Legislatura: 17Seduta di annuncio: 596 del 23/03/2016
Primo firmatario: LIUZZI MIRELLA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 23/03/2016
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
- MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
- MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE delegato in data 23/03/2016
LIUZZI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
terremoto dell'Irpinia del 23 novembre del 1980 colpì la Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale. Caratterizzato da una magnitudo di circa 6.9 (scala Richter), causò circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti;
ai sensi del decreto-legge n. 75 del 1981 convertito, con modificazioni nella legge n. 219 del 1981, lo Stato intervenne edificando degli alloggi destinati a coloro che non possedevano più un'abitazione agibile. Tra le province maggiormente sinistrate rientrò anche quella di Potenza, che utilizzando i finanziamenti della Cassa depositi e prestiti in virtù della legge prima citata, consentì al comune di Potenza di costruire gli alloggi ubicati in contrada Malavaccaro (che ad oggi ospita 354 famiglie);
cinque anni dopo, la legge n. 341 dell'8 agosto 1985 articolo 21-bis, sancì che gli alloggi costruiti ai sensi della legge n. 219 del 1981, erano ceduti a titolo gratuito a coloro che ne avevano avuto formale assegnazione (anche provvisoria);
l'Avvocatura generale dello Stato, in merito all'interpretazione della norma 219 del 1981, chiarì che nel caso in cui i prefabbricati in questione fossero di proprietà di enti pubblici diversi dallo Stato, gli stessi avrebbero potuto ugualmente essere ceduti gratuitamente dai medesimi enti a soggetti aventi diritto ai sensi della citata legge n. 341 del 1995;
il comune di Potenza nel 1994 con delibera n. 304 (a dispetto della norma nazionale prima citata e dell'interpretazione dell'Avvocatura generale dello Stato), nell'ambito del programma di dismissione del proprio patrimonio immobiliare procedette all'alienazione degli alloggi e delle aree ubicate in contrada Malavaccaro, includendo le stesse nelle proposte di vendita del capoluogo di regione lucano. La regione Basilicata intervenne allora sulla questione – secondo fonti stampa – asserendo che gli alloggi di contrada Malavaccaro erano beni patrimoniali dello Stato, pertanto il comune di Potenza non aveva nessun titolo per procedere alla loro alienazione. Successivamente, la stessa regione Basilicata con delibera reg. n. 40 del 24 agosto 1995, autorizzò la vendita degli alloggi di contrada Malavaccaro;
sulla base del parere legale dell'Avvocatura generale dello Stato, la direzione centrale del demanio con foglio n. 72932 del 1o giugno 1999 impartì alle competenti direzioni compartimentali del territorio di Napoli e Bari (competente per la Basilicata) il compito di provvedere alla cessione a titolo gratuito dei soli prefabbricati da ritenersi di proprietà statale in quanto realizzati con fondi statali su aree demaniali;
il 7 novembre 2003 l'Agenzia del demanio (filiale di Matera – sezione staccata di Potenza) sanciva che gli alloggi prefabbricati di proprietà degli enti potevano essere gratuitamente ceduti dagli enti stessi ai soggetti che ne avevano fatto richiesta;
il 20 dicembre 2003, l'allora Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze intervenne sulla questione rispondendo all'interrogazione n. 4.02821 dell'onorevole Molinari stabilendo che gli alloggi della contrada Malavaccaro nel comune di Potenza non erano stati realizzati né con fondi statali né in aree demaniali;
dalla succitata interpretazione dell'articolo 21-bis della legge 341 del 1995 gli immobili di contrada Vaccaro vennero considerati dal comune come non prefabbricati (in quanto edificati con edilizia tradizionale) e non di proprietà dello Stato, nonostante questi avessero usufruito dei finanziamenti della Cassa depositi e prestiti nel programma di ricostruzione di cui all'articolo 2 della legge n. 219 del 1981;
