ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00051

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 2 del 21/03/2013
Firmatari
Primo firmatario: DE MENECH ROGER
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 21/03/2013
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
BARETTA PIER PAOLO PARTITO DEMOCRATICO 21/03/2013
BRESSA GIANCLAUDIO PARTITO DEMOCRATICO 21/03/2013


Commissione assegnataria
Commissione: X COMMISSIONE (ATTIVITA' PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO)
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
  • MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Ministero/i delegato/i a rispondere e data delega
Delegato a rispondere Data delega
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI 21/03/2013
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO delegato in data 21/03/2013
Stato iter:
18/09/2013
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO 18/09/2013
Resoconto DE VINCENTI CLAUDIO SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (SVILUPPO ECONOMICO)
 
REPLICA 18/09/2013
Resoconto DE MENECH ROGER PARTITO DEMOCRATICO
Fasi iter:

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 21/03/2013

DISCUSSIONE IL 18/09/2013

SVOLTO IL 18/09/2013

CONCLUSO IL 18/09/2013

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00051
presentato da
DE MENECH Roger
testo di
Giovedì 21 marzo 2013, seduta n. 2

   DE MENECH, BARETTA e BRESSA. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
   nel 2003, Electrolux ha ceduto a una nuova società, ACC Group, la divisione motori di Pordenone e la divisione compressori di Mel e di Rovigo, oltre ad altri stabilimenti europei ed asiatici, il Gruppo ACC – Appliances components companies, è diventato in tal modo leader internazionale nel settore della refrigerazione per uso domestico e industriale;
   ACC Compressors spa di Mel, già Elettromeccanica spa, assieme ad ACC-Austria localizzata a Fürstenfeld a circa 60 chilometri da Graz, costituisce la parte produttiva della Business unit household europe di ACC;
   nello stabilimento di Mel sono oggi impiegate circa 620 persone, delle quali circa 200 zumellesi, mentre le altre provengono principalmente dai comuni limitrofi di Feltre, Lentiai, Trichina, Lamon, Santa Giustina, Pedavena, Cesiomaggiore, Belluno, Fonzaso, Sedico, Seren del Grappa, Limana, Arsiè, Sospirolo, Sovramonte, San Gregorio nelle Alpi e altri;
   ACC, soffre ed ha sofferto della formidabile frenata nel settore del «bianco» conseguente alla crisi internazionale, i principali clienti del gruppo sono i big player negli elettrodomestici, come Electrolux, Whirlpool, Indesit, Bosch, i quali hanno risentito del calo dei consumi sui maggiori mercati del mondo con inevitabile riduzione delle commesse ai fornitori;
   il gruppo ACC è controllato da un pool di private equities guidato da Goldman Sachs affiancata, anche in tempi diversi, da Aletti, Efibanca, Palladio finanziaria ed altre;
   nel corso del 2012 la dirigenza ha dato mandato a due banche d'affari di mettere in vendita l'intero gruppo, al quale hanno fatto seguito svariate manifestazioni d'interesse da parte di soggetti che, mentre le trattative procedevano, abbandonavano il campo;
   viste le prospettive incerte, l'amministratore delegato del gruppo ha prospettato ai quattro principali creditori/fornitori di trasformare il loro credito in un pacchetto azionario, ottenendo manifestazioni d'interesse e la condivisione di tale soluzione da parte dei principali clienti, Electrolux, Whirlpool, Indesit, Bosch, Merloni ed altri;
   il 5 dicembre 2012, ACC Group ha annunciato di aver ottenuto dal tribunale di Pordenone l'autorizzazione all'utilizzo di un nuovo strumento normativo in materia di diritto fallimentare, previsto dall'articolo 33 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, che permette di congelare le possibili azioni di rivalsa dei creditori nei confronti delle posizioni debitorie evitando così pignoramenti o la messa in liquidazione dell'azienda;
   si tratta di una procedura limitata nel tempo che concede alla società dai 2 ai 4 mesi di tempo, nel corso dei quali strutturare intese di rientro dell'esposizione e piani di rilancio, e viene concessa solo alle aziende che dispongono di reali possibilità di rilancio economico-produttivo;
   nel caso di ACC Compressors queste possibilità sono chiare e reali, i nuovi acquirenti sono infatti interessati all'integrità del gruppo e ad una sua possibile espansione anche su mercati affini alle produzioni che attualmente rappresentano il core business di ACC;
