Legislatura: 17Seduta di annuncio: 662 del 26/07/2016
Primo firmatario: SORIAL GIRGIS GIORGIO
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 26/07/2016
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
- MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 26/07/2016
SORIAL. — Al Ministro della giustizia, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
la Banca Mediocredito del Friuli Venezia Giulia spa fondata nel 1957 come istituto di credito a medio termine per il finanziamento di piccole e medie imprese della provincia di Udine, si è trasformata nel corso del tempo perdendo le specialità che ne avevano favorito la nascita fino a diventare banca ordinaria;
la Banca, partecipata dalla regione autonoma Friuli Venezia Giulia, ha favorito lo sviluppo delle aziende ed è stata un punto di riferimento degli imprenditori e dei cittadini regionali in particolare nell'ambito dei finanziamenti erogati in virtù di leggi agevolative regionali, nazionali o comunitarie;
tuttavia, a seguito dell'emergere di risultanze parzialmente sfavorevoli, nel settembre 2010 Banca d'Italia avviava una ispezione ai sensi delle disposizioni in materia bancaria e finanziaria;
all'esito di tale ispezione, terminata nel novembre 2010, sono emersi rilievi ed osservazioni che richiedevano l'adozione di interventi correttivi. In particolare, l'ispezione rilevava:
a) sotto il profilo del rischio strategico e sistemi di governo: protratte incertezze strategiche dell'azionista di riferimento (Finanziaria MC s.p.a. – regione Friuli Venezia Giulia) riguardanti anche la mission aziendale, che hanno condizionato l'azione di governance, risultata debole e poco reattiva in un contesto di mercato non favorevole;
b) sotto il profilo del sistema dei controlli: un debole impianto dei controlli a causa della mancanza di una completa mappatura dei processi di lavoro e della non coerente collocazione organizzativa dei presidi, inidonea ad assicurare funzionalità efficace alle strutture incaricate;
c) sotto il profilo del rischio di credito: una elevata esposizione al rischio di credito non correttamente segnalata all'organo di vigilanza a causa anche del consistente incremento di sofferenze dell'ultimo biennio (+ 280 per cento). Il processo creditizio risulta connotato da attività istruttorie non approfondite, dal trascurato monitoraggio di informazioni rilevanti, una ponderazione più favorevole ai finanziamenti erogati ai Consorzi di sviluppo industriale garantiti dalla Regione Friuli Venezia Giulia nonostante la vigilanza avesse già stigmatizzato tale pratica;
d) sotto il profilo del rischio operativo: carenze regolamentari e disfunzioni nei controlli nell'area amministrativo-contabile che si sono riflesse sulla qualità delle segnalazioni inviate alla Vigilanza;
l'autorità di vigilanza si riservava di effettuare ulteriori comunicazioni ed integrazioni all'esito degli accertamenti, nonché di promuovere eventuali provvedimenti ai sensi della vigente legislazione bancaria e finanziaria;
in data 18 aprile 2011 il nucleo di polizia tributaria di Udine inoltrava al procuratore aggiunto Dottore Raffaele Tito della procura di Udine, il fascicolo contenente l'esito dell'attività d'indagine eseguita in merito all'attività ispettiva della Banca d'Italia nei confronti della Banca Mediocredito del Friuli Venezia Giulia Spa;
in tale fascicolo i militari rappresentavano che sebbene la relazione degli ispettori della banca d'Italia redatta al termine dell'attività di ispezione avesse evidenziato risultanze sfavorevoli tali da richiedere l'adozione di interventi correttivi, tale giudizio non tiene conto di un'altra serie di aspetti riguardanti il progetto di acquisto di Friulia-Lis Spa e successiva fusione per incorporazione in Mediocredito Friuli Venezia Giulia;
secondo gli ispettori della Guardia di Finanza, l'operazione di acquisizione della partecipazione della società di leasing Friuli-Lis Spa da parte del Mediocredito Friuli Venezia Giulia è stata inserita, sulla carta, per rafforzare le sue dotazioni patrimoniali con un aumento di capitale a pagamento di 50 milioni di euro, ma in realtà l'operazione aveva lo scopo di consentire a Friulia spa, la finanziaria dalla regione Friuli Venezia, di monetizzare nell'immediato i crediti vantati nei confronti della Friulia-Lis spa (finanziamenti attivi per 20,9 milioni di euro ed estinzione di un mutuo di 20 milioni di euro acceso per consentire la distribuzione di riserve di utili della Friulia-Lis Spa);
nel computo dell'esborso finanziario sostenuto dalla Banca Mediocredito del Friuli Venezia Giulia spa vi è inoltre il valore di cessione della partecipazione della Friulia-Lis spa pari a 23,05 milioni di euro, un valore che la Guardia di finanza ritiene non aderente alla realtà fattuale. Ad avviso degli ispettori tale operazione è stata celata e non rilevata nel corso dell'ispezione dell'organo di vigilanza proprio per nasconderne gli effetti sull'adeguatezza patrimoniale della Banca Mediocredito del Friuli Venezia Giulia spa e dei relativi indici di controllo;
a conclusione della relazione il nucleo di polizia tributaria di Udine invitava la procura di Udine ad investire della problematica Banca d'Italia al fine di integrare le risultanze della prima ispezione con le risultanze dell'indagine della Guardia finanza per verificare l'esistenza di omissioni da parte dei responsabili della Banca Mediocredito del Friuli Venezia Giulia spa nei rapporti con gli organi di vigilanza;
si ricorda che l'articolo 97-bis del Testo unico bancario dispone che:
«1. Il pubblico ministero che iscrive, ai sensi dell'articolo 55 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, nel registro delle notizie di reato un illecito amministrativo a carico di una banca ne da comunicazione alla Banca d'Italia e, con riguardo ai servizi di investimento, anche alla CONSOB. Nel corso del procedimento, ove il pubblico ministero ne faccia richiesta, vengono sentite la Banca d'Italia e, per i profili di competenza, anche la CONSOB, le quali hanno, in ogni caso, facoltà di presentare relazioni scritte.
