ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01103

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 88 del 01/10/2013
Firmatari
Primo firmatario: BALDASSARRE MARCO
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 01/10/2013
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
BECHIS ELEONORA MOVIMENTO 5 STELLE 01/10/2013
CIPRINI TIZIANA MOVIMENTO 5 STELLE 01/10/2013
COMINARDI CLAUDIO MOVIMENTO 5 STELLE 01/10/2013
RIZZETTO WALTER MOVIMENTO 5 STELLE 01/10/2013
ROSTELLATO GESSICA MOVIMENTO 5 STELLE 01/10/2013
TRIPIEDI DAVIDE MOVIMENTO 5 STELLE 01/10/2013
GAGNARLI CHIARA MOVIMENTO 5 STELLE 01/10/2013
BONAFEDE ALFONSO MOVIMENTO 5 STELLE 01/10/2013
ARTINI MASSIMO MOVIMENTO 5 STELLE 01/10/2013
SEGONI SAMUELE MOVIMENTO 5 STELLE 01/10/2013


Commissione assegnataria
Commissione: X COMMISSIONE (ATTIVITA' PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO)
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
  • MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Ministero/i delegato/i a rispondere e data delega
Delegato a rispondere Data delega
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI 01/10/2013
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO delegato in data 28/10/2013
Stato iter:
28/05/2014
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO 28/05/2014
Resoconto DE VINCENTI CLAUDIO SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (SVILUPPO ECONOMICO)
 
REPLICA 28/05/2014
Resoconto BALDASSARRE MARCO MOVIMENTO 5 STELLE
Fasi iter:

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 01/10/2013

MODIFICATO PER MINISTRO DELEGATO IL 28/10/2013

DISCUSSIONE IL 28/05/2014

SVOLTO IL 28/05/2014

CONCLUSO IL 28/05/2014

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-01103
presentato da
BALDASSARRE Marco
testo di
Martedì 1 ottobre 2013, seduta n. 88

