Legislatura: 17Seduta di annuncio: 662 del 26/07/2016
Primo firmatario: GRIMOLDI PAOLO
Gruppo: LEGA NORD E AUTONOMIE - LEGA DEI POPOLI - NOI CON SALVINI
Data firma: 26/07/2016
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELL'INTERNO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 26/07/2016
Partecipanti allo svolgimento/discussione RISPOSTA GOVERNO 28/11/2016 MANZIONE DOMENICO SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (INTERNO)
RISPOSTA PUBBLICATA IL 28/11/2016
CONCLUSO IL 28/11/2016
GRIMOLDI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
in via Asiago 8/D, a Monza, io una elegante palazzina di recente costruzione (2013) e composta da una quarantina di appartamenti, pare, secondo quanto riportato anche dai quotidiani locali, che siano ospitati attualmente 126 richiedenti asilo;
nel medesimo complesso residenziale vivono 34 cittadini italiani, distribuiti in una dozzina di famiglie;
il primo invio di richiedenti asilo nella palazzina è iniziato nel novembre 2015, con una trentina di richiedenti asilo di origine bengalese, e in breve tempo il numero degli immigrati è arrivato, già a fine 2015 agli attuali 126, distribuiti in 13 appartamenti, da circa 60 a 80 metri quadri ciascuno;
la gestione dell'accoglienza dei richiedenti asilo nella palazzina di via Asiago risulta affidata alla società «Trattoria mercato srl», che ha partecipato e vinto il bando promosso dalla prefettura di Monza ed ha provveduto ad alloggiarli in alcuni appartamenti sfitti del medesimo complesso di cui sopra, messi a disposizione dal costruttore in cambio del pagamento di un canone di affitto;
come riportato anche dalla stampa, la decisione di collocare 126 immigrati in una palazzina dove vivevano solo 34 cittadini italiani non porta logicamente a nessuna integrazione ma invece ha creato numerosi e gravi problemi nello stabile;
le ragionevoli preoccupazioni e opportune segnalazioni alle forze dell'ordine e alla prefettura, a cui gli abitanti dello stabile si sono rivolti per avere aiuto, ad oggi non hanno avuto alcun fattivo riscontro –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti sopra riportati e se questi corrispondano al vero; in particolare: quale sia il numero effettivo e la nazionalità dei richiedenti asilo ospitati nella palazzina di via Asiago a Monza dal novembre 2015 ad oggi e in quanti appartamenti siano effettivamente collocati, con indicazione della relativa metratura; a quale punto della procedura sia l'esame delle domande, di protezione internazionale presentate e quali gli eventuali esiti; quale sia la motivazione per la quale si sia provveduto a collocare in un unico stabile un numero così elevato di immigrati rispetto ai residenti italiani; se tale numero sia destinato ad aumentare e se siano previsti nuovi arrivi nella medesima palazzina; se il Ministro interrogato non ritenga necessario assumere iniziative affinché sia trasferita quantomeno una parte di queste persone in altre strutture; quali controlli, sia preventivi che successivi, siano stati effettuati dalla prefettura competente e dalle forze dell'ordine, ognuno per quanto di competenza, con riguardo ai profili di sicurezza e igienico sanitario, anche a seguito delle segnalazioni dei residenti del complesso residenziale.
(4-13926)
Risposta. — Con l'interrogazione in esame l'interrogante, nel richiamare l'attenzione sulla situazione di un centinaio di richiedenti asilo ospitati in una palazzina di via Asiago a Monza, formula una serie articolata di quesiti sull'impatto che la loro presenza sta determinando sotto il profilo igienico-sanitario oltreché dell'ordine e della sicurezza pubblica. Chiede, altresì, di conoscere gli intendimenti del Ministero dell'interno circa il trasferimento dei migranti in una struttura idonea.
A tale proposito, si informa che le strutture di accoglienza a cui si fa riferimento nell'interrogazione parlamentare sono gestite dalla società «Trattoria Mercato s.r.l.» che svolge, tra l'altro, attività alberghiere e di ristorazione e si avvale, per garantire i servizi di integrazione, orientamento e formazione degli ospiti accolti, della cooperativa sociale «Madre Santina onlus» con la quale risulta sottoscritta apposita convenzione.
Il rapporto contrattuale tra la prefettura di Monza e della Brianza e la suddetta società si è instaurato a seguito della procedura di gara indetta nell'agosto 2015 e successivo provvedimento di aggiudicazione dell'ottobre 2015.
Prima dell'aggiudicazione definitiva, la prefettura ha verificato la sussistenza sia dei requisiti soggettivi normativamente previsti – che non hanno evidenziato elementi ostativi – sia della capacità tecnica a fornire i servizi per l'integrazione richiesti dal bando in forza della convenzione sottoscritta con la Cooperativa sociale «Madre Santina onlus» che ha sede nel territorio del comune di Lecce ed opera da tempo in tutto il territorio nazionale, autonomamente e in convenzione con istituti religiosi ed altri enti ed associazioni, nel settore dell'assistenza sociale, dell'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale ed anche per la realizzazione di progetti SPRAR.