   analoga procedura è stata avviata poco dopo in Austria con la differenza che in quel percorso è previsto un tempo di novanta giorni al termine del quale si procede alla votazione del piano di risanamento;
   purtroppo nel sito di Fürstenfeld si profila una cordata formata da un pacchetto di investitori che puntano al fallimento dello stabilimento per rilevarlo dalle sue ceneri a costi estremamente vantaggiosi e ripulito da situazioni di sofferenza;
   allo stabilimento di Mel viene chiesto di rinunciare ad una parte fondamentale degli accordi ministeriali in cui si prevede il bilanciamento delle produzioni, per mantenere in autosostentamento finanziario lo stabilimento austriaco, questa è una delle quattro condizioni necessarie affinché il giudice non proceda alla messa in liquidazione dello stabilimento in Stiria;
   negli altri tre punti si chiede di presentare un piano di risanamento, il deposito cauzionale di garanzia di 6 milioni di euro e un piano di rientro di almeno il 30 per cento in 24 mesi, dell'esposizione verso terzi;
   i quattro fornitori inizialmente interessati all'operazione d'acquisizione, non hanno ancora dato una formale adesione né hanno raggiunto un'intesa da sottoporre al giudice del Tribunale di Graz e manca altresì la componente industriale dell'operazione, in quanto nessuno tra i fornitori sembra essere disponibile alla gestione del gruppo;
   nei prossimi giorni andranno a compimento le procedure concorsuali in atto nei tribunali di Graz, competente per il sito industriale austriaco di Fürstenfeld di ACC, e di Pordenone, competente per la sede direzionale di Comina e per il sito industriale bellunese;
   se non sarà predisposto piano finanziario e produttivo credibile da parte dell'attuale proprietà, la quale fa capo a un fondo speculativo Goldman Sachs e ad altri partner finanziari italiani quali Palladio, il rischio concreto è la separazione dei due insediamenti, con il salvataggio di quello carinziano e la desertificazione di quello veneto;
   si tratterebbe di una lesione gravissima ed irrimediabile, non solo del tessuto produttivo ed occupazionale del comune di Mel, della provincia di Belluno e della regione Veneto, ma dell'intero Paese, che perderebbe una parte rilevantissina della piattaforma tecnologica per il settore dell'elettrodomestico, il cui ruolo cruciale nella mappa industriale è noto ed evidenziato dalle crisi recenti di Indesit ed Electrolux;
   è necessario superare le opacità e le reticenze della proprietà, per verificare la praticabilità e le condizioni di un intervento di salvataggio industriale dell'ACC di Mel che faccia capo ad un progetto strategico efficace le cui soluzioni, sostenute da un intervento ponte di carattere finanziario, potrebbero essere individuare sia in una integrazione orizzontale da parte di primari player internazionali della componentistica, sia in una prospettiva di integrazione verticale del processo in funzione dei produttori nazionali di elettrodomestici;
   l'Italia non si può permettere di perdere un altro pezzo del tessuto produttivo d'eccellenza, a rischio c’è un modello industriale, ma soprattutto un possibile polo del freddo che potrebbe vedere nello stabilimento zumellese il perno per concentrare la ricerca e l'innovazione su un settore che proprio nella Valbelluna vede concentrate aziende leader nella climatizzazione e nella refrigerazione;
   nello stabilimento ACC Compressors si sono attuati tutti i regimi d'orario e da diversi anni si sta utilizzando – con motivazioni diverse – la cassa integrazione, i lavoratori e i sindacati si sono sempre assunti le proprie responsabilità non trovando parimenti riscontro negli impegni aziendali;
   le organizzazioni sindacali hanno sempre segnalato la sotterranea intenzione di depauperare lentamente le lavorazioni di Mel in favore dello stabilimento austriaco di Fürstenfeld, ed è dunque necessario trovare soluzioni per salvaguardare l'integrità industriale del gruppo e l'occupazione, diversamente in Italia rimarrebbero solo i costi sociali ed economici –:
   quali misure urgenti intendano assumere per indurre la proprietà a predisporre un piano finanziario e produttivo credibile, tale da evitare il rischio della separazione dei due insediamenti, con il salvataggio di quello carinziano e la desertificazione della realtà produttiva di Mel;
   se il Governo intenda impegnarsi in un finanziamento ponte nella prospettiva di un intervento di salvataggio industriale dello stabilimento ACC Compressors spa di Mel. (5-00051)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 18 settembre 2013
nell'allegato al bollettino in Commissione X (Attività produttive)
5-00051

