ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10976

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 515 del 04/11/2015
Firmatari
Primo firmatario: SPESSOTTO ARIANNA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 04/11/2015
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
PETRAROLI COSIMO MOVIMENTO 5 STELLE 04/11/2015


Destinatari
Ministero destinatario:
  • PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  • MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Ministero/i delegato/i a rispondere e data delega
Delegato a rispondere Data delega
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 04/11/2015
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 04/11/2015
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE delegato in data 16/11/2015
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10976
presentato da
SPESSOTTO Arianna
testo di
Mercoledì 4 novembre 2015, seduta n. 515

   SPESSOTTO e PETRAROLI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
   la disciplina nazionale italiana in materia di tutela dell'ambiente dall'inquinamento acustico risale alla legge quadro 26 ottobre 1995, n. 447, che stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela dell'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo dall'inquinamento acustico, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 117 della Costituzione;
   la suddetta legge rende obbligatorio per i Comuni non solo il regolamento attuativo della tutela dall'inquinamento acustico, ma anche l'adozione di piani di risanamento, l'attività di controllo, la classificazione del territorio e l'individuazione di criteri per eventuali deroghe, attribuendo anche nelle aree di rilevante interesse paesaggistico, ambientale e turistico, ulteriori eventuali limiti;
   a norma dell'articolo 9, comma 1, della legge n. 447 del 1995, nel caso di servizi pubblici essenziali, la disciplina delle emissioni ed immissioni sonore prodotte nello svolgimento di tali servizi, inclusa l'inibitoria parziale o totale di determinate attività, è riservata non agli enti locali ma al Presidente del Consiglio dei ministri, allo scopo di uniformare l'azione amministrativa applicata alle enucleate peculiari fattispecie ove incidenti su servizi pubblici essenziali;
   tra i servizi pubblici essenziali riservati al richiamato potere di ordinanza dello Stato, rientra in particolare quello relativo alle attività delle infrastrutture e degli scali ferroviari e aeroportuali, considerati i «grandi protagonisti» del rumore in Europa;
   l'articolo 49 della legge 30 ottobre 2014, n. 161, recante disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea – legge europea 2013-bis – ha delegato il Governo ad adottare, entro diciotto mesi dall'entrata in vigore della legge europea – ovvero a partire dal 25 novembre 2014 – uno o più decreti legislativi per il riordino dei provvedimenti normativi vigenti in materia di tutela dell'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo dall'inquinamento acustico prodotto dalle sorgenti sonore fisse e mobili, definite dall'articolo 2, comma 1, lettere c) e d), della legge 26 ottobre 1995, n. 447, al fine di semplificare e aggiornare al progresso tecnologico e alla normativa comunitaria la normativa nazionale vigente;
   è ormai scientificamente dimostrato come i danni alla salute umana provocati dalla esposizione al rumore oltre certi limiti risultino gravissimi e quanto meno equivalenti a quelli provocati dagli altri tipi di inquinamento;
   in particolare, secondo l'ultimo rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente, Noise in Europe 2014, quasi il 20 per cento della popolazione dell'Unione europea (oltre 125 milioni di persone) è sottoposto a livelli di inquinamento sonoro inaccettabili, e questa esposizione – calcola lo studio – contribuisce ogni anno nell'Unione europea alla morte di 10 mila persone, a oltre 900 mila casi di ipertensione e a 43 mila ricoveri ospedalieri per ictus e malattie coronariche, oltre al manifestarsi di disturbi del sonno in circa 8 milioni di persone;
   a questi rischi concreti per la salute umana ha cercato di far fronte la direttiva europea 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale che prevede la creazione di mappe acustiche delle città e piani di risanamento, direttiva per la quale, la Commissione europea ha di recente avviato una procedura di infrazione (la numero 2013/2022), ancora in corso, nei confronti dell'Italia per la non corretta attuazione della suddetta norma comunitaria;
   per quanto di conoscenza, tra i 147 comuni italiani che superano i 50 mila abitanti, solo 15 risultano aver rispettato la legge sulla gestione del rumore ambientale, mentre per gli altri comuni i dati sulla mappature del territorio sono stati considerati incompleti, così come i piani di azione sono stati ritenuti inadeguati e la comunicazione ai cittadini insufficiente;
   ad avviso degli interroganti, le attuali previsioni normative in materia, specie se riferite ad aeroporti o al traffico ferroviario, risultano prive di un efficace apparato sanzionatorio, e sono rese ancora più inefficaci a causa della previsione di una serie di deleghe di applicazione a organi che spesso non hanno neppure i mezzi tecnici per accertare la situazione di violazione del divieto;
   per quanto di conoscenza, a quasi 20 anni dalla sua approvazione, molti aeroporti italiani non hanno ancora completamente applicato le disposizioni per la riduzione dell'inquinamento acustico contenute nella legge 447 del 1995, come, solo per citare alcuni esempi, l'aeroporto di Ciampino di Roma o quello di Treviso –:
   nelle more del riordino ed aggiornamento della normativa in materia di inquinamento acustico ai sensi dell'articolo 3, della legge 26 ottobre 1995, n. 447, quali iniziative il Governo intenda intraprendere per garantire un'effettiva applicazione delle previsioni normative, italiane ed europee, in materia di riduzione dell'inquinamento acustico, con particolare riferimento alle stazioni ferroviarie e aeroportuali dei principali comuni italiani e al rispetto degli obblighi derivanti dalle zonizzazione acustiche 40 territori circostanti agli scali;
   se il Governo possa riferire ulteriori ed aggiornate informazioni in merito alla attuazione della delega conferita il Governo in materia di inquinamento acustico con la richiamata legge europea 2013-bis, il cui termine giungerà a scadenza nel mese di maggio 2016. (4-10976)

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

inquinamento acustico

politica comunitaria dell'ambiente

protezione dell'ambiente