durante la seduta comunale del 25 febbraio 2015, il consigliere comunale del gruppo del M5S Savino Giannizzari interrogava il sindaco sulla questione contrada Malavaccaro, chiedendo il rilascio dell'elenco (con allegate le relative domande) degli aventi diritto alla cessione a titolo gratuito dell'alloggio loro assegnato, trasmesso al comune di Potenza da parte dell'ufficio del Demanio di Matera in data 31 ottobre 2003 (prot. 10676) e successivamente nell'anno 2007 (prot. 2007/4545) su richiesta del comune di Potenza con nota n. 1415 del 13 ottobre 2006;
il consigliere comunale Savino Giannizzari in quella sede, evidenziava che in alcuni comuni campani, come nel comune di Salerno, gli alloggi costruiti con le caratteristiche rispondenti alla legge 219 del 1981 e le costruzioni post-terremoto degli anni ‘80 erano state trasferite a titolo gratuito agli aventi diritto;
al quesito del consigliere comunale, il sindaco di Potenza rispondeva che «la questione verte sull'interpretazione dell'espressione “alloggi prefabbricati”, perché gli alloggi di contrada Malavaccaro sono stati realizzati con tecniche tradizionali, avendo soltanto una piccola componente prefabbricata relativa alle travi o solai prefabbricati» ed ha rimandato ad un approfondimento legislativo anche per vedere «come altri Comuni si sono comportati, in maniera differente rispetto al Comune di Potenza»;
il 5 maggio 2015 il comune di Potenza trasmetteva al consigliere Savino Giannizzari, la documentazione in risposta alle richieste presentate nell'interrogazione (prot. 6647 del 2 febbraio 2015). Il comune ribadiva la legittimità dell'alienazione degli alloggi di contrada Malavaccaro e alla luce della delibera comunale n. 26 del 25 febbraio 2015 sanciva la possibilità per gli assegnatari di sanare la propria morosità e di acquistare l'alloggio;
a Potenza è sorto un comitato cittadino spontaneo che tuttora rivendica il diritto alla casa sita in contrada Malavaccaro sulla base delle leggi nazionali che prevedono la cessione gratuita degli alloggi. Alcuni assegnatari degli edifici, nel corso degli anni, hanno aperto un contenzioso che pende in sede di appello e per il quale si attende un pronunciamento, più volte rinviato, entro la fine del 2017;
l'articolo 2, comma 2, della legge 219 del 1981 stabilisce espressamente che «la Cassa Depositi e prestiti [ ... ] provvede al finanziamento degli enti locali colpiti dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981 ed alla relativa assistenza tecnica 11 per l'urgente realizzazione, anche con l'adozione di procedimenti di prefabbricazione, di alloggi da locare ai sensi della legge 392/78 agli abitanti rimasti privi di abitazioni per effetto del sisma»;
la legge n. 341 dell'8 agosto 1985, articolo 21-bis, già citata in premessa, dispone al comma 1 che gli alloggi prefabbricati costruiti dallo Stato nei territori della Campania e della Basilicata ai senti del decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75, sono ceduti in proprietà a titolo gratuito insieme alle parti comuni, a coloro che ne hanno avuto formale assegnazione, ancorché provvisoria;
la legge n. 148 del 26 luglio 2005, articolo 5-bis (Disposizione relative al patrimonio abitativo), che dispone al comma 3: «all'articolo 21-bis, comma 1, del Decreto-Legge 23 giugno 1995 n. 244, convertito, con modificazioni, dalla Legge 8 agosto 1995 n. 314, stabilisce che: “Le disposizioni di cui al precedente periodo si applicano anche agli alloggi prefabbricati che siano stati realizzati con parziale ricorso a tecniche di edilizia tradizionale, fatta salva la facoltà del Comune cedente di determinare un prezzo di cessione commisurato agli eventuali oneri di manutenzione sostenuti”»;
se il Governo sia a conoscenza dei fatti sopra citati e se intenda assumere iniziative, per quanto di competenza, al fine di armonizzare l'applicazione della normativa relativa alla cessione a titolo gratuito degli alloggi conformi alla legge 219 del 1981 (4-12635)
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):interpretazione del diritto
prefabbricazione
programma d'azione