Legislatura: 18Seduta di annuncio: 542 del 16/07/2021
Primo firmatario: ASCARI STEFANIA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 16/07/2021
Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma NAPPI SILVANA MOVIMENTO 5 STELLE 16/07/2021
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 16/07/2021
SOLLECITO IL 03/08/2021
ASCARI e NAPPI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
dalla lettura di un articolo di giornale su ilriformista.it le interroganti hanno appreso della storia della detenuta Natascia Savio, militante anarchica, che sta facendo lo sciopero della fame dal 17 giugno 2021 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, oggi al centro delle cronache per i pestaggi e le torture ai danni dei detenuti dove l'inchiesta della magistratura ha portato all'emissione di 52 misure cautelari per agenti e funzionari penitenziari;
da quanto si legge, Natascia Savio protesta contro le condizioni detentive che le impediscono di avere rapporti con i familiari e soprattutto con il suo avvocato Claudio Novaro con cui è in pratica impossibilitata a preparare le udienze. Natascia Savio è detenuta dal marzo di due anni fa e dal marzo scorso proprio nell'imminenza dei due processi è stata trasferita nella prigione di Santa Maria Capua Vetere che dista circa mille chilometri dal luogo di residenza della famiglia e dallo studio del suo legale;
l'avvocato Claudio Novaro, si legge, ha scritto al Garante dei detenuti il quale ha risposto spiegando di aver avviato un'interlocuzione con il Ministero della giustizia. Risulta da fonti di stampa che il legale abbia inviato plurime istanze al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria nella speranza di ottenere un trasferimento in un carcere vicino ai luoghi di celebrazione dei due processi e attrezzato al fine di consentire la consultazione degli atti. Il tutto finora senza esito alcuno. Risulta dalla stampa che la presidente della Corte d'assise di Torino alla quale era stata mandata per conoscenza la richiesta di trasferimento per Natascia Savio, aveva espresso avviso favorevole spiegando che il procedimento prevedibilmente impegnerà diverse udienze con cadenza di almeno una per settimana. Dice l'avvocato Novaro che i continui trasferimenti tra un carcere e l'altro hanno visto la detenuta sempre in quarantena sanitaria, con a disposizione soldi per la spesa interna e i propri vestiti;
sempre da quanto si legge, secondo il difensore la donna è reclusa 24 ore al giorno senza la possibilità di fare l'ora d'aria. Inoltre, sarebbe sparita la vecchia cartella clinica e ne è stata predisposta una nuova. I parametri vitali vengono rilevati da un infermiere «che la pesa non tutti i giorni e le misura la pressione. La glicemia è stata rilevata in una sola occasione»;
l'avvocato ricorda che la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere non prevederebbe la possibilità di video-chiamate a distanza tra i detenuti e i loro difensori. Nei giorni scorsi il legale ha parlato con la sua assistita per una decina di minuti per telefono e sino al prossimo mese non avrà più diritto di comunicare per discutere della linea di difesa;
tali fatti sopra rappresentati non possono non attirare l'attenzione delle massime istituzioni per far luce e chiarezza su quello che effettivamente sta avvenendo ai danni della detenuta, ed accertare laddove opportuno le eventuali responsabilità che hanno portato a ciò;
l'ordinamento penitenziario, nel rispetto dei principi e dei diritti costituzionalmente garantiti, assegna grande rilevanza al mantenimento delle relazioni dei detenuti con i familiari. La famiglia è presente nell'ordinamento penitenziario soprattutto come «soggetto verso cui il detenuto ha diritto di rapportarsi», e in questo senso è considerata come risorsa nel percorso di reinserimento sociale del reo, tanto che i rapporti con la famiglia sono uno degli elementi del trattamento individuati dall'articolo 15 dell'Ordinamento penitenziario. Ciò viene ribadito anche da diverse raccomandazioni del Consiglio d'Europa;
il detenuto ha diritto a essere messo nelle condizioni di poter avere delle interlocuzioni con il proprio difensore in attuazione del diritto alla difesa di cui all'articolo 24 della Costituzione;
lo status di detenuto non può portare all'annullamento dei diritti inalienabili, ma deve preservare il diritto all'identità e all'integrità psicofisica, il diritto alla salute, il diritto allo studio e il diritto a svolgere un'attività lavorativa e, per quanto compatibile con lo stato di reclusione, il diritto alla riservatezza, alle relazioni personali e affettive;
la tutela della dignità umana si può ottenere solo attraverso il pieno riconoscimento dei diritti fondamentali, intesi come insieme di libertà e di diritti –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e quali iniziative di competenza ritenga opportuno adottare per far sì che alla detenuta vengano assicurate, al più presto, condizioni detentive dignitose e rispettose dei diritti umani ai sensi del combinato disposto di cui all'articolo 27 della Costituzione e all'articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (Cedu) che vieta la tortura e le pene che consistano in trattamenti inumani e degradanti, anche valutando eventuali iniziative ispettive al riguardo.
(4-09834)
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):detenuto
trattamento crudele e degradante
Convenzione europea dei diritti dell'uomo