Si evidenzia che i posti messi a disposizione nell'ambito della suddetta procedura di gara, come pure per quella precedentemente indetta, erano risultati del tutto insufficienti a coprire il fabbisogno connesso alle sempre più pressanti esigenze di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale in arrivo in ambito provinciale. Pertanto, con determina a contrarre del dicembre 2015 e successivo bando del gennaio 2016, è stata avviata una nuova procedura di gara per l'affidamento del predetto servizio per il periodo 1o maggio 31 dicembre 2016, procedura aggiudicata – limitatamente a 143 posti – proprio alla «Trattoria Mercato s.r.l.».
In attesa dell'aggiudicazione definitiva di tale gara (intervenuta il 19 maggio 2016 con stipula del relativo accordo quadro il 1o giugno 2016), il predetto ente gestore ha stipulato con la prefettura anche una convenzione per 43 posti riferita al periodo 1o aprile – 31 maggio 2016, per far fronte alle urgenti esigenze di accoglienza.
L'inserimento più cospicuo dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale nelle strutture di via Asiago si è verificato a decorrere proprio da quel periodo allorché, per assicurare l'accoglienza ai richiedenti protezione internazionale giunti in Brianza in numero e frequenza tali da portare a saturazione tutte le strutture già attive in quel territorio, non si è potuto operare scelte diverse da quella di occupare tutti i posti che, pur disponibili negli edifici di via Asiago, non erano stati, fino a quel momento, utilizzati.
In precedenza, la sistemazione dei richiedenti protezione internazionale negli stabili attualmente occupati, iniziata a partire dal mese di novembre dello scorso anno, era stata graduale e, fino a quando era stato possibile, si era cercato di mantenere le presenze al di sotto della soglia delle 50 unità, secondo l'impostazione del sistema di accoglienza adottato in ambito provinciale, che punta ad un'ospitalità diffusa dei richiedenti protezione internazionale per evitare soluzioni di forte impatto sui territori e favorire l'integrazione dei cittadini stranieri ospitati.
Attualmente, in via Asiago sono ospitati 116 richiedenti protezione internazionale, tra i quali 15 minori con i relativi nuclei familiari. Essi sono distribuiti in 16 alloggi di varia metratura (dagli 80 ai 120 metri quadri), inseriti in due distinti complessi condominiali che comprendono altri 80 appartamenti in buona parte abitati da residenti.
Fin dal primo ingresso degli ospiti stranieri nelle predette strutture, la prefettura ha prestato notevole attenzione alla prevenzione di eventuali situazioni di tensione con i residenti, disponendo visite di controllo in loco da parte della commissione costituita nel 2014 per la verifica della qualità dei servizi erogati nelle strutture destinate all'accoglienza dei migranti.
A seguito di tali visite, dalle quali non sono emerse criticità particolari, l'ente gestore è stato comunque sollecitato ad adottare idonee misure volte a tenere costantemente sotto controllo il comportamento degli ospiti e a far rispettare le regole condominiali, nonché a favorire l'impegno degli stessi in attività di volontariato ed, ovviamente, ad assicurare la frequenza di corsi di italiano, come previsto dal contratto.
Secondo gli impegni contrattuali assunti, infatti, l'ente gestore, oltre ad assicurare ai migranti i servizi di accoglienza previsti dalle disposizioni ministeriali, è tenuto a garantire, tra le prestazioni volte a favorire l'integrazione degli ospiti, progetti/percorsi formativi di avvicinamento alla conoscenza della lingua italiana ed all'impiego costruttivo del tempo a disposizione, organizzando laboratori od iscrivendo gli interessati a corsi di informatica o di formazione professionale.
È prevista anche la partecipazione degli ospiti a progetti finalizzati all'esecuzione di attività volontarie da rendere a favore della collettività, con copertura assicurativa a carico dell'ente gestore.
Nel caso specifico, poi, la società incaricata dell'accoglienza, su richiesta della prefettura ha assicurato anche un presidio fisso presso la struttura con propri operatori ed ha spontaneamente attivato, pur non essendo emersi elementi che ne rendessero necessaria la predisposizione, un servizio di vigilanza notturna da parte di un apposito istituto, al fine di ridurre al minimo la percezione di insicurezza dei condomini del complesso di edifici presenti in quell'area ed impedire l'ingresso negli appartamenti di soggetti estranei.
L'ente gestore si è, altresì, reso disponibile al pagamento delle spese condominiali, a carico della proprietà, per corrispondere alla richiesta formulata in tal senso dall'amministratrice del condominio, che ne aveva segnalato la pregressa inadempienza.
