ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10424

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 486 del 21/09/2015
Firmatari
Primo firmatario: BUSINAROLO FRANCESCA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 21/09/2015


Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
  • MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Ministero/i delegato/i a rispondere e data delega
Delegato a rispondere Data delega
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 21/09/2015
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/07/2016
Stato iter:
29/07/2016
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO 29/07/2016
ORLANDO ANDREA MINISTRO - (GIUSTIZIA)
Fasi iter:

ATTO MODIFICATO IL 11/03/2016

SOLLECITO IL 17/05/2016

MODIFICATO PER MINISTRO DELEGATO IL 29/07/2016

RISPOSTA PUBBLICATA IL 29/07/2016

CONCLUSO IL 29/07/2016

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10424
presentato da
BUSINAROLO Francesca
testo presentato
Lunedì 21 settembre 2015
modificato
Venerdì 11 marzo 2016, seduta n. 588

   BUSINAROLO. — Al Ministro della giustizia, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
   l'attuale situazione del sistema carcerario italiano, caratterizzato dal sovraffollamento degli istituti di pena, dalla cronica inadeguatezza delle risorse e dalla carenza di personale, rappresenta un'emergenza per la quale occorre intervenire tempestivamente e in maniera incisiva;
   un caso emblematico di tale situazione è quello del nuovo carcere di Rovigo, i cui lavori, iniziati nel lontano 2007, quando l'allora Ministro della giustizia Mastella pose la prima pietra del colosso sorto a ridosso della tangenziale est, sono stati completati soltanto nel 2015;
   l'imponente struttura, composta da un corpo principale (con le 408 celle), il cortile e i locali a servizio dei detenuti, cui si aggiungono le palazzine con i 90 alloggi destinati agli agenti e i due attici da 160 metri quadri a disposizione del direttore e del comandante, è costata circa 30 milioni di euro ma l'inaugurazione ufficiale è avvenuta soltanto il 29 febbraio 2016;
   il caso del carcere di Rovigo, denunciato anche nel corso della trasmissione televisiva «Striscia La Notizia», rappresenta un vero e proprio paradosso: ovvero quello di un carcere nuovo, con le luci accese e i distributori di bevande già installati, ma vuoto. E non solo: nella struttura, che già presenta diverse criticità (tra cui il rinvenimento di animali morti, mancanza di riscaldamento, odori nauseabondi) gli agenti di polizia penitenziaria sono impiegati allo scopo di vigilare la struttura per evitare intrusioni e atti vandalici ma, allo stesso tempo, devono svolgere parallelamente il proprio lavoro anche presso la vecchia struttura carceraria di via Verdi, con turni massacranti di lavoro e in condizioni estremamente precarie;
   a giudizio dell'interrogante il nuovo carcere di Rovigo rischia di trasformarsi in una delle tante cattedrali nel deserto, ovvero in quelle opere realizzate rimaste inutilizzate, o peggio in un rifugio per sbandati o in un hub per immigrati –:
   quale sia, ad oggi, la situazione dei due istituti penitenziari di Rovigo e, alla luce dei fatti sopra esposti, se sia stato completato il trasferimento di tutti i detenuti dalla vecchia struttura carceraria di via Verdi a quella di recente inaugurata e se sia stato attuato anche il trasferimento di tutto il personale (comprendente agenti di polizia penitenziaria e personale amministrativo), garantendo loro condizioni di vita e di lavoro dignitose. (4-10424)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Venerdì 29 luglio 2016
nell'allegato B della seduta n. 664
4-10424
presentata da
BUSINAROLO Francesca