   BALDASSARRE, BECHIS, CIPRINI, COMINARDI, RIZZETTO, ROSTELLATO, TRIPIEDI, GAGNARLI, BONAFEDE, ARTINI e SEGONI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
   la Ceramic Insulators Livorno S.R.L. (C.I.L.) è un'azienda che ha per oggetto la produzione, la lavorazione di porcellane, ceramiche e materiali isolanti in genere, nata dalle ceneri del ramo «ceramiche industriali» della ex Richard Ginori;
   la C.I.L. è totalmente controllata dalla Coelme S.P.A., a sua volta facente parte, assieme alla francese EGIC, del gruppo statunitense Southern States;
   i principali clienti dell'azienda sono Terna, Siemens, ABB, Hapam, Red, National Grid;
   nel marzo 2013 la direzione dell'azienda ha annunciato la decisione di avviare la procedura di cassa integrazione straordinaria, della durata di un anno, per 29 lavoratori su 32 totali, per la cessazione del ramo di azienda relativo alla produzione. Sempre nel marzo 2013 è stato sottoscritto con l'azienda un accordo sindacale che prevede come, a termine della cassa integrazione guadagni straordinari, i lavoratori verranno posti in mobilità;
   la società produce isolatori elettrici in porcellana che assumono la qualificazione di prodotto strategico;
   gli utilizzatori del prodotto sono gli enti elettrici, tutte le ditte elettromeccaniche costruttrici di apparecchiature di cui l'isolatore sia un componente (sezionatori, interruttori e altro) ed infine gli impiantisti, ovverosia le ditte che prendono in appalto la costruzione di linee e sottostazioni complete;
   secondo la direzione, l'azienda ha avuto un forte calo di ordini per motivi ascrivibili essenzialmente alla crisi generalizzata dei mercati ed è diventata fortemente dipendente dal mercato italiano (TERNA) e dagli ordini ricevuti da COELME e da altre aziende dello stesso gruppo;
   nel corso del 2011, CIL ha sostenuto oneri notevoli per raggiungere gli standard produttivi richiesti da TERNA e per omologare i nuovi prodotti ad ha acquisito da TERNA un accordo quadro, oggi quasi interamente evaso;
   a fine 2011 TERNA ha iniziato a ridurre in modo drastico gli investimenti, cancellando o rallentando anche quelli già avviati, per cui CIL, come tutti i fornitori di TERNA, si è trovata senza nuove commesse dirette e/o indirette per quel tipo di isolatori destinati a Terna. Particolarmente grave per la società è stato il blocco degli investimenti «TERNA SET» (impianti chiavi in mano) per i quali la società si trovava in condizione particolarmente favorevole, sia per la capacità produttiva disponibile che le consentiva di evadere commesse in tempi brevi, sia per aver sottoscritto un accordo quadro con uno dei principali operatori del settore e vincitore della gara nazionale per tali progetti;
   relativamente ai produttori di apparecchiature (sezionatori) in Europa e nel mondo, che costituivano in passato un canale di vendita importante, CIL ha riscontrato negli ultimi anni una perdita progressiva di quota di mercato, acquisita da altri produttori di isolatori operanti in Paesi con manodopera a basso costo;
   il 31 gennaio 2012 Terna presenta il piano di sviluppo della Rete elettrica di trasmissione nazionale il quale prevede, per il decennio 2012-2021, investimenti per oltre 7 miliardi di euro, finalizzati a realizzare benefici in termini di efficienze per il sistema elettrico tra cui la diminuzione delle perdite di energia e la riduzione delle emissioni di CO2;
   è probabile che, avviandosi alla sola commercializzazione del prodotto, la CIL comprerà gli isolatori prodotti da Portogallo, Cina e India, apponendovi il marchio C.I.L. Italy e commercializzando questi come «made in Italy»;
   il Ministero dello sviluppo economico, nel tutelare il «made in Italy», riserva particolare attenzione a settori peculiari, come quello delle ceramiche, avendo istituito anche un «Comitato nazionale ceramico», nel quale – come si può leggere sul sito del Ministero – «è stato affrontato il problema di rilanciare i marchi, dei poli e dell'alta istruzione professionale, dell'aggiornamento annuale dei dati di settore e della promozione dei contratti di rete di impresa»;
   non va trascurata l'importanza strategica di mantenere nel nostro Paese un'azienda che produca isolatori in ceramica e non appare ammissibile agli interroganti la mera commercializzazione di tale prodotto, acquistandolo da Paesi che utilizzano manodopera a basso costo (Cina e India) garantendo risultati di minore qualità, in una situazione di mercato già fortemente compromessa –:
   se i Ministri interrogati siano a conoscenza della situazione su descritta;
   quali urgenti e calibrati interventi il Ministro dello sviluppo economico intenda assumere per tutelare il «made in Italy» nel settore delle ceramiche industriali;
   se i Ministri interrogati non ritengano opportuno porre la propria attenzione sulla vicenda e intervenire, per quanto di competenza, sulla problematica su descritta, coinvolgendo «TERNA» in merito a futuri investimenti, al fine di scongiurare una possibile crisi del settore sia a livello regionale che nazionale. (5-01103)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 28 maggio 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione X (Attività produttive)
5-01103

  Facendo riferimento a quanto richiesto dagli On.li Interroganti rappresento quanto segue.
  Il Ministero dello Sviluppo Economico ha sempre sostenuto che l'indicazione di origine obbligatoria sia un tema cruciale per la sicurezza dei prodotti e per il corretto funzionamento del mercato interno andando a colmare un vuoto legislativo a livello europeo. Infatti, l'indicazione del Paese di origine contribuisce a:
   migliorare la tracciabilità del prodotto a beneficio delle autorità di sorveglianza del mercato;
   rafforzare la fiducia dei consumatori nei confronti del mercato interno;
   favorire il contrasto alle false indicazioni di origine;
   rafforzare la competitività delle produzioni europee;
   stabilire regole condivise e parità di condizioni tra gli operatori economici europei e non europei (level playing field), nel rispetto degli accordi WTO.