Ripetuti sopralluoghi sono stati effettuati anche da personale della locale A.T.S. Brianza (ex A.S.L.) che ha evidenziato una buona situazione degli alloggi sotto il profilo igienico-sanitario e formulato prescrizioni, relative anche alla loro capienza massima, alle quali l'ente gestore ha ottemperato.
In tal senso, fin dallo scorso mese di luglio si è proceduto alla graduale sostituzione degli ospiti sistemati in quel contesto con nuclei familiari. Attualmente le famiglie accolte, alcune delle quali monoparentali, sono sei e i minori presenti sono quindici, la maggior parte dei quali in tenera età.
Presso la prefettura, si sono svolti vari incontri con i residenti, nel corso dei quali sono stati forniti puntuali chiarimenti sul sistema provinciale di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e sulle ragioni per le quali, allo stato attuale, non è possibile accogliere la richiesta di azzerare le presenze degli ospiti accolti. In tali occasioni, si è sottolineato, inoltre, con riferimento alla percezione di insicurezza manifestata, che il livello di attenzione sulla struttura di via Asiago è sempre stato elevato e continuerà ad esserlo, in virtù dell'assidua attività di vigilanza assicurata dalle Forze di polizia e dalla polizia locale del capoluogo brianzolo.
Al riguardo, si rappresenta che nel corso dei mesi di permanenza dei migranti negli stabili in questione non si sono verificati episodi di rilievo sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza pubblica e le preoccupazioni manifestate dai condomini hanno riguardato, per lo più, il deprezzamento che potrebbero subire gli immobili per la presenza dei migranti e le condotte non sempre rispettose delle regole condominiali – dalla raccolta differenziata dei rifiuti allo smodato od improprio utilizzo dell'ascensore –, i cui costi di esercizio, peraltro, sono posti tutti a carico dell'ente gestore.
Comunque, le richieste avanzate dai residenti durante i predetti incontri, dirette ad attenuare il disagio percepito, sono state recepite nei limiti del possibile, tant’è che sono stati effettuati, a cura e spese dell'ente gestore, alcuni lavori di manutenzione segnalati, come quelli di pulizia del porticato e di tinteggiatura delle scale.
Agli incontri con i residenti svoltisi in prefettura hanno partecipato sia il sindaco che il vice sindaco del comune di Monza che hanno manifestato la disponibilità dell'amministrazione comunale a concorrere al reperimento di sistemazioni alloggiative alternative all'attuale, al di fuori di quelle offerte nell'ambito delle procedure di gara indette dalla prefettura che, come già evidenziato, non hanno consentito nemmeno di coprire il fabbisogno dei posti indicato nel bando.
Sulla problematica si è focalizzata l'attenzione di varie forze politiche ed in particolare degli esponenti locali della Lega Nord e, più recentemente, del MoVimento 5 Stelle che hanno chiesto di essere ricevuti in prefettura per un approfondimento della questione.
Nel corso degli incontri svoltisi rispettivamente l'8 settembre e il 7 ottobre 2016, è stato illustrato il sistema di accoglienza provinciale che, nei limiti consentiti dal numero degli arrivi e dalle caratteristiche del territorio così densamente abitato, è strutturato secondo criteri di ampia diffusione delle presenze degli immigrati. Infatti, le strutture di accoglienza sono, presenti nel territorio di ben 44 su 55 comuni e, per favorire l'integrazione dei cittadini stranieri ospitati, le amministrazioni locali interessate hanno sottoscritto con gli enti gestori un protocollo d'intesa, promosso dalla prefettura, per favorire l'inserimento dei migranti in attività di volontariato e/o di utilità sociale.
In tali attività sono stati coinvolti, ovviamente su base volontaria, anche i richiedenti protezione internazionale accolti negli stabili di via Asiago che hanno aderito a vari progetti promossi dall'ente gestore, in collaborazione con il comune di Monza, e partecipato all'evento «pulizie di primavera». Alcuni di loro hanno fornito la propria collaborazione anche in lavori di imbiancatura o di pulizia di locali e strutture comunali.
Con alcune associazioni di volontariato attive nel quartiere sono state organizzate attività laboratoriali e corsi di lingua, che si sono aggiunti a quelli frequentati presso il centro provinciale per l'istruzione degli adulti. Sono stati realizzati, inoltre, eventi sportivi o progetti di volontariato, come quello rivolto all'accoglienza dei bambini del Sahrawi.
Relativamente all’iter procedurale avviato a seguito della richiesta di protezione internazionale da parte degli stranieri accolti in via Asiago, si fa presente che 38 di essi sono in attesa di formalizzare l'istanza di asilo, 7 sono in attesa di ricevere la notifica dell'esito dell'audizione già svolta presso la commissione territoriale competente, tutti gli altri sono in attesa di essere auditi dalla commissione medesima.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Domenico Manzione.
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):asilo politico
controllo sanitario
amministrazione locale