  Risposta. — L'interrogazione inerente il nuovo carcere di Rovigo pone in evidenza una realtà carceraria decisamente complessa ed articolata, rispetto alla quale l'impegno dell'amministrazione penitenziaria e l'attenzione del Ministro della giustizia sono stati rivolti nel massimo grado.
  Ciò non soltanto perché il 29 febbraio 2016 il nuovo carcere di Rovigo è stato inaugurato, alla presenza del Ministro della giustizia, del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, del capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e delle più alte cariche della regione, ma soprattutto perché sono in via di definitiva risoluzione le residue criticità che il varo di una struttura tanto complessa inevitabilmente ha comportato.
  L'opera in questione è stata, difatti, lungamente interessata da operazioni di collaudo statico e tecnico-amministrativo, di competenza del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, e soltanto il 31 dicembre 2015 è stata provvisoriamente presa in consegna dall'amministrazione penitenziaria, ancorché priva di utenze, energia elettrica, gas, acqua e telefono.
  Il Ministero della giustizia ha avviato, anche nella fase di provvisoria acquisizione, tutte le iniziative necessarie per favorire la tempestiva funzionalità della struttura, ed anzi per assicurare le esecuzioni di lavorazioni aggiuntive, finalizzate alla sicurezza e alla funzionalità del nuovo istituto, emerse in corso d'opera.
  Tutte le attività realizzate si inseriscono coerentemente, peraltro, nel più ampio progetto di rivisitazione e ridefinizione dell'edilizia penitenziaria, residenziale e di servizio, negli istituti penitenziari del Paese e rientrano nell'ambito dei numerosi interventi, messi in campo nell'ultimo anno, per superare definitivamente la criticità del sovraffollamento attraverso l'adozione di misure strutturali realmente efficaci, come di recente riconosciuto anche da Strasburgo.
  Sono stati, infatti, emanati i decreti ministeriali di chiusura di alcuni istituti con caratteristiche non adeguate al nuovo modello detentivo ed è, altresì, proseguita l'attività istituzionale volta alla riqualificazione e valorizzazione del patrimonio demaniale in uso all'amministrazione penitenziaria, con l'obiettivo di conferire adeguate condizioni di dignità e vivibilità alle persone detenute e agli operatori in carcere.
  In tale contesto, il nuovo carcere di Rovigo si pone come una struttura innovativa, dotata anche delle più moderne tecnologie necessarie a garantire la sicurezza, che corrisponde ad un'idea evoluta di esecuzione della pena, in linea con i lavori degli stati generali dell'esecuzione penale.
  Il nuovo istituto conserverà la vocazione di casa circondariale, con annessa sezione di reclusione, destinata ad accogliere detenuti condannati in via definitiva e con fine pena superiore ai cinque anni, secondo una analisi complessiva delle esigenze del distretto e del rispetto dei vincoli di territorialità.
  Sarà così possibile perseguire l'obiettivo di deflazionare progressivamente gli istituti del Veneto, garantendo più elevati
standard di vivibilità alla popolazione detenuta, che potrà usufruire di ampi spazi per attività trattamentali e risocializzanti. La situazione relativa al sovraffollamento, segnalata dagli interroganti, appare, peraltro, già in fase di miglioramento: a fronte della nuova capienza di 1841 posti, risultano, difatti, presenti 2118 detenuti, a fronte dei 2235 detenuti nell'ottobre 2015.
  Il carcere di Rovigo è, difatti, entrato effettivamente in funzione nel mese di aprile, ospitando i 27 detenuti già assegnati alla vecchia struttura ed accogliendo, nel corso del mese di maggio, coloro che, originariamente ristretti a Rovigo, erano stati trasferiti negli istituti di pena limitrofi, dopo la chiusura di parte del vecchio istituto.
  Dopo una prima fase di necessario rodaggio – che ha visto alcuni servizi, quale quello del vitto, dipendere ancora dal vecchio istituto – il nuovo penitenziario di Rovigo ha preso a funzionare in totale autonomia, con contestuale chiusura della vecchia struttura, avvenuta il 22 maggio 2016.
  Con l'assegnazione, alla data dell'8 giugno 2016, di 80 detenuti e la contestuale chiusura della vecchia struttura si persegue, pertanto, l'obiettivo di deflazionare progressivamente gli istituti del Triveneto, garantendo più elevati
standard di vivibilità alla popolazione detenuta del distretto, che potrà usufruire di ampi spazi per le attività trattamentali e risocializzanti.
  Oltre alle attività già avviate nel vecchio penitenziario – corso di alfabetizzazione di lingua italiana, laboratorio di lavorazione degli scarti di sapone, gruppo redazionale del giornalino «
Prospettiva Esse» – con il passaggio alla nuova struttura, la direzione si propone di realizzare progetti di peculiare rilevanza trattamentale, con particolare attenzione a progetti formativi che garantiscano l'acquisizione di qualifiche professionali, facilmente spendibili all'esterno.
  Alcuni di questi progetti sono stati presentati da enti di formazione accreditati, presenti sul territorio, quali la Coldiretti di Rovigo, la Confcooperative di Rovigo, la cooperativa sociale «Titoli Minori Onlus» di Porto Viro, la T21 di Rovigo, l'ENAIP di Rovigo.
  Con tali soggetti, la direzione si propone di stipulare protocolli d'intesa finalizzati alla realizzazione di corsi di formazione nel settore dell'agricoltura e di manutenzione del verde, corsi finalizzati all'acquisizione di titoli professionali, realizzazione di laboratori.
  La nuova struttura si presta, pertanto, ad avviare un innovativo percorso risocializzante.
  Il nuovo penitenziario è una struttura architettonica importante, capace di destinare ampi spazi, al chiuso ed all'aperto, non solo – come già ricordato – per l'insediamento di attività produttive in favore delle persone detenute, ma anche di ospitare, in termini residenziali, almeno 20 famiglie di operatori penitenziari negli alloggi allo scopo realizzati, e di offrire residenzialità ad almeno 150 appartenenti al Corpo, nella nuova moderna caserma, dotata anche di attrezzature sportive.
  Ad oggi, sono già aperte le sei sezioni detentive e la caserma destinata al personale di polizia penitenziaria, arredati con manufatti prodotti in proprio dagli istituti dotati di lavorazioni industriali.
  Anche le operazioni di trasloco dal vecchio istituto sono state realizzate mediante esclusivo impiego di detenuti ammessi al lavoro esterno e con utilizzazione di automezzi ed attrezzature speciali in dotazione all'amministrazione penitenziaria, con abbattimento dei costi di almeno il 60 per cento.
  Come è inevitabile nel passaggio ad un nuovo modello detentivo, la piena funzionalità della nuova struttura ha evidenziato talune criticità, evidenziate nell'atto di sindacato ispettivo.
  A riguardo il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha riferito che:
   1. in seguito alla attivazione della fornitura del gas, già il 29 aprile si è proceduto al collaudo della cucina e la popolazione detenuta è stata istruita all'uso delle apparecchiature, tanto che nella stessa serata si è provveduto a cucinare e servire il primo pasto;
   2. contestualmente, anche la lavanderia/stireria è stata sottoposta a collaudo e, analogamente a quanto accaduto per la cucina, si è proceduto ad istruire una parte della popolazione detenuta all'uso delle apparecchiature, tanto che il servizio è stato attivato e messo a disposizione dei ristretti sin dal 3 maggio 2016;
   3. si è provveduto all'installazione di un
router umts che garantisce, in modalità provvisoria, l'attivazione di una linea per la trasmissione dei dati. Le operazioni di installazione e collaudo hanno consentito, dal 10 maggio 2016, di procedere alla prima immatricolazione in modalità telematica, senza anomalie;
   4. sin dall'apertura, al personale dipendente operante presso il nuovo plesso è stata garantita la disponibilità di ricetrasmittenti e telefonia cellulare di servizio al fine di assicurare costanti contatti, sia all'interno che all'esterno della struttura. All'esito del rilascio delle autorizzazioni dell'ente bonifiche del Polesine per il passaggio dei cavi telefonici, i lavori di allaccio si sono conclusi e, attualmente, la linea telefonica del nuovo Istituto è perfettamente funzionante;
   5. in merito all'allestimento della sala convegno-bar, le procedure di gara si sono concluse ed i relativi lavori avranno inizio a breve. Anche la palestra sarà celermente dotata di attrezzature, mentre è già funzionante un campo polifunzionale in erba sintetica, a disposizione del personale, nonché distributori vari di bevande calde e snack;
   6. il provveditorato alle opere pubbliche delle Venezie – ente appaltante – ha comunicato che l'attivazione del servizio mensa per il personale sarà assicurata entro il termine di 120 giorni, in conformità alla convenzione stipulata in data 12 novembre 2015 tra il provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria per il Triveneto ed il provveditorato interregionale alle opere pubbliche delle Venezie. Nelle more, al personale avente diritto viene assicurata, a far data dal 21 maggio 2016, l'assegnazione del buono pasto;
   7. relativamente alla caserma agenti, sono stati resi fruibili circa 100 posti letto; sono stati, inoltre, emanati dal direttore generale del personale e delle risorse del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria i decreti di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 314 del 2006, propedeutici alle procedure di assegnazione degli alloggi collettivi. Nel contempo, sono stati richiesti i fondi per il completamento degli arredi e delle suppellettili.

