ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00471

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 42 del 27/06/2013
Firmatari
Primo firmatario: BURTONE GIOVANNI MARIO SALVINO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 27/06/2013


Commissione assegnataria
Commissione: XIII COMMISSIONE (AGRICOLTURA)
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI delegato in data 27/06/2013
Stato iter:
16/10/2013
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO 16/10/2013
Resoconto CASTIGLIONE GIUSEPPE SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI)
 
REPLICA 16/10/2013
Resoconto BURTONE GIOVANNI MARIO SALVINO PARTITO DEMOCRATICO
Fasi iter:

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 27/06/2013

DISCUSSIONE IL 16/10/2013

SVOLTO IL 16/10/2013

CONCLUSO IL 16/10/2013

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00471
presentato da
BURTONE Giovanni Mario Salvino
testo di
Giovedì 27 giugno 2013, seduta n. 42

   BURTONE. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
   la vaiolatura delle drupacee, conosciuta anche con il nome di sharka, è una tra le più temibili malattie virali delle rosacee del genere Prunus;
   essa è causata da plum pox virus (PPV), agente patogeno che si diffonde attraverso lo scambio di materiale vegetale infetto o tramite punture di afidi vettori;
   le piante coltivate sensibili alla vaiolatura sono i peschi, i susini, gli albicocchi e i ciliegi nonché tutti i portainnesti delle drupacee e molte specie ornamentali appartenenti allo stesso genere;
   le infezioni provocate dalla sharka riducono la produttività delle piante colpite, compromettendo soprattutto la qualità dei frutti;
   in Italia la sharka è stata segnalata per la prima volta all'inizio degli anni 70 in provincia di Trento, ma è solo dalla seconda metà degli anni novanta che la situazione si è aggravata per la comparsa del ceppo M particolarmente virulento in particolare sulle pesche in quanto capace di propagarsi in campo rapidamente;
   oggi il virus è presente in quasi tutte le regioni dove si coltivano intensivamente le piante di pesco in particolare Sicilia, Basilicata, Emilia Romagna ma anche in Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Calabria;
   ad oggi per contrastate la sharka come anche per tutti i virus e i fitoplasmi che attaccano i vegetali, non esiste alcuna possibilità di cura;
   le uniche azioni possibili sono la individuazione tempestiva dei focolai e ed evitarne la propagazione, molto spesso con l'abbattimento delle piante con grave danno economico per gli imprenditori del settore;
   le regioni da sole non riescono a fronteggiare tale problema per mancanza di risorse e di fronte a simili «epidemie» occorrerebbe una cabina di regia nazionale per coordinare gli interventi;
   purtroppo molti imprenditori del settore hanno difficoltà economiche ed esposizioni debitorie che rischiano di pregiudicare il futuro di un comparto di qualità con prodotti eccellenti –:
   se e quali iniziative il Governo intenda adottare per istituire presso il Ministero una cabina di regia con le regioni per affrontare la vaiolatura delle drupacee e prevedere interventi di sostegno in favore degli operatori i del settore al fine di salvaguardare un comparto di eccellenza della agricoltura nazionale. (5-00471)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 16 ottobre 2013
nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-00471

  In relazione alla problematica delle drupacee affette da vaiolatura (sharka), mi preme sottolineare che si tratta di una delle più gravi patologie delle drupacee causata da un virus registrato in tutte le principali aree di coltivazione dell'Europa e del bacino del Mediterraneo.
  Sul territorio nazionale, il virus che determina la sharka è soggetto a lotta obbligatoria ai sensi del decreto ministeriale 28 luglio 2009, che ha abrogato e sostituito il precedente del 1996.
  In particolare, il decreto del 2009 ha disposto che i servizi fitosanitari regionali devono effettuare, sul territorio di propria competenza, indagini sistematiche sia in campo che in vivaio, allo scopo di rilevare la presenza delle infezioni e, al fine di assicurare che il materiale di moltiplicazione non sia contaminato, ha introdotto anche condizioni di produzione molto più rigorose rispetto al passato.
  Il decreto stabilisce, inoltre, l'adozione di precise misure fitosanitarie nelle aree dove il patogeno è stato rinvenuto nonché la distruzione delle piante infette da parte dei proprietari o conduttori a qualunque titolo del terreno interessato. Le regioni, al fine di prevenire gravi danni per l'economia di una zona agricola, possono adottare, ai sensi del medesimo decreto, specifiche misure di sostegno alle aziende frutticole e vivaistiche cui il servizio fitosanitario ha prescritto l'estirpazione o la distruzione obbligatoria di esemplari di drupacee.
  Ciò premesso, sottolineo che la difesa dei fruttiferi dalla vaiolatura è possibile mediante una corretta gestione delle aree dove la virosi è presente nonché attraverso un controllo rigoroso del materiale di moltiplicazione.
  Inoltre, è indispensabile il mantenimento dei più elevati livelli di operatività dei servizi fitosanitari regionali che, nell'ambito dei territori di competenza, svolgono tutte le attività di monitoraggio e campionamento necessarie a fronteggiare efficacemente le varie emergenze fitosanitarie sul territorio nazionale.
  Infine, voglio precisare che in favore delle regioni, allo scopo di potenziare l'attività dei servizi fitosanitari, sono stati impegnati sullo stato di previsione della spesa di questo Ministero 6.193.794 euro per l'anno 2011 e 4.366.881 euro per l'anno 2012.

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC :

settore agricolo

conseguenza economica

malattia infettiva