Legislatura: 17Seduta di annuncio: 84 del 25/09/2013
Primo firmatario: CHAOUKI KHALID
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 25/09/2013
Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma FRATOIANNI NICOLA SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' 25/09/2013 AMENDOLA VINCENZO PARTITO DEMOCRATICO 25/09/2013
Commissione: III COMMISSIONE (AFFARI ESTERI E COMUNITARI)
Ministero destinatario:
- MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI delegato in data 25/09/2013
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 25/09/2013
RITIRATO IL 08/07/2016
CONCLUSO IL 08/07/2016
CHAOUKI, FRATOIANNI e AMENDOLA. — Al Ministro degli affari esteri. — Per sapere – premesso che:
si apprende da un articolo uscito su La Repubblica del 19 settembre 2013 a firma di Valeria Brigida che martedì 17 settembre 2013 circa duecento profughi siriani a bordo di un'imbarcazione hanno lasciato il porto egiziano di Alessandria «Abu Qeer», con l'intento di dirigersi prima verso l'Italia e, quindi, proseguire verso la Svezia, per ricongiungersi ai loro familiari;
la guardia costiera egiziana avrebbe impedito ai profughi di lasciare il Paese aprendo il fuoco contro la loro imbarcazione e causando la morte di due siriano-palestinesi, mentre il numero esatto dei feriti rimane ancora incerto. Le due vittime erano Fadwa Taha, una donna di cinquant'anni che viaggiava insieme al figlio e al nipote, e Amr Delol, un uomo di trent'anni che aveva intrapreso il viaggio insieme a suo figlio e alla moglie incinta. I due sono morti sotto gli occhi dei loro cari, mentre i sopravvissuti alla sparatoria sono stati arrestati e trasferiti a Karmuz, la prigione di Alessandria;
dalla prigione di Karmuz questi profughi siriani, che avrebbero il diritto a chiedere e ottenere protezione internazionale, – stando a quanto riferito da La Repubblica – si sarebbero messi in contatto con alcuni familiari all'estero, attraverso l'uso di un cellulare. Sono così riusciti a far trapelare la notizia e a diffondere video e immagini che ritraggono uno dei profughi senza vita e le decine di minori arrestati dalle autorità egiziane che ora si trovano nella prigione di Alessandria. La notizia è stata prima ripresa dai social network, nonché altri mezzi di informazione;
e inoltre noto che il «Movimento di Solidarietà per i Rifugiati», un network trasnazionale di attivisti per i diritti umani, da poche ore ha aperto una sua pagina facebook dove denuncia il peggioramento del trattamento che l'Egitto riserva ai profughi siriani. In particolare, il riferimento è alla decisione presa l'8 luglio 2013 dal nuovo governo egiziano che impone ai siriani un visto d'ingresso nel paese;
i dati ufficiali parlano di 143 profughi siriani arrestati tra luglio e settembre perché sprovvisti di regolari documenti di ingresso in Egitto e, quindi, deportati verso la Siria, il proprio paese d'origine dilaniato dal feroce conflitto ancora in corso;
i profughi detenuti nella prigione di Karmuz sostengono che le autorità egiziane usino la violenza in modo sistematico contro i richiedenti asilo siriani, allo scopo di impedir loro di proseguire il viaggio verso l'Italia e, quindi, trovare rifugio in Europa;
dunque, la vicenda potrebbe delinearsi non come un caso isolato, bensì come una prassi che si sta consolidando nel silenzio politico e mediatico europeo –:
quale sia la posizione dell'Italia rispetto alla vicenda e se ritenga di dover chiedere notizie sul trattamento che le autorità egiziane stanno riservando – stando alle informazioni acquisite – alle centinaia di profughi siriani presenti nel suo territorio, profughi titolati a chiedere e ricevere protezione internazionale e che invece, a quanto risulta dalle testimonianze e dai documenti raccolti, sarebbero in stato di detenzione, tra questi molti minori, donne in gravidanza e malati. (5-01065)
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