ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09554

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 448 del 23/06/2015
Firmatari
Primo firmatario: SORIAL GIRGIS GIORGIO
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 23/06/2015


Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE delegato in data 23/06/2015
Stato iter:
24/09/2015
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO 24/09/2015
GALLETTI GIAN LUCA MINISTRO - (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE)
Fasi iter:

RISPOSTA PUBBLICATA IL 24/09/2015

CONCLUSO IL 24/09/2015

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09554
presentato da
SORIAL Girgis Giorgio
testo di
Martedì 23 giugno 2015, seduta n. 448

   SORIAL. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
   il territorio di Brescia e della sua provincia è interessato da una massiccia opera di cementificazione, al punto da trovarsi al terzo posto in Italia con 445 chilometri quadrati di suolo interessato dal fenomeno, dietro solo a Roma (570 chilometri quadrati) e Torino (540 chilometri quadrati), davanti perfino a Milano (415 chilometri quadrati);
   il fenomeno, in crescita costante a causa degli interessi delle lobby del cemento e delle costruzioni, è stato analizzato di recente dall'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che ha messo in luce la gravità della situazione, soprattutto per il Nord: se in tutta Italia la quota cementificata è del 7 per cento, in Lombardia il «picco» arriva a sfiorare il 10 per cento; con il dato di Brescia del 9,3 per cento; la Lombardia è dunque la regione italiana maggiormente colpita dal fenomeno, con quasi 2500 chilometri quadrati di «suolo consumato», davanti al Veneto (1744 chilometri quadrati) e all'Emilia Romagna (1642 chilometri quadrati);
   la cementificazione selvaggia causa numerosi problemi sul piano ambientale, dal dissesto idrogeologico alla perdita di patrimonio forestale, tanto che al momento sono circa 6 milioni gli italiani che vivono in aree soggette a pericolo di alluvioni, un rischio enfatizzato tra l'altro dall'aumento di eventi meteorologici estremi legati al cambiamento climatico;
   la cementificazione ha pesanti ripercussioni anche sui cambiamenti climatici stessi, producendo l'immissione in atmosfera di tonnellate di CO2 l'anno, aggravando il riscaldamento globale e allontanando l'Italia dagli obiettivi per la riduzione delle emissioni stabiliti dall'Unione europea per il 2020;
   il dossier sul consumo del suolo «Terra Rubata – Viaggio nell'Italia che scompare», indagine condotta su 11 regioni italiane da FAI e WWF, spiega, che negli ultimi 50 anni l'area urbana è pressoché quadruplicata, attraverso la cementificazione di una superficie grande quanto l'intero Friuli Venezia Giulia. A tutto questo si è sommato il fenomeno dell'abusivismo edilizio: dalla nascita della Repubblica ad oggi, si sono registrati 4,5 milioni di casi certificati, 75 mila l'anno e 207 al giorno e ben tre condoni (1985, 1994 e 2003) hanno sanato gli abusi al posto di una politica sulla pianificazione territoriale;
   secondo Coldiretti «L'Italia ha perso il 28 per cento delle campagne negli ultimi 25 anni per colpa della cementificazione e dell'abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato» e «la superficie agricola utilizzabile si è ridotta in Italia ad appena 12,8 milioni di ettari»; il risultato è «che più di otto comuni italiani su dieci (82 per cento) hanno parte del territorio a rischio frane e alluvioni a causa del consumo di suolo agricolo che, con la cementificazione, ha ridotto la capacità di ritenzione idrica dei terreni». Infatti, spiega Coldiretti, oggi in Italia «cinque milioni di cittadini vivono o lavorano in aree considerate ad alto rischio idrogeologico e 6.633 Comuni hanno parte del territorio a elevato rischio di frana o alluvione, anche per la mancanza di un'adeguata pianificazione territoriale» –:
   se il Governo sia al corrente della gravità della situazione espressa in premessa e se non consideri necessario intervenire e in che modo per porre freno a questo trend negativo e difendere l'interesse generale del Paese contro lo strapotere delle lobby del cemento e delle costruzioni, che depauperano il territorio italiano, arrecando gravi danni all'ambiente non sempre reversibili e mettendo a rischio la salute di molti italiani, con gravi ricadute anche in termini finanziari.
(4-09554)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 24 settembre 2015
nell'allegato B della seduta n. 489
4-09554
presentata da
SORIAL Girgis Giorgio

  Risposta. — Con riferimento all'interrogazione in esame, si rappresenta quanto segue.
  Circa le iniziative inerenti il contenimento di consumo del suolo e riuso del suolo edificato, si sottolinea che, nel corso del Consiglio dei ministri n. 40 del 13 dicembre 2013, il Governo ha approvato uno specifico disegno di legge.
  Il provvedimento in questione, proposto dai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, per i beni e le attività culturali e turismo, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare nonché delle infrastrutture e dei trasporti, è finalizzato al contenimento del consumo di suolo, alla valorizzazione del suolo non edificato, alla promozione dell'attività agricola che sullo stesso si svolge o potrebbe svolgersi, nonché alla valorizzazione del suolo come risorsa da tutelare anche ai fini di mitigazione prevenzione del rischio idrogeologico.
  La salvaguardia della destinazione agricola dei suoli e la conservazione della relativa vocazione naturalistica rappresentano, infatti, un obiettivo di primaria importanza, soprattutto alla luce dei dati statistici acquisiti, dai quali risulta la progressiva «cementificazione» della superficie agricola nazionale.
  Uno degli obiettivi prioritari del provvedimento consiste nella previsione del riuso e della rigenerazione edilizia del suolo edificato rispetto all'ulteriore consumo di suolo. In sostanza, il complessivo scopo finale della legge è quello di impedire che il suolo venga eccessivamente «eroso» e «consumato» dall'urbanizzazione e al contempo promuovere e sostenere il riuso e la rigenerazione di aree già interessate da processi di edificazione. Tale disegno di legge aveva ricevuto il parere favorevole della Conferenza unificata.
  L’iter parlamentare è ancora in atto e di recente, ad inizio 2015, si è pervenuti all'elaborazione, da parte del comitato ristretto istituito allo scopo, di un nuovo testo, adottato come nuovo testo base dalle commissioni riunite VIII (Ambiente) e XIII (Agricoltura) della Camera dei deputati, dove tuttora pende per la discussione.
Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mareGian Luca Galletti.

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

politica ambientale

cambiamento climatico

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