ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02090

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 169 del 07/02/2014
Firmatari
Primo firmatario: MURER DELIA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/02/2014


Commissione assegnataria
Commissione: XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI)
Destinatari
Ministero destinatario:
  • PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  • MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Ministero/i delegato/i a rispondere e data delega
Delegato a rispondere Data delega
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 07/02/2014
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 07/02/2014
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI 14/02/2014
Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 28/05/2014
Stato iter:
18/06/2014
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO 18/06/2014
Resoconto SCALFAROTTO IVAN SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO - (PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI)
 
REPLICA 18/06/2014
Resoconto MURER DELIA PARTITO DEMOCRATICO
Fasi iter:

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 07/02/2014

MODIFICATO PER MINISTRO DELEGATO IL 14/02/2014

MODIFICATO PER MINISTRO DELEGATO IL 28/05/2014

DISCUSSIONE IL 18/06/2014

SVOLTO IL 18/06/2014

CONCLUSO IL 18/06/2014

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-02090
presentato da
MURER Delia
testo di
Venerdì 7 febbraio 2014, seduta n. 169

   MURER. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
   l'11 ottobre 2013 il Senato della Repubblica ha approvato, in via definitiva, la legge 15 ottobre 2013, n. 119 di conversione del decreto 14 agosto 2013, n. 93, approvato due giorni prima anche alla Camera dei deputati, recante nuove «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere;
   la nuova normativa, sulla base delle indicazioni provenienti dalla convenzione del Consiglio d'Europa, fatta ad Istanbul l'11 maggio 2011, concernente la lotta contro la violenza sulle donne mira a rendere più incisivi gli strumenti del contrasto dei fenomeni di maltrattamenti, violenza e di atti persecutori;
   con la legge si è provveduto a varare un percorso per un nuovo piano straordinario di protezione delle vittime di violenza sessuale e di genere che prevede azioni di intervento multidisciplinari, a carattere trasversale, per prevenire il fenomeno, potenziare i centri antiviolenza e i servizi di assistenza, formare gli operatori;
   con la legge sono state stanziate risorse (10 milioni di euro per il 2013, sette per il 2014 e dieci a partire dal 2015) per centri anti-violenza e case-rifugio, al fine di sostenerne l'azione che viene ritenuta fondamentale per una politica efficace contro femminicidio e violenza;
   la legge prevede anche lo stanziamento di 10 milioni di euro per un piano anti-violenza elaborato dal dipartimento per le pari opportunità, che avrà come obiettivo l'informazione e la prevenzione della violenza contro le donne, la promozione dell'uguaglianza di genere nelle scuole, la sensibilizzazione della stampa su come trattare l'argomento, la formazione di operatori in grado di aiutare le persone che hanno subito stalking e maltrattamento e il recupero degli autori delle violenze –:
   a che punto sia la procedura di ripartizione dei fondi per centri antiviolenza e case rifugio, e se esista un piano che fissi fin da ora quantità, caratteristiche, localizzazioni degli interventi previsti dalla normativa stessa, di cui al finanziamenti indicati nel decreto-legge;
   in che tempi e con quali modalità il Governo intenda pervenire all'adozione del piano nazionale antiviolenza previsto dalla normativa di cui in premessa. (5-02090)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 18 giugno 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione XII (Affari sociali)
5-02090

