ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13952

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 663 del 27/07/2016
Firmatari
Primo firmatario: ZOLEZZI ALBERTO
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 27/07/2016
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
BARONI MASSIMO ENRICO MOVIMENTO 5 STELLE 27/07/2016
LOREFICE MARIALUCIA MOVIMENTO 5 STELLE 27/07/2016


Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLA SALUTE
  • MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
  • MINISTERO PER LA SEMPLIFICAZIONE E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA SALUTE delegato in data 27/07/2016
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13952
presentato da
ZOLEZZI Alberto
testo di
Mercoledì 27 luglio 2016, seduta n. 663

   ZOLEZZI, BARONI e LOREFICE. — Al Ministro della salute, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione. — Per sapere – premesso che:
   in data 17 luglio 2016 sono apparse sulla stampa locale di Mantova segnalazioni di pazienti in merito al trasferimento delle dottoresse Beatrice Pisanelli e Francesca Adami dalla struttura complessa Oncologia dell'Azienda socio sanitaria territoriale «Carlo Poma» di Mantova verso la struttura cure palliative la prima e la struttura medicina di Pieve di Coriano (Mantova) la seconda;
   la direzione ospedaliera, interpellata sui motivi del trasferimento, ha commentato il giorno dopo che era necessario ristabilire serenità, equilibrio e buoni rapporti in reparto;
   alle prime lettere di pazienti si sono susseguite molte altre richieste di spiegazioni agli organi d'informazione da parte di pazienti seguiti anche da più di 10 anni dalle due specialiste, testimoniando la fiducia nel loro operato e in parte l'insofferenza per la riorganizzazione operativa di quella struttura che ha previsto la riduzione di esami di monitoraggio e in taluni casi approcci opinabili ai trattamenti farmacologici e non, apparentemente per una logica di budget;
   sugli organi di stampa il 21 luglio 2016 era apparsa la versione della regione Lombardia per bocca dell'assessore al welfare Gallera che ha dichiarato trattasi di «questione delicata che l'ASST di Mantova sta seguendo da oltre un anno, mettendo in campo una pluralità di azioni per risolverla»; è stata avviata una lunga valutazione da parte di un esperto terzo del Policlinico di Modena che non ha rilevato criticità cliniche ma solo criticità insanabili all'interno dell’équipe che hanno portato all'allontanamento coatto delle due dottoresse;
   la provincia di Mantova è collocata in pianura Padana: area a fortissimo impatto per tutte le matrici ambientali (aria, suolo, falde acquifere); la città di Mantova è sede di un sito di interesse nazionale per le bonifiche (SIN «Laghi chi Mantova e Polo Chimico») dove, nell'ultima campagna di monitoraggio del giugno 2015, sono state riscontrate concentrazioni di benzene superiori di 177.000 (centosettantasettemila) volte la norma. Lo studio epidemiologico «sentieri» sull'impatto del SIN aveva documentato oltre 70 diagnosi di tumore aggiuntive rispetto ad altre aree di analoga popolazione in regione Lombardia;
   sono in corso numerosi processi per patologie tumorali da esposizione professionale in provincia di Mantova. L'indice di occupazione dei letti nella struttura oncologia dell'ospedale di Mantova è purtroppo persistentemente molto elevato;
   questo contrasto fra possibile riduzione delle attività proprie di un reparto del genere, in una realtà territoriale impattata pesantemente a livello ambientale e professionale e l'incremento di altre attività, supportato da un clima di tensione, pongono ragionevoli dubbi, secondo gli interroganti, sul modus operandi della dirigenza ospedaliera della struttura «Carlo Poma» di Mantova che avrebbe dovuto ottenere quella serenità necessaria al buon funzionamento del reparto. A giudizio degli interroganti questo clima ha portato a scrivere documenti in supporto di una linea opinabile e non al confronto costruttivo sugli adeguati approcci ai pazienti;
   risulta dalla stampa locale (Gazzetta di Mantova del 22 luglio 2016) che «Gli uffici giudiziari di via Poma hanno aperto un fascicolo d'inchiesta sul reparto di Oncologia dell'ospedale Poma. E questo ben prima delle proteste di pazienti e familiari per il trasferimento forzato di due oncologhe, Francesca Adami e Beatrice Pisanelli, assegnate ad altri ospedali a seguito di un insanabile disaccordo con il primario Maurizio Cantore. Un dissidio che sarebbe stato suscitato da una differente visione sui protocolli terapeutici e sull'utilizzo di farmaci di nuova generazione, più efficaci ma anche molto più costosi e quindi non in linea con gli orientamenti di una sanità sempre più spesso improntata sui tagli di spesa. Non sarebbero dunque stati i cattivi rapporti interni all’équipe medica del reparto, raccontati dall'assessore regionale, a suscitare l'inchiesta giudiziaria. Bensì, secondo fonti vicine agli ambienti investigativi, almeno due esposti indirizzati alla Procura di via Poma» –:
   se il Governo sia al corrente della situazione descritta in premessa, se risultino altri casi analoghi e quali iniziative di competenza intenda assumere, al di là dell'episodio specifico, per garantire che le misure di razionalizzazione della spesa sanitaria non pregiudichino l'applicazione di protocolli terapeutici innovativi e il ricorso a farmaci di nuova generazione, con riferimento a tutto il territorio nazionale;
   se il Governo intenda promuovere, per quanto di competenza, una verifica circa le anomalie che sembrerebbero emergere in relazione alla gestione del rapporto lavorativo delle due oncologhe sopra citate, le quali, a giudizio degli interroganti, risultano immotivatamente penalizzate sul piano professionale, nonostante la fiducia dimostrata dai pazienti;
   se, alla luce di quanto accaduto, il Governo non intenda, su un piano più generale, assumere iniziative per favorire e incentivare un modello di gestione della pubblica amministrazione maggiormente basato sulla valorizzazione del merito e dell'efficienza;
   se il Ministro della salute – alla luce del rilevante numero di decessi sui quali si starebbe concentrando l'inchiesta e dell'ipotesi riportata dalla stampa di un non corretto uso di farmaci oncologici – non ritenga, per quanto di competenza, di promuovere un'ispezione ministeriale presso l'ospedale «Carlo Poma» di Mantova. (4-13952)

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

prodotto farmaceutico

cancro

cure palliative