Legislatura: 17Seduta di annuncio: 662 del 26/07/2016
Primo firmatario: MELILLI FABIO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 26/07/2016
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA
- MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA delegato in data 26/07/2016
MELILLI. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
i comuni per i pasti forniti al personale statale della scuola, insegnanti e ATA ricevono un contributo di circa 2,80 euro a fronte di una spesa media di 5,00/6,00 euro a pasto e quindi, complessivamente, un rimborso di 62 milioni di euro, a fronte di una spesa che l'Anci stima in circa 130 milioni di euro coprendo la differenza con risorse proprie;
i 62 milioni di euro derivano da: 46 milioni di euro annui (90 miliardi delle vecchie lire) previsti nella legge n. 4 del 1999 e da un incremento (ampiamente insufficiente) di 16 milioni di euro operato a seguito del contratto collettivo nazionale del lavoro della scuola del 2007 che, senza alcun preventivo accordo con i comuni, ampliò la platea degli aventi diritto alle mense comunali, riconoscendo il diritto a tutto il personale statale in servizio durante la refezione, compreso il personale ATA;
la cifra da allora è sempre rimasta invariata e non sono mai stati operati incrementi, nonostante le reiterate richieste dell'Anci e nonostante il Tar Lombardia nel 2009 abbia riconosciuto la competenza del Ministero dell'Istruzione dell'università e della ricerca per il pagamento dei pasti per il personale statale, precisando che il costo di ogni attività formativa, compresa l'assistenza educativa alla refezione, deve essere posta a carico dello Stato quale datore di lavoro, gravando sull'ente locale la sola gestione dei servizi di assistenza scolastica rivolti agli alunni;
a seguito di quanto previsto al comma 41 dell'articolo 7 della legge n. 135 del 2012, il contributo dello Stato non viene più erogato in base ai pasti effettivamente forniti, ma viene assegnato direttamente agli enti locali in proporzione al numero di classi che accedono al servizio di mensa scolastica;
tale nuova metodologia di ripartizione delle risorse produce una maggiore celerità nell'erogazione delle somme, ma l'assegnazione in base al numero delle classi ha determinato maggiore iniquità rispetto al metodo precedente che prevedeva il rimborso a seguito del conteggio effettivo;
l'Anci, nel corso degli anni, ha più volte espresso la non condivisione delle disposizioni normative che prevedono un «Contributo» dello Stato in luogo del rimborso dell'intero costo;
l'Anci ha inoltre espresso la non condivisione del fatto che tale «contributo» sia erogato in proporzione al numero delle classi che accedono al servizio;
si rileva la necessità di una modifica normativa, passando da contributo a rimborso;
appare opportuno l'adeguamento della somma, sia rispetto al numero dei dipendenti statali autorizzati, sia all'effettivo costo sostenuto dai comuni per l'acquisto dei pasti, trattandosi di una cifra individuata nel 1999, seppur con una insufficiente integrazione a partire dal 2007;
fino ad oggi non si è avuto nessun riscontro positivo alla questione;
alcuni comuni hanno intenzione di adire le vie legali nei confronti del Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca al fine di ottenere il rimborso completo delle spese sostenute;
l'Anci ha posto la questione all'attenzione della Conferenza Stato-città ed autonomie locali, per tentare di individuare una soluzione condivisa;
negli incontri tecnici che si sono tenuti, il Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca ha preso atto della necessità di attualizzare la somma riconosciuta ai comuni rappresentando la difficoltà di reperire le risorse necessarie, ma individuando, d'intesa con l'Anci, una possibile soluzione che prevede un periodo, transitorio nel quale viene riconosciuto ai comuni un incremento delle somme pari al 50 per cento della differenza tra la somma attualmente stanziata (62 milioni di euro) e quella effettivamente spettante (130 milioni di euro), che ad avviso dell'Anci non potrà essere inferiore a 30 milioni di euro annui;
l'Anci è disposta a soprassedere all'adeguamento delle risorse per l'anno scolastico appena concluso, ma richiede che tale adeguamento avvenga a partire dall'anno scolastico 2016-17;
si tratta di una soluzione provvisoria in attesa di una revisione delle norme contrattuali del personale insegnante ed ATA statale che dovrà prevedere che sia l'amministrazione da cui dipendono gli insegnanti e gli ausiliari a sostenere per intero i costi dei pasti nell'ambito del prossimo rinnovo di contratto del personale;
va rilevato che negli incontri politici di conferenza Stato-città ed autonomie locali non vi è stata nessuna risposta soddisfacente da parte dei ministeri interessati –:
quali siano gli orientamenti dei Ministri interrogati affinché si provveda, già a partire dall'anno scolastico 2016/17, all'incremento delle risorse per i pasti al personale statale al fine di adeguare il contributo che i comuni ricevono per tale spesa, da parte dello Stato. (4-13928)
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):organizzazione senza fini lucrativi
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