ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12611

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 596 del 23/03/2016
Firmatari
Primo firmatario: MAESTRI ANDREA
Gruppo: MISTO-ALTERNATIVA LIBERA-POSSIBILE
Data firma: 23/03/2016
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
BRIGNONE BEATRICE MISTO-ALTERNATIVA LIBERA-POSSIBILE 23/03/2016
CIVATI GIUSEPPE MISTO-ALTERNATIVA LIBERA-POSSIBILE 23/03/2016
MATARRELLI TONI MISTO-ALTERNATIVA LIBERA-POSSIBILE 23/03/2016
PASTORINO LUCA MISTO-ALTERNATIVA LIBERA-POSSIBILE 23/03/2016


Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'INTERNO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 23/03/2016
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12611
presentato da
MAESTRI Andrea
testo di
Mercoledì 23 marzo 2016, seduta n. 596

   ANDREA MAESTRI, BRIGNONE, CIVATI, MATARRELLI e PASTORINO. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
   il 20 marzo 2016 la trasmissione Mediaset «Le Jene» ha trasmesso un agghiacciante servizio che ha denunciato una realtà già nota, purtroppo, che persiste nell'area della stazione Termini di Roma dove vi sono minorenni che si prostituiscono e spacciano droghe;
   si tratta di ragazzi stranieri aventi un'età di 13 anni, o di poco più, i quali, per pochi euro, si vendono per prestazioni sessuali ad adulti i quali ben conoscono il giro di prostituzione che da troppi anni esiste nei pressi della stazione e che, nonostante blitz saltuari da parte della polizia, continua a essere un luogo sicuro di adescamento di sesso a bassissimo costo;
   intorno alle 8.30 di un normale giorno feriale, quando i ragazzi dovrebbero frequentare la scuola, il giornalista della trasmissione inizia il proprio giro alla stazione facendosi credere un «adescatore»;
   inizialmente utilizza un linguaggio fatto di sottintesi e, in seguito all'individuazione di un giovane di 15 anni disponibile, parlando chiaro e spacciandosi per un cliente, si fa dire i luoghi dove gli atti solitamente vengano svolti: i bagni pubblici o le carrozze dei treni fermi dove si può accedere tranquillamente perché lasciati senza alcun controllo;
   il ragazzo appare come un emigrato del tutto simile a tanti suoi coetanei. È giunto in Italia da pochi mesi, è orfano di padre, non ha soldi e non è gay, ma vende il suo corpo a uomini adulti per guadagnare qualche soldo. L'intervistatore scopre poi con orrore che il ragazzo non si dota nemmeno della più elementare precauzione, utilizzare un preservativo, per non mettere a rischio continuo la propria vita a causa del possibile contagio di malattie come l'HIV o l'epatite C;
   l'intervistatore arrivato a quel punto del servizio si svela per ciò che è realmente perché di fronte a sé ha un bambino, inconsapevole degli altissimi rischi a cui va incontro con la sua condotta e cerca di scuoterlo e di farlo ragionare, pur sapendo che una volta salutato continuerà con la sua solita misera vita. Il giro continua e l'inviato trova dopo poco un altro ragazzino disponibile a fare le stesse cose;
   alla stazione si trovano con uguale facilità minori che vendono droga: cocaina o hashish. Infatti il giornalista, continuando il suo servizio, individua un gruppetto di adolescenti aventi un'età compresa tra i 13 e i 15 anni che negano di venderla perché ancora piccoli, ma che indirizzano i clienti verso chi invece la vende: ragazzini sempre minorenni poco più grandi di loro;
   il servizio televisivo prosegue rivelando numerose situazioni di disagio, emarginazione e criminalità organizzata in cui i protagonisti principali sono sempre minori stranieri sui quali nessuno vigila;
   loro stessi confessano di vivere nelle case famiglia (o di esserne scappati), dove non esiste controllo, di essere arrivati in Italia con i «barconi», di aver pagato migliaia di euro per quei viaggi e di fare questi lavori inizialmente per saldare il debito e poi di proseguire per pagarsi la droga per sé stessi, cosa che gli è necessaria per non pensare ai propri problemi. Confessano di essere arrivati in Italia pensando di trovare un buon lavoro e di essersi resi conto solo dopo che in Italia gli arabi non li vuole nessuno;
   il seguito del servizio mette in luce un'altra miserevole realtà dove, sempre minori migranti, lavorano nei mercati generali in nero e sottopagati, pur vivendo nelle case famiglia. I responsabili di questi centri, intervistati, hanno candidamente ammesso di non poter controllare i ragazzini quando escono, non essendo le case famiglie delle carceri, quindi specificando anche di garantire loro cibo e vestiario;
   le linee guida del Ministero dell'interno prevedono, però, che, oltre a cibo e vestiario, essi debbano garantire il diritto all'istruzione, all'assistenza sanitaria e il diritto al lavoro, ma solo al compimento dei 15 anni, se assolto l'obbligo scolastico. È evidente che questo non è sempre ciò che accade;
   si ricorda che le case famiglia, in questo caso di Roma, percepiscono dallo Stato italiano dai 50 ai 150 euro a minore, al fine di occuparsene e tutelarlo;
   da fonti di stampa locale si è appreso che il 30 gennaio 2016, è stato arrestato alla stazione Termini un ingegnere americano 52enne con l'accusa di pedofilia. L'uomo è conosciuto nell'ambiente come «l'inglese» e dopo l'arresto soprannominato «l'orco» della stazione Termini;
   l'ingegnere consumava rapporti sessuali con minorenni, adescati nei pressi della stazione, in cambio di un lauto compenso. Il tutto accadeva in un appartamento affittato, secondo gli inquirenti, proprio per questo scopo;
   il suo arresto, effettuato dalla polizia di Stato, scaturisce dai servizi di controllo effettuati quotidianamente nella zona della stazione Termini, secondo il piano predisposto dal questore D'Angelo. In particolare, gli investigatori del commissariato Viminale, diretti dal dottor Antonio Pignataro, venuti a conoscenza della notizia, hanno dato il via ad una serrata attività d'indagine che ha permesso di individuare l'appartamento in questione. È stato quindi pianificato un attento servizio di osservazione, anche attraverso l'installazione di telecamere, che ha permesso di accertare gli abusi sessuali, che duravano ormai da alcune settimane, ed avevano coinvolto numerosi bambini, soprattutto stranieri. Gli agenti hanno quindi fatto una vera e propria irruzione all'interno dell'appartamento dove l'uomo è stato bloccato proprio durante la consumazione di un rapporto sessuale;
   è stato un bene aver predisposto controlli, telecamere e servizi di osservazione eppure, ad avviso degli interroganti chiunque dotato di un minimo di spirito di osservazione, recandosi alla stazione Termini, potrebbe rendersi rendere conto di quanti ragazzi circolano in quell'area, inoccupati e palesemente «in attesa» di clienti –:
   se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative urgenti di competenza intenda assumere per effettuare un monitoraggio costante e risolutivo, affinché venga interrotto lo sfruttamento sessuale di minori e il loro coinvolgimento nel traffico di droga;
   se, alla luce di quanto ampiamente descritto, non ritenga opportuno assumere iniziative volte a promuovere, per quanto di competenza, verifiche e controlli presso le case famiglia al fine di vigilare efficacemente sulla corretta attuazione delle linee guida per i minori stranieri non accompagnati. (4-12611)

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

prostituzione

stupefacente

minore eta' civile