2. In ogni grado del giudizio di merito, prima della sentenza, il giudice dispone, anche d'ufficio, l'acquisizione dalla Banca d'Italia e dalla CONSOB, per i profili di specifica competenza, di aggiornate informazioni sulla situazione della banca, con particolare riguardo alla struttura organizzativa e di controllo....»;
qualora la Banca d'Italia dovesse riscontrare quanto emerso dalle indagini si configurerebbe la fattispecie di reato, ascrivibile ai componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, di cui all'articolo 2638 comma 2, del codice civile (ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza) punibile con la reclusione da uno a quattro anni;
il 26 maggio 2011 la Banca d'Italia comunicava al nucleo di polizia tributaria di Udine di aver avviate una procedura sanzionatoria amministrativa, ai sensi dell'articolo 145 del decreto legislativo n. 385 del 1993, in esito alle risultanze emerse nel corso degli accertamenti ispettivi;
il 13 gennaio 2012 il pubblico ministero della procura della Repubblica presso il Tribunale di Udine, Dottore Raffaele Tito, a cui il nucleo di polizia tributaria di Udine aveva inviato l'informativa sulle operazioni di fusione per incorporazione avviate dalla Banca Mediocredito del Friuli Venezia Giulia spa del 100 per cento delle azioni della Friulia-Lis spa, detenute dalla finanziaria regionale Friulia spa, e chiedeva al giudice per le indagini preliminari l'archiviazione del procedimento;
in tale richiesta si evidenziava che tale operazione era stata il frutto di precise e manifeste scelte politiche del Governo regionale e che, sebbene la Guardia di finanza avesse sollevato profili di scarsa trasparenza e non veridicità dei dati contabili di quella operazione, la stessa era stata soggetta ad approvazione da parte di Banca d'Italia nel febbraio 2008;
il procuratore Tito, inoltre, escludeva che vi fossero rilievi penali ex articolo 2638 cc rispetto alle necessarie e dovute comunicazioni da parte del Mediocredito del Friuli Venezia Giulia all'organo di vigilanza;
rispetto alla rassegna stampa prodotta dalla Guardia di finanza e allegata all'informativa, il Dottore Tito, pur ritenendola interessante, la liquidava non ritenendo le perplessità esposte da diversi esponenti politici, elementi che offrissero profili penali, limitandosi a prospettare dubbi e mere opportunità e sperpero di denaro;
fino al 2009 il Mediocredito è stato un gruppo performante con risultati reddituali in crescita che interveniva anche nel tessuto industriale del vicino Veneto, ma dal 2009 in poi gli utili sono scesi continuamente, facendo venire al pettine i nodi man mano che sono cresciute le sofferenze, le rettifiche di valore e gli accantonamenti per prestiti alle piccole e medie imprese finite in default;
nel 2015 l'agenzia di rating Fitch ha downgradato Mediocredito da «BBB+» a «6», perché le limitazioni previste dalla direttiva europea e delle normative comunitarie in materia di aiuti di stato «possono condizionare il supporto fornito dalla Regione alla banca in un'eventuale situazione di stress severo»;
a parere dell'interrogante, tutta l'operazione sembrerebbe aver goduto di una rete di protezione a livello regionale che avrebbe coperto e «silenziato» quanto emerso dall'informativa della Guardia di finanza e si ravviserebbero delle inquietanti analogie con quanto accaduto recentemente a Banca Etruria con la differenza che in questo caso si sono utilizzati fondi pubblici;
non è del tutto chiaro se e quante operazioni di finanziamento realizzate da Mediocredito credito del Friuli Venezia Giulia abbiano interessato aziende che non presentavano alcuna capacità di rimborso in quanto si trattava di aziende in avanzato stato di crisi –:
di quali elementi disponga il Governo in relazione a quanto esposto in premessa e quali ulteriori accertamenti, per quanto di competenza, intenda promuovere al riguardo, a tutela dei risparmiatori e delle imprese;
se il Ministro della giustizia non ritenga di assumere iniziative ispettive presso gli uffici giudiziari di Udine ai fini dell'eventuale esercizio di tutti i poteri di competenza;
se non si intenda fare luce, per quanto di competenza, su quella che appare all'interrogante una rete di protezione che avrebbe tenuto sotto silenzio quanto emerso dall'informativa della Guardia di finanza, sulle motivazioni di tale comportamento nonché sulle eventuali responsabilità. (4-13927)
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):banca
sviluppo industriale
credito industriale