oggi si mostra con maggiore evidenza con una specifica lettera aperta che cerca di richiamare l'attenzione delle istituzioni competenti sulla incresciosa vicenda dell'abbandono dell'importante opera storico-monumentale;
nella lettera in oggetto si illustrano i maggiori contesti storici, la grandiosità architettonica ed i fasti epico-culturali del ponte romano e del territorio in cui è stato realizzato;
il ponte in oggetto risale al I secolo avanti Cristo, in età repubblicana, e per secoli ha rappresentato un'importante opera viaria, di analoga strategicità delle autostrade di oggi;
il ponte Romano di Palino insiste in un ambito territoriale posto ai confini tra Puglia, Campania e Basilicata tra Sant'Agata di Puglia, Candela e Rocchetta Sant'Antonio ed è noto anche come «Ponte Oraziano» perché Quinto Orazio Fiacco lo percorreva regolarmente per tornare alla natia Venosa e lo citava persino nella quinta Satira;
oggi il ponte si mostra quasi come un rudere in balia dell'abbandono mentre potrebbe rappresentare non solo un bene architettonico utile ad arricchire il patrimonio culturale di questa zona, ma anche un richiamo formidabile per avvicinare visitatori e turisti e così accrescere l'economia locale;
due millenni fa, quando Sant'Agata di Puglia era ancora chiamata Castrum Artemisium, in cui l'intera zona era centro nevralgico di una vasta viabilità romana che ruotava proprio intorno al ponte, l'infrastruttura serviva per attraversare il fiume Calaggio, oggi privo di risorsa idrica;
il ponte è stato costruito in mattoni e pietra con tre archi e fu edificato per collegare Aeclanum (l'attuale Mirabella Eclano) con Herdonia (ora Ordona) quando si costruì la strada Aurelia Aeclanensis, che congiungeva la via Appia con la via Traiana, il Tirreno e l'Adriatico;
il luogo in cui sorge, in agro di Sant'Agata, costituisce da millenni un itinerario strategico che mette in comunicazione l'Irpinia, la Lucania e la Daunia. La rilevanza delle infrastrutture di epoca romana testimonia l'importanza innegabile della zona dal punto di vista architettonico, storico e culturale;
l'importanza culturale del territorio in questione è altresì testimoniata dall'essere un elemento della terra della Via Francigena del Sud, che collega i santuari dedicati al culto di San Michele dalla Francia fino a Monte Sant'Angelo. Trattasi di strade materiali e immateriali che per lungo tempo hanno reso ricca la terra della Capitanata, costituendo un passaggio obbligato e un ponte culturale tra l'Europa e il Mediterraneo;
la linea architettonica del ponte, semplice e robusta, è stata teatro di viaggi storicamente significativi come quello di Pirro, che proprio ad Ausculum vinse la famosa battaglia contro i Romani;
da circa dieci anni, da quando anche il fiume Calaggio ha deviato il suo letto, a causa dei danni del tempo, come una frana del 2005, e soprattutto della memoria, il ponte si è ridotto in labili macerie, con rischio di crollo tra l'indifferenza generale –:
se sia a conoscenza dello stato di abbandono e di degrado in cui versa il ponte romano di Palino di cui in premessa;
quali interventi urgenti intenda adottare per mettere in sicurezza e ridare splendore al ponte romano di Palino di Sant'Agata di Puglia e renderlo così un'opportunità di sviluppo culturale del territorio nonché un vero collegamento tra il passato e il presente del Subappennino dauno. (5-02367)
Mi riferisco all'interrogazione con la quale l'onorevole Mongiello chiede notizie in merito al Ponte romano di Sant'Agata di Puglia.
Vorrei riferire, a tale proposito, che, il Ponte sito in località Palino, in territorio di Sant'Agata di Puglia, lungo la strada che collega quest'ultima a Candela è di proprietà comunale.
La struttura, realizzata in pietra con fodera in laterizio, è databile alla prima età imperiale romana ma ha subito consistenti rifacimenti in epoca medievale, periodo al quale va sostanzialmente ascritto l'attuale assetto del monumento.
Eventi franosi, verificatisi a seguito di intense precipitazioni nella primavera del 2005, hanno determinato i primi ingenti danni alla struttura con il crollo di una parte del rivestimento in laterizio e lo smottamento di materiali del riempimento interno.
In quell'occasione, il comune di S. Agata di Puglia realizzò opere di puntellamento in legno a sostegno di una delle arcate. Intervento, tuttavia, di scarsa rilevanza in relazione all'effettivo stato di degrado dell'intera struttura.
Al fine di realizzare interventi di restauro funzionali alla conservazione e alla valorizzazione del manufatto, la Soprintendenza per i beni archeologici, quella per i beni architettonici e paesaggistici di Bari a cui a pari titolo compete la tutela del monumento per le componenti medioevali del Ponte e il comune di Sant'Agata hanno richiesto, con esito purtroppo negativo, l'ammissione del progetto di recupero del ponte ad un finanziamento pari ad euro 619.748,27 nell'ambito del POR Puglia 2000/2006.
Successivamente, a più riprese, negli anni 2009-2011, gli organi periferici del Ministero, presenti sul territorio pugliese, hanno tentato congiuntamente di reperire, nell'ambito delle note, scarse disponibilità di bilancio le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione di un progetto di verifica statica e diagnostica del degrado e ripristino delle cortine laterizie e delle parti crollate del nucleo lapideo.
Va sottolineato che, in considerazione dell'effettivo precario stato di conservazione del monumento, è comunque ferma intenzione della Direzione regionale e delle Soprintendenze di settore sostenere, nell'ambito delle proprie competenze, un progetto di recupero e valorizzazione del Ponte da realizzarsi attraverso i fondi disponibili nell'ambito dell'agenda europea 2014-2020, di cui si sta avviando la programmazione, ed ai quali, tuttavia, data la condizione giuridica del bene, potrà attingere esclusivamente l'amministrazione comunale.
A tal proposito vorrei evidenziare, come già accaduto in passato, la piena disponibilità degli uffici del Ministero a condividere con il comune di Sant'Agata le attività di progettazione necessarie alla salvaguardia del Ponte.
GEO-POLITICO:SANT'AGATA DI PUGLIA,FOGGIA - Prov,PUGLIA
EUROVOC :lavori pubblici
corso d'acqua
patrimonio culturale