Legislatura: 17Seduta di annuncio: 65 del 05/08/2013
Primo firmatario: PRODANI ARIS
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 05/08/2013
Ministero destinatario:
- MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI E DEL TURISMO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI E DEL TURISMO delegato in data 05/08/2013
Partecipanti allo svolgimento/discussione RISPOSTA GOVERNO 18/09/2013 Resoconto GIORDANI SIMONETTA SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (BENI, ATTIVITA' CULTURALI E TURISMO) REPLICA 18/09/2013 Resoconto PRODANI ARIS MOVIMENTO 5 STELLE
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 05/08/2013
DISCUSSIONE IL 18/09/2013
SVOLTO IL 18/09/2013
CONCLUSO IL 18/09/2013
PRODANI. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:
il turismo è un settore importante per la nostra economia, avendo contribuito nel 2012 al prodotto interno lordo (Pil) con oltre 130 miliardi di euro e con circa 2,2 milioni di persone occupate;
lo sviluppo del comparto rappresenta una preziosa occasione che il Paese non può perdere, visto che si colloca al primo posto per numero di siti iscritti come «patrimonio dell'umanità» ma è valutato solo al settantaseiesimo posto per le politiche governative di sostegno;
delle 160 tipologie di turismo catalogate nel mondo, infatti, il Belpaese è in grado di offrirne solo 100 malgrado lo sterminato patrimonio culturale, enogastronomico e di attrazioni naturali;
la competitività del settore è in crisi, come registrato nel 2012 dal calo degli arrivi e delle presenze turistiche: i dati parziali infatti rilevano un decremento, rispettivamente, del 5,7 per cento e del 6,8 per cento rispetto al 2011, anno in cui i turisti internazionali avevano invece superato la soglia dei 47,4 milioni, toccando un massimo storico a partire dal 2005;
il decreto-legge n. 70 del 2011 sul semestre europeo (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2011) ha previsto il rilancio del comparto con l'istituzione, nei territori costieri, dei «distretti turistici» con l'obiettivo di riqualificare e rilanciare l'offerta nazionale, migliorando contemporaneamente l'efficienza nell'organizzazione e nella produzione dei servizi;
i distretti possono esser creati nei territori su richiesta delle imprese del settore che vi operano, in base a una procedura molto complessa che prevede: un'intesa delle aziende con le regioni interessate, propedeutica all'emanazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DCPM) istitutivo; la delimitazione del distretto con un'intesa tra le regioni, il Ministero dell'economia e delle finanze e i comuni interessati, previa conferenza di servizi obbligatoria, a cui deve partecipare anche l'Agenzia del demanio;
il termine per la delimitazione territoriale dei distretti, scarsamente pubblicizzati, era fissato al 31 dicembre 2012 dal decreto sul semestre europeo, ma con la legge di stabilità 2013 (n. 228 del 2012) è stato rinviato al 30 giugno 2013;
alla sua scadenza sono stati delimitati pochissimi distretti — vere e proprie «Zone a burocrazia zero» — vanificandone così lo sviluppo e la possibilità di usufruire di una serie di agevolazioni amministrative, finanziarie, fiscali e per il settore ricerca & sviluppo;
il 24 luglio 2013, durante la seduta d'Aula a Montecitorio che ha dato il via libera alla conversione in legge del «decreto del fare» (n. 69 del 2013), il Governo ha accolto l'ordine del giorno 9/1248-A-R/188 del firmatario della presente interrogazione con il quale si impegnava il Governo a favorire lo sviluppo dei distretti, valutando l'opportunità di semplificarne l’iter formativo e di estendere fino al 31 dicembre 2014 il termine per la loro delimitazione territoriale –:
quali iniziative intenda assumere il Ministro interrogato a supporto dello sviluppo dei distretti turistici e per il rilancio del settore nel suo complesso. (5-00845)
Mi riferisco all'interrogazione con la quale l'On.le Prodani chiede di conoscere quali iniziative il Ministero che qui rappresento intende assumere per favorire lo sviluppo dei distretti turistici e per il rilancio del settore turistico in generale.
Vorrei preliminarmente sottolineare che i distretti turistici possono essere definiti quali libere aggregazioni di imprese articolate sul piano territoriale e sul piano funzionale, con l'obiettivo di accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori di riferimento, di migliorare l'efficienza nell'organizzazione e nella produzione secondo principi di sussidiarietà verticale e orizzontale, anche individuando modalità di collaborazione con associazioni imprenditoriali.
Attualmente, il quadro normativo nazionale di riferimento è rappresentato dall'articolo 3, comma 5, del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, successivamente modificato dall'articolo 66, comma 1-bis del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, che ha introdotto il termine del 31 dicembre 2012 per la delimitazione dei distretti turistici.
Successivamente, con il comma 388 dell'articolo 1 della legge di stabilità 2013, n. 228 del 24 dicembre 2012, è stata accordata una proroga al 30 giugno 2013 e vi è stato un tentativo in sede parlamentare di ottenere un'ulteriore proroga che, malauguratamente, non ha avuto esito positivo.
La proroga al 30 giugno 2013 non è risultata sufficiente per conseguire l'obiettivo di agevolare le amministrazioni e le associazioni di categoria nella creazione dei distretti turistici in quanto l'iter amministrativo previsto dalla normativa vigente, coinvolgendo tutte le parti sociali e amministrative interessate allo sviluppo del turismo, ha comportato un dilatamento dei tempi necessari.
Il Governo, ed in particolare il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ritiene che la costruzione dei distretti turistici deve necessariamente avvenire dal basso sulla spinta degli enti locali e di soggetti privati, sia singolarmente che in forma associata, in un'ottica collaborativa e secondo una strategia coordinata e condivisa da tutti gli attori privati e istituzionali.
L'impegno del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo è di dare nuovo impulso a questo tipo di aggregazioni come strumento per lo sviluppo turistico del Paese. I distretti turistici, ma possiamo immaginare anche altre denominazioni per libere aggregazioni di reti di impresa, saranno oggetto di una proposta normativa che avrà per fine il superamento del solo territorio costiero come ambito d'azione. Occorre pensare a un rilancio del sostegno alle forme di aggregazione spontanea, dalle semplificazioni burocratiche alle agevolazioni di carattere fiscale, che sia esteso a tutte le aree definibili come di interesse turistico sull'intero territorio nazionale, per la riqualificazione e il rilancio dell'offerta turistica dei territori.
EUROVOC :politica di sostegno
produttivita'
turismo
patrimonio culturale