  La stessa tracciabilità del prodotto nella catena di fornitura è un aspetto fondamentale del Regolamento sulla sicurezza. In ragione della complessità crescente della distribuzione delle produzioni nell'economia globalizzata nonché per le crescenti importazioni dai Paesi emergenti, risulta urgente la messa in atto di meccanismi efficaci di tracciabilità di origine per poter garantire l'effettiva sicurezza dei prodotti.
  L'indicazione di origine facilita, infatti, l'identificazione del luogo effettivo di produzione in tutti quei casi in cui non è possibile rintracciare tale informazione (o perché il fabbricante non è contattabile o perché l'informazione non è reperibile – per esempio a causa dell'assenza della confezione del prodotto). Si tratta, inoltre, di un'informazione complementare a beneficio delle autorità di vigilanza del mercato che potranno rafforzare la loro azione attraverso la cooperazione con le autorità del paese di origine nel quadro della cooperazione bilaterale o multilaterale, anche utilizzando il sistema Rapex (sull'esempio del Rapex China project). I consumatori, grazie all'indicazione di origine, potranno beneficiare di un'informazione che ne rafforzerebbe la fiducia: sia per quanto riguarda la sicurezza dei prodotti, che per quanto riguarda la trasparenza del mercato.
  La stessa «indicazione di origine» riveste, pertanto una valenza economica per la competitività dei prodotti europei che saranno chiaramente identificabili sui mercati – sia interni che esteri – e potranno essere scelti più agevolmente dai consumatori. Tale valenza è rafforzata dal fatto che l'indicazione di origine favorisce anche il contrasto alle false indicazioni di origine sui prodotti – fenomeno che colpisce duramente le produzioni europee e in particolare alcuni settori manifatturieri – attraverso controlli più stringenti legati alla verifica delle disposizioni normative e basati su un quadro legislativo chiaro e comune a tutti gli Stati membri.
  Per tali motivi il MiSE per quanto riguarda, la tutela del made in Italy, settore della ceramica compreso, ha proposto di inserire, all'articolo 7 della proposta di Regolamento sulla sicurezza dei prodotti di consumo, un obbligo di indicazione di origine (cd. Made in) per tutti i prodotti. La proposta di Regolamento è stata approvata, in prima lettura il 15 aprile scorso dal Parlamento europeo e dal Consiglio sulla sicurezza dei prodotti di consumo. Con tale proposta di regolamento si abroga la direttiva 87/357/CEE del Consiglio e la direttiva 2001/95/CE, il cui articolo 7 mira a disciplinare l'obbligo dell'indicazione di origine dei prodotti.
  Come noto, la disposizione in parola recepisce la posizione a favore dell'indicazione di origine obbligatoria sui prodotti non alimentari (cd. Made in) a livello europeo, che il Governo italiano ha da sempre sostenuto.
  La citata proposta tornerà ora al Consiglio per l'approvazione definitiva e, il dossier rientrerà tra i temi di interesse primario del Governo italiano nel Semestre di Presidenza italiana dell'UE.
  Con riferimento alla competitività delle produzioni europee, occorre sottolineare che nelle legislazioni di diversi partner dell'Unione europea – che rappresentano grandi mercati per i prodotti europei (es. USA, Cina, Giappone e altri) – l'indicazione di origine è obbligatoria. Pertanto, l'introduzione dell'indicazione di origine all'interno del citato Regolamento porrà l'Unione in linea con i modelli commerciali internazionali. In tal modo, verrà stabilita la parità di condizioni per gli operatori economici in un regime di reciprocità e verrà favorita una concorrenza basata su regole comuni (level playing field). La previsione di medesimi obblighi di indicazione di origine per i prodotti UE ed extra UE evidenzia la natura non protezionistica dell'articolo 7, rendendolo compatibile con le regole del WTO.
  Infine nello specifico delle problematiche evidenziate sulla società Insulator Livorno, S.R.L il Ministero dello sviluppo economico assicura la propria disponibilità a convocare un tavolo di confronto, ove richiesto dalle parti e con il quale si potrà contribuire alla risoluzione delle questioni sollevate, incluso il mancato coinvolgimento di Terna.

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC :

diritto del lavoro

ceramica

denominazione di origine

commercializzazione

impresa in difficolta'