  I problemi in cui si trova la ACC Compressors SpA di Mel sono all'attenzione del Governo da tempo.
  La ACC Compressors, come ricordano gli interpellanti, è un'azienda nata da uno spin off di Electrolux. Attualmente le quote della società sono detenute da fondi d'investimento che hanno deciso di non procedere alla necessaria ricapitalizzazione.
  L'intervento finanziario verso 1'ACC è, invece, assolutamente necessario per far fronte al rilancio della società a seguito delle vicende intervenute e che hanno determinato tra l'altro, il distacco della unità austriaca di ACC. Tale separazione ha ulteriormente indebolito la posizione finanziaria dello stabilimento di Mel.
  Per far fronte a tale indisponibilità da parte dei fondi proprietari a procedere alla ricapitalizzazione l'attuale gruppo dirigente si è attivato per individuare una soluzione societaria che prevedesse la partecipazione di una significativa parte dei creditori e l'impegno degli stessi a trasformare una parte del loro credito in equity e a finanziare la società con nuova liquidità.
  Su tali presupposti era prevista per la giornata del 5 giugno la presentazione del piano industriale asseverato, ai sensi della nuova disciplina in materia di concordato preventivo. Questa scadenza era stata decisa a seguito dell'incontro con il management dell'azienda e le organizzazioni sindacali tenutosi presso il Ministero dello sviluppo economico lo scorso 29 maggio.
  Nella giornata del 3 giugno il Ministero è stato informato che una parte dei nuovi soci non aveva presentato la formale adesione al progetto, con ciò determinando la rinuncia anche degli altri sottoscrittori e facendo decadere questa ipotesi che pure poteva avere un rilievo importante per consentire una ripresa della ACC.
  A questo punto, alla fine del mese di giugno la ACC ha adito il tribunale di Pordenone affinché dichiarasse l'insolvenza della medesima società ai sensi e per gli effetti del decreto legislativo n. 270 del 1999, recante la disciplina della amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi.
  Accertata l'esistenza dei requisiti di legge, il tribunale ha dichiarato l'insolvenza della ACC in data 28 giugno 2013, nominando commissario giudiziale, su designazione del Ministro dello sviluppo economico, il dottor Maurizio Castro.
  Sulla base della relazione predisposta da quest'ultimo, con decreto in data 27 agosto 2013, il tribunale di Pordenone ha dichiarato l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria della ACC e, da ultimo, con decreto in data 4 settembre 2013, il Ministro dello sviluppo economico ha provveduto alla nomina del commissario straordinario nella persona del dottor Maurizio Castro.
  Naturalmente l'obiettivo che il commissario è chiamato a perseguire è prima di tutto quello di mettere in sicurezza la prosecuzione dell'attività e dei rapporti di lavoro dell'azienda e cercare poi soluzioni che possano consentire di avere un futuro produttivo e occupazionale adeguato per la ACC.
  A questo scopo il commissario straordinario dovrà predisporre entro 60 giorni dall'apertura della procedura, il programma di prosecuzione delle attività dell'impresa, con le relative previsioni economico-finanziarie, le connesse modalità di copertura del fabbisogno e le concrete ipotesi di sbocco futuro della procedura. Quindi, ora siamo in attesa del piano del commissario e naturalmente, non appena ci sarà questo piano, si avrà maggiore conoscenza sulle prospettive che si determineranno alla luce del piano stesso.
  Per quanto concerne la situazione occupazionale, anche il Ministero del lavoro ha seguito la vicenda e il 10 settembre 2012 la società ACC e le organizzazioni sindacali di categoria hanno sottoscritto un verbale di accordo che prevede, al fine di ridurre l'impatto occupazionale delle misure di ristrutturazione, il ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria «per ristrutturazione per complessità dei processi produttivi» a decorrere dal 13 ottobre 2013 per la durata di dodici mesi.
  L'intervento della cassa integrazione guadagni straordinaria interessa i siti di Mel e Pordenone e riguarda un massimo di 622 unità, pari all'intero organico dei due siti interessati.
  Si ricorda, infine, che, come gli Onorevoli sanno benissimo (do quindi questa informazione per completezza, anche se è superflua), con l'apertura della procedura di amministrazione straordinaria è applicabile il trattamento di integrazione salariale, ai sensi della legge n. 236 del 1992, che ne prevede l'utilizzo per tutta la durata dell'attività del commissario (e quindi in base al programma che poi il commissario stesso presenterà).
  Continueremo, pertanto, a seguire con grande attenzione la vicenda della ACC che – ripeto – è molto importante sicuramente per il territorio bellunese, ma anche per l'intero settore dell'elettrodomestico nel nostro Paese e, alla luce del programma del commissario straordinario, potremo fornire ulteriori informazioni al Senato.

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