Legislatura: 17Seduta di annuncio: 92 del 08/10/2013
Primo firmatario: CAUSI MARCO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 08/10/2013
Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma PETRINI PAOLO PARTITO DEMOCRATICO 16/10/2013
Commissione: VI COMMISSIONE (FINANZE)
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE delegato in data 08/10/2013
Partecipanti allo svolgimento/discussione ILLUSTRAZIONE 16/10/2013 Resoconto PETRINI PAOLO PARTITO DEMOCRATICO RISPOSTA GOVERNO 16/10/2013 Resoconto GIORGETTI ALBERTO SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (ECONOMIA E FINANZE) REPLICA 16/10/2013 Resoconto PETRINI PAOLO PARTITO DEMOCRATICO
APPOSIZIONE NUOVE FIRME IL 16/10/2013
DISCUSSIONE IL 16/10/2013
SVOLTO IL 16/10/2013
CONCLUSO IL 16/10/2013
CAUSI, PETRINI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
il 29 settembre 2013 l'amministratore delegato della banca Intesa San Paolo ha rassegnato le dimissioni da amministratore delegato del gruppo;
il dottor Enrico Cucchiani venne nominato consigliere delegato e amministratore delegato nel Gruppo Intesa Sanpaolo nel dicembre 2011, al posto del dottor Corrado Passera, uscito dalla banca per entrare nel Governo Monti come Ministro dello sviluppo economico;
secondo quanto risulta da agenzie di stampa qualificate il manager rimarrà tuttavia legato alla banca, in qualità di consulente, ancora per un periodo attraverso un rapporto nel quale, pur mantenendo la carica di direttore generale, che aveva in quanto amministratore delegato, sarà privo di qualunque potere e delega; il periodo, a quanto si apprende, sarebbe utile per maturare i requisiti pensionistici;
secondo quanto risulta dai contratti stipulati tra le parti, sempre secondo fonti di stampa, all'ex amministratore delegato dell'istituto sono state riconosciute due annualità pari a 3,6 milioni di euro;
i calcoli riportati evidenziano quindi che il dottor Cucchiani, per 21 mesi di svolgimento del ruolo di amministratore delegato del Gruppo, percepirà circa 7 milioni di euro tra compensi e buona uscita, pari a due annualità di lavoro e due annualità di buona uscita;
in un momento di crisi del settore bancario, cui si è accompagnata la disdetta del Contratto nazionale, decisa a inizio settembre dall'Abi, in cui Intesa Sanpaolo riveste un ruolo preminente, le organizzazioni sindacali di categoria hanno denunciato con forza come esorbitante, iniqua e immorale la somma complessivamente erogata dal Gruppo Intesa Sanpaolo a un singolo manager, che per 21 mesi di presenza in una funzione apicale arriva a percepire da solo la retribuzione media complessiva di 175 anni di lavoro di un bancario;
affinché il sistema bancario fornisca il necessario supporto creditizio alla ripresa produttiva, il Governo, la finanza pubblica e le Autorità monetarie europee sono più volte venute incontro alle richieste di intervento a sostegno del settore creditizio, e ciò richiede una coerente e sobria evoluzione dei sistemi di retribuzione dei manager –:
se il Governo abbia informazioni rispetto ad eventuali interventi dell'Autorità di vigilanza bancaria a tal fine e se non ritenga urgente un'iniziativa normativa sul sistema dei compensi del management nel settore bancario e finanziario. (5-01164)
Con l'interrogazione a risposta immediata in Commissione l'onorevole Causi, nel citare i compensi che spetterebbero all'Amministratore Delegato del gruppo Intesa San Paolo, chiede al Governo se l'Autorità di Vigilanza sia intervenuta in materia e se non ritenga urgente un intervento legislativo sul sistema dei compensi del management nel settore bancario e finanziario.
Al riguardo, la Banca d'Italia, sentita dalla Segreteria del Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio, ha comunicato che a seguito della crisi finanziaria internazionale la tematica delle remunerazioni dei manager bancari ha formato oggetto di attenzione anche nell'ambito del più ampio dibattito instaurato nelle sedi internazionali.
In tale linea, si inseriscono le disposizioni in materia di politiche di remunerazione dettate nel 2008 dalla Banca d'Italia al sistema bancario, con l'emanazione delle istruzioni in materia di organizzazione e governo societario, secondo i quali i sistemi retributivi non devono essere in contrasto con le politiche di prudente gestione del rischio della banca e con le sue strategie di lungo periodo.
L'Autorità di Vigilanza ha fatto presente di essere intervenuta ripetutamente per richiamare gli intermediari al pieno rispetto delle linee guida e delle norme emanate in materia e, in linea con i principi e gli standard approvati a livello internazionale, nel marzo 2011, ha emanato le nuove Istruzioni di Vigilanza in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione nelle banche e nei gruppi bancari.
Tali istruzioni prevedono che i sistemi di remunerazione nelle banche e nei gruppi bancari devono essere coerenti con gli obiettivi aziendali di lungo periodo, opportunamente corretti per tener conto di tutti i rischi e in linea con i livelli di capitale e di liquidità necessari a fronteggiare le attività intraprese.
Le citate disposizioni stabiliscono, altresì, che l'ammontare complessivo della remunerazione variabile deve essere sostenibile rispetto alla situazione finanziaria della banca e non deve limitare la sua capacità di mantenere o raggiungere un adeguato livello di patrimonializzazione.
Con l'approvazione della legge 15 dicembre 2011, n. 217 (legge comunitaria per il 2010) sono state apportate le necessarie integrazioni al Testo Unico Bancario e al Testo Unico in materia di Intermediazione Finanziaria per includere espressamente i sistemi di remunerazione nell'ambito degli assetti organizzativi e di governo societario degli intermediari e per attribuire alla Banca d'Italia specifici poteri di intervento, tra cui quello di fissare limiti all'importo totale della parte variabile delle remunerazioni.
Nel marzo 2012, la Banca d'Italia è nuovamente intervenuta sul tema per chiedere alle banche e ai gruppi bancari di impegnarsi, in sede di approvazione dei bilanci per l'esercizio 2011, a preservare l'equilibrio della situazione aziendale e il mantenimento di condizioni di adeguatezza patrimoniale, tenendo conto del difficile momento congiunturale.
In tale contesto, è stato esplicitamente fatto un richiamo, oltre che all'esigenza di politiche di distribuzione degli utili ispirate a canoni di prudenza, alla necessità di un contenimento degli oneri derivanti dalla remunerazione variabile a vantaggio dell'obiettivo del rafforzamento patrimoniale.
Infine, ulteriori interventi, volti a sollecitare da parte degli intermediari vigilati una prudente politica di bilancio in materia di remunerazione e incentivazione del personale, sono stati effettuati con comunicazione del 13 marzo 2013, che si allega, disponibile anche sul sito internet della Banca d'Italia.
Si segnala, comunque, che ulteriori disposizioni in materia sono contenute nella Direttiva 2013/36/UE, che dovrà essere recepita nell'ordinamento italiano entro il 1° gennaio 2014.
Per quanto riguarda, poi, gli accordi economici intercorsi tra il Gruppo Intesa San Paolo e il dottor Cucchiani, il Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio ha precisato che sulla vicenda gli uffici della Vigilanza della Banca d'Italia hanno acquisito informazioni che sono allo stato oggetto di valutazione.
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