ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13939

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 663 del 27/07/2016
Firmatari
Primo firmatario: FANTINATI MATTIA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 27/07/2016


Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
  • MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI delegato in data 27/07/2016
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13939
presentato da
FANTINATI Mattia
testo di
Mercoledì 27 luglio 2016, seduta n. 663

   FANTINATI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
   è tornata alla ribalta delle cronache cittadine, la questione Ferrali spa, azienda veronese, dal 1955 leader nelle produzioni termoclimatiche, che nei giorni scorsi ha presentato un nuovo piano industriale con la previsione di un taglio di 600 posti di lavoro in Italia;
   in passato, la società aveva accumulato oltre 350 milioni di euro di debiti, tra cui 310 milioni nei confronti di banche che nella primavera del 2015 avevano deciso di interrompere l'erogazione di finanziamenti. Questa mossa aveva portato al fermo della produzione industriale. Per uscire da questa impasse, la società era stata commissariata e aveva ricevuto un'iniezione di liquidità per 65 milioni da due fondi, l'inglese Attestor e l'italiano Oxy, i quali avevano anche rinegoziato i debiti milionari con le banche;
   obiettivo dei vertici aziendali è, ora, quello di rendere Ferroli «più competitiva sul mercato, più snella, più internazionale», mentre oggi «il rapporto impianti-dipendenti è sbilanciato, e l'azienda sta bruciando tutta la cassa»;
   per raggiungere questo risultato è stata decisa la chiusura delle fonderie, del settore logistico e della produzione di motori elettrici. È previsto di mantenere solo due sedi produttive: San Bonifacio-Villanova e Casole d'Elsa in Toscana;
   sono 600 gli esuberi, su un totale di 1209 dipendenti distribuiti in tutta Italia, e oltre 400 di questi sono previsti negli stabilimenti di San Bonifacio: esattamente la metà della forza lavoro presente nel Veronese;
   nel dettaglio, gli esuberi comprendono tutti i 130 lavoratori dello stabilimento di Alano, nel Bellunese, il 50 per cento di quelli della Lamborghini di Dosso, nel Ferrarese e il 40 per cento della Finterm di Grugliasco, a Torino, le cui attività verranno trasferite a San Bonifacio: le percentuali sono quindi destinate a salire, qualora alcuni dipendenti non accettassero il trasferimento;
   il grosso degli esuberi si concentra, tuttavia, a San Bonifacio, dove l'azienda conta di far rimanere solo gli uffici del gruppo;
   ecco il «bollettino di guerra»: la fonderia, con i suoi 84 lavoratori, verrà chiusa; il settore murali e mantelli, che conta 289 lavoratori, sarà dimezzato, così come il settore basamento; verranno ridotte del 40 per cento le unità del reparto freddo e del 40 per cento quelle della logistica interna;
   sono interessati al taglio del 23 per cento anche gli uffici, dove lavorano 200 impiegati. Altri 150 esuberi sono in programma all'estero, dove sono già stati chiusi gli stabilimenti di Polonia, Turchia e Germania;
   sul fronte sindacale, Cgil e Cisl ammettono di aver ipotizzato tagli ma non in questa misura, «anche perché nel novembre scorso i lavoratori avevano accettato una riduzione del salario per andare incontro alle difficoltà di cassa dell'azienda. E negli ultimi anni sono stati avviati percorsi di avvicinamento alla pensione per 200 persone... vogliono esternalizzare il più possibile e tenendo qui solo l'assemblaggio» –:
   se i Ministri interrogati siano a conoscenza della vertenza esposta in premessa;
   se non ritengano urgente convocare le parti in causa ad un tavolo istituzionale per tentare soluzioni che possano salvaguardare l'occupazione ed il tessuto produttivo dell'area in questione e, al contempo, prevedere il rinnovo della cassa integrazione, in scadenza a novembre 2016. (4-13939)

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

soppressione di posti di lavoro

politica occupazionale

riduzione dei salari