  Per quanto concerne, inoltre, l'organico di Polizia penitenziaria del nuovo istituto, lo stesso è stato, di recente, implementato di ulteriori 15 unità, raggiungendo le 80 presenze.
  Fermo restando che saranno assicurate dalla competente direzione generale ulteriori dotazioni quando il penitenziario funzionerà a pieno regime, si rappresenta che il provveditorato regionale ha, di recente, diramato un interpello distrettuale – per n. 10 unità – per contribuire a rafforzare l'organico, sebbene, allo stato, non si registrano particolari situazioni di difficoltà, tanto che il comandante del reparto ha potuto assicurare la piena fruibilità dei diritti soggettivi del personale, comprese le ferie estive, in misura addirittura superiore a quanto contrattualmente previsto.
  Peraltro, appare doveroso precisare che i numerosi sistemi tecnologici installati nel nuovo plesso (consolle per apertura/chiusura cancelli, interfono in uso ai detenuti, automatizzazioni varie, videosorveglianza attiva in sala operativa, e altro), in uno con le disposizioni inerenti all'utilizzo esteso della cosiddetta sorveglianza dinamica, già consentono una gestione razionale ed efficiente dei reparti detentivi, con modalità non praticabili nel vecchio e vetusto plesso.
  Pur attraverso le inevitabili criticità che la destinazione ad uso di una importante opera pubblica comporta, può quindi affermarsi che il nuovo carcere di Rovigo costituisce struttura innovativa, capace di destinare ampi spazi, al chiuso e all'aperto, non solo all'insediamento di attività produttive a favore delle persone detenute, ma, soprattutto, a favorire l'integrazione con la società civile e con il mondo esterno, assicurando condizioni di dignità e decoro ai detenuti ed a quanti, a diverso titolo, sono chiamati ad operarvi.
  Il nuovo complesso di Rovigo potrà essere destinato a svolgere anche la funzione di polo formativo regionale, per gli operatori penitenziari del Triveneto, con un apprezzabile abbattimento dei costi.
  Si sperimenta, in tal modo, un nuovo modello di detenzione, maggiormente adeguato alle esigenze di risocializzazione della pena ed a garantire i diritti fondamentali dell'individuo.

Il Ministro della giustiziaAndrea Orlando.

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

condizioni di lavoro

stabilimento penitenziario

trasferimento di detenuti