  In riferimento a quanto richiesto dall'Onorevole Interrogante con l'interrogazione indicata in oggetto, si rappresenta che il Governo ha già risposto a varie interpellanze (da ultimo a quella dell'onorevole Pannarale) indicando i termini entro i quali il Governo medesimo avrebbe provveduto.
  Al riguardo si forniscono i seguenti elementi informativi completi di ulteriori aggiornamenti.
  In linea con quanto stabilito dalla «Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica» (cosiddetta Convenzione di Istanbul), ratificata dall'Italia con la legge 27 giugno 2013, n. 77, il Governo ha adottato il 14 agosto 2013 il decreto-legge n. 93, convertito in legge 15 ottobre 2013 n. 119, recante «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province».
  La suddetta Convenzione di Istanbul entrerà in vigore il 1o agosto 2014, essendo avvenuta la ratifica da parte del decimo Stato membro. Al riguardo, si evidenzia che l'Italia è stata uno dei primi Stati a ratificarla, facendosi promotrice in numerose sedi internazionali di azioni di sensibilizzazione per la ratifica da parte degli altri Paesi.
  Il citato decreto-legge n. 93 del 2013, prevede all'articolo 5 l'adozione da parte del Ministro delegato alle pari opportunità, previa intesa in sede di Conferenza Unificata, di un «Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere», che deve essere elaborato con il contributo delle Amministrazioni interessate, delle associazioni di donne impegnate nella lotta contro la violenza e dei centri antiviolenza – in sinergia con la nuova programmazione dell'Unione europea per il periodo 2014-2020.
  Tenuto conto della complessità degli interventi da porre in essere per l'adozione del suddetto Piano, il compito di elaborarlo è stato affidato ad una task force interistituzionale (costituita il 22 luglio 2013) che riunisce tutti i Ministeri interessati (Pari opportunità, Giustizia, Interno, Salute, Istruzione, Esteri, Difesa, Economia e Finanze, Lavoro, Sviluppo Economico) e i rappresentanti della Autonomie territoriali e del mondo dell'associazionismo, coordinata dal Dipartimento per le pari opportunità.
  Al fine di giungere in tempi rapidi all'elaborazione del Piano, i lavori della suddetta task force sono stati organizzati costituendo sette sottogruppi tematici di lavoro, ai quali partecipano i rappresentanti delle amministrazioni statali, delle associazioni, delle regioni e degli enti locali, denominati «Codice Rosa»; «Comunicazione»; «Valutazione del rischio»; «Formazione»; «Educazione», «Reinserimento vittime» e «Raccolta Dati».
  Ciascun sottogruppo, affidato all'Amministrazione statale competente per materia, partecipante alla suddetta task force, sta ultimando l'elaborazione delle diverse proposte di intervento finalizzate:
   al sostegno delle vittime di violenza mediante il loro reinserimento sociale e lavorativo e al recupero dei soggetti responsabili di atti di violenza nelle relazioni affettive (articolo 5, comma 2, lettera g), del decreto-legge n. 93 del 2013);
   alla formazione dei diversi soggetti coinvolti nella presa in carico delle vittime (esempio operatori socio sanitari, forze dell'ordine, volontari del soccorso, operatori dei centri antiviolenza e altro) (articolo 5, comma 2, lettera e), del sopra citato decreto-legge);
   alla valutazione dei fattori di rischio cui sono esposte le vittime di violenza (articolo 5, comma 2, lettera g), del sopra citato decreto-legge);
   alla corretta rappresentazione dei generi nel sistema dei media e della comunicazione (articolo 5, comma 2, lettera b), del sopra citato decreto-legge);
   alla realizzazione di specifici percorsi formativi per i docenti contro la violenza di genere e per il rispetto della diversità (articolo 5, comma 2, lettera c), del sopra citato decreto-legge);
   alla definizione di un sistema integrato di informazioni statistiche adeguato a misurare il fenomeno della violenza contro le donne (articolo 5, comma 2, lettera h), del sopra citato decreto-legge);
   all'elaborazione di procedure di intervento omogenee all'interno delle strutture di Pronto Soccorso per la tutela e l'assistenza delle vittime di violenza domestica e sessuale (articolo 5, comma 2, lettera d), del sopra citato decreto-legge).

  All'ultimazione dei lavori dei sottogruppi tematici, coordinati dal Dipartimento per le pari opportunità, sarà compito dello stesso Dipartimento investire la task force per la condivisione del Piano.
  Attesa la complessità delle azioni che si intendono perseguire con il Piano, il Governo conta di poter adottare lo stesso entro il mese di ottobre.
  In ordine alle risorse finanziarie stanziate per l'attuazione del Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, è stato incrementato – per l'anno 2013 – il «Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità» di 10 milioni di euro (articolo 5, comma 4, decreto-legge 93 del 2013), stanziando, successivamente, con l'articolo 1, comma 217, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di stabilità 2014) risorse finanziarie aggiuntive pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014,2015 e 2016.
  Tali risorse saranno allocate sulle diverse aree d'intervento una volta completato il Piano in questione.
  Per quanto riguarda, invece, il potenziamento delle forme di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli attraverso modalità omogenee di rafforzamento della rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza, secondo quanto previsto dal sopra richiamato articolo 5, comma 2, lettera d), del decreto-legge n. 93 del 2013, sono stati, inoltre, stanziati ed assegnati, dall'articolo 5-bis, comma 1, dello stesso decreto-legge n. 93 del 2013, 10 milioni di euro per l'anno 2013 e 7 milioni di euro per l'anno 2014, nonché 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015.
  Tali risorse, secondo quanto previsto dall'articolo 5-bis, comma 2, del sopracitato decreto-legge, devono essere annualmente ripartite tra le regioni dal Ministro delegato per le pari opportunità «previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Province autonome di Trento e Bolzano tenendo conto dei criteri» stabiliti nella disposizione stessa.
  Al fine di accelerare i tempi del riparto delle risorse da trasferire alle regioni per il finanziamento dei centri antiviolenza, il Governo ha predisposto la bozza di decreto, accorpando le risorse riferite agli esercizi finanziari 2013 e 2014, per un complessivo importo pari ad euro 17 milioni. La suddetta bozza è stata trasmessa alla Conferenza Stato-Regioni affinché esprima la prevista intesa nella prima seduta utile. È intenzione del Governo, infatti, erogare le suddette risorse entro il mese di luglio.

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC :

delitto contro la persona

eguaglianza uomo-donna

ripartizione dell'aiuto

violenza