ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09259

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 18
Seduta di annuncio: 506 del 12/05/2021
Firmatari
Primo firmatario: CORDA EMANUELA
Gruppo: MISTO-L'ALTERNATIVA C'È
Data firma: 07/05/2021


Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
  • MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
  • MINISTERO DELLA CULTURA
  • MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE delegato in data 11/05/2021
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09259
presentato da
CORDA Emanuela
testo di
Mercoledì 12 maggio 2021, seduta n. 506

   CORDA. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro della cultura, al Ministro della transizione ecologica. — Per sapere – premesso che:

   nelle dune di Piscinas, nel comune di Arbus (SU), a meno di 150 metri dal mare, sorgeva un ex deposito di uno dei più importanti sedimenti minerari della costa, poi divenuto, nel 1948, colonia marina per i figli dei minatori; con la riqualificazione di quei ruderi nasce, negli anni '80, l'Hotel «Le Dune», un eco-resort sottoposto a vincolo culturale nel 1984;

   la spiaggia di Piscinas possiede il vincolo paesaggistico e di conservazione integrale, in gran parte appartenente al demanio marittimo ed all'interno del sito di importanza comunitaria «Monte Arcuentu e Rio Piscinas»;

   l'Hotel, nel 2011, è stato acquisito dalla società Le Dune Service srl, che ha avviato l'iter per trasformazione in resort di lusso, sul quale si è potuto appurare che con determinazione S.a.v.i. della regione Sardegna n. 123141359 del 3 giugno 2015 venne autorizzata «la riqualificazione e l'ampliamento volumetrico (1520,72 mc aggiuntivi per un totale di 7814,59 di struttura alberghiera» (ma senza incremento del numero delle camere); con provvedimento del Servizio sportello unico attività produttive (Suap) del comune di Arbus n. 84 del 5 febbraio 2016 venne data l'autorizzazione edilizia con prescrizione di inizio dei lavori entro un anno e conclusione entro tre anni. L'inizio di lavori, tuttora in corsa, risale al 12 ottobre 2020: allo stato, alcuni dei corpi principali dell'immobile vincolato sono stati demoliti e alcune sagome sono state modificate;

   detto progetto è collegato ad altro turistico immobiliare presentato al comune di Castiadas per un importo complessivo di 23.885.270 euro, di cui 20.635.711,54 euro ammissibili ad agevolazioni ai sensi dell'articolo 43 del decreto-legge n. 112 del 2008 e dell'articolo 9 del decreto del Ministero dello sviluppo economico 9 dicembre 2014. Detti investimenti, sebbene distinti, sono stati stranamente inseriti in un'unica domanda, cui è seguita la stipula di un contratto di sviluppo in data 14 dicembre 2017 con l'Agenzia Invitalia S.p.a.;

   l'intervento desta notevoli perplessità sui seguenti fronti:

    sul piano urbanistico, in quanto doveva iniziare entro il 2016 e avrebbe dovuto concludersi entro il 2019, mentre risulta iniziato al 2020 e, a tutt'oggi, in corso;

    sul fronte paesaggistico in quanto il piano paesaggistico regionale (P.R., 1° stralcio costiero), prevede che in zona di conservazione integrale nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, estesa nel caso di Piscinas a tutto l'ambito dunale, non sono consentite trasformazioni edilizie del territorio (articoli 19-20 delle N.t.a. del P.p.r.);

    sul fronte della corretta spendita di risorse pubbliche, non essendo chiaro perché i progetti siano stati finanziati unitariamente, trattandosi di unità e proprietà totalmente distinte e distanti oltre 100 chilometri; in particolare, l'iniziativa di Piscinas risponde ad un esclusivo interesse privato della trasformazione di un albergo in resort di lusso, senza incremento di posti letto, con l'impiego di fondi pubblici pari a 6.733.846 euro del Fondo di coesione, a fronte dell'investimento privato di appena 2.244.616,00 euro. Inoltre, essendo proposta unitaria, la mancata realizzazione di uno dei due investimenti comporta la decadenza anche dell'altro, ed essendo ormai scaduto il termine del 31 dicembre 2020, stabilito da Invitalia, per la realizzazione di (entrambi) gli interventi, significa che il finanziamento dovrebbe essere revocato, evitando un danno erariale –:

   se i Ministri interrogati intendano adottare le opportune iniziative, per quanto di competenza, per accertare la regolarità delle procedure e delle autorizzazioni rilasciate, ai fini della tutela dell'ambiente, del paesaggio e dei beni culturali vincolati;

   se intendano adottare iniziative, per quanto di competenza, per verificare la piena conformità alla normativa vigente dell'erogazione del finanziamento da parte di Invitalia e, se del caso, per revocarlo qualora venisse riscontrata l'assenza dei presupposti di legge e la scadenza dei termini.
(4-09259)