Legislatura: 18Seduta di annuncio: 506 del 12/05/2021
Primo firmatario: CAIATA SALVATORE
Gruppo: FRATELLI D'ITALIA
Data firma: 12/05/2021
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITA' SOSTENIBILI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITA' SOSTENIBILI delegato in data 12/05/2021
CAIATA. — Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. — Per sapere – premesso che:
con decreto del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (R.0000167) del 22 aprile del 2021 è stata istituita la Consulta per politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili;
tale Consulta veniva nominata come organo collegiale a supporto dell'amministrazione per l'elaborazione di proposte, la definizione di indirizzi, l'aggiornamento e condivisione del monitoraggio e della valutazione d'impatto delle politiche e degli interventi del Ministero, con particolare riguardo agli interventi contenuti nel Piano nazionale ripresa e resilienza (Pnrr);
la stessa pone a fondamento della sua «governance» la concertazione quale strumento idoneo a costruire un confronto costante con i portatori d'interesse e raccoglie pareri, dati e valutazioni per perseguire le attività del Ministero in un'ottica di condizione finalizzata allo sviluppo sostenibile in linea con la visione espressa anche nel cambio del nome di codesto Ministero;
il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili nell'attuare il Pnrr dovrà progettare un Paese sostenibile e resiliente – a misura per le future generazioni – con la costruzione e la riqualificazione di infrastrutture, la mobilità sostenibile, il rafforzamento delle imprese ed il miglioramento della qualità del lavoro e della vita delle persone a tutela degli ecosistemi terrestri e marini;
le risorse messe in campo per il Ministero saranno circa 41 miliardi di euro per progetti che riguarderanno: l'alta velocità ferroviaria ed il potenziamento delle reti regionali, il rinnovo dei treni, degli autobus e delle navi per la riduzione delle emissioni; gli investimenti per lo sviluppo dei porti, della logistica e dei trasporti marittimi; gli interventi di digitalizzazione per la sicurezza di strade e autostrade; la transizione ecologica della logistica; lo sviluppo della mobilità ciclistica e delle strade provinciali per migliorare la viabilità delle aree interne; la qualità dell'abitare e le infrastrutture sociali; la tutela e la valorizzazione delle risorse idriche;
la Consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili nasce con l'ottica del partenariato sociale e pertanto è composta da numerose organizzazioni sindacali e imprenditoriali, associazioni ambientaliste e reti della società civile, con il compito di accompagnare l'attuazione del Piano nazionale ripresa e resilienza fornendo indicazioni, suggerimenti e proposte;
il Ministro dalla composizione della Consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ha però escluso la rappresentanza delle categorie tecniche in ogni sua forma di rappresentanza, ivi comprese le associazioni sindacali di Asso Ingegneri e Architetti;
l'articolo 3 del decreto ministeriale di costituzione della Consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, al comma 2), chiarisce che la partecipazione all'osservatorio non comporta la corresponsione di emolumenti, compensi, indennità o rimborsi spese comunque denominati e, perciò, una partecipazione tecnica più rappresentativa ed ampia non comporterebbe alcun aggravio di spesa per una composizione più allargata e qualificata dell'organo de quo;
una Italia più prospera, equa, sostenibile e resiliente è «inclusiva» e non esclusiva di taluni corporativismi e, di conseguenza, è doveroso favorire modalità permanenti di confronto quanto più ampie e rappresentative possibili poiché portatrici di interessi collettivi –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e se intenda adottare, nell'immediato, le iniziative di competenza per modificare il suddetto decreto, inserendo ulteriori associazioni sindacali – come Asso ingegneri e architetti – poiché portatori d'interessi qualificati della galassia delle professioni ed in particolare delle libere professioni, dunque meritevoli di presenza nella Consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.
(4-09252)