Legislatura: 17Seduta di annuncio: 400 del 26/03/2015
Primo firmatario: BRUNO BOSSIO VINCENZA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 26/03/2015
Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma MAGORNO ERNESTO PARTITO DEMOCRATICO 26/03/2015 STUMPO NICOLA PARTITO DEMOCRATICO 26/03/2015
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELL'INTERNO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 26/03/2015
Partecipanti allo svolgimento/discussione RISPOSTA GOVERNO 24/09/2015 MANZIONE DOMENICO SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (INTERNO)
RISPOSTA PUBBLICATA IL 24/09/2015
CONCLUSO IL 24/09/2015
BRUNO BOSSIO, MAGORNO e STUMPO. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
il 19 marzo 2015 circa 35 richiedenti asilo, ospiti di un'apposita struttura, hanno bloccato per quasi quattro ore la strada provinciale 511 che collega Pizzo Calabro a Tropea, in Calabria, posizionando massi sulla carreggiata e causando ritardi e deviazioni del traffico;
la protesta intendeva sollecitare, tra le altre richieste una maggiore celerità nel rilascio dei permessi di soggiorno e la possibilità che la questura conceda documenti per i lavoratori così da potersi rendere utili senza dover trascorrere le giornate senza alcun impegno particolare;
è del 18 marzo, invece, la notizia della protesta dei migranti ospiti del CARA di Isola Capo Rizzuto (Crotone): le condizioni in cui sono costretti i richiedenti asilo collocati nella struttura ha costretto centinaia di essi a bloccare la statale 106 ed i voli dell'aeroporto di Crotone pur di attirare l'attenzione sul loro caso;
il CARA Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto (Crotone) è, attualmente, il più grande centro d'accoglienza per richiedenti asilo d'Italia e da oltre dieci anni la sua gestione è affidata alla Confederazione nazionale «Misericordie d'Italia»;
l'ultima gara d'appalto di validità triennale è stata vinta dalle «Misericordie» nel 2012 per un importo complessivo di 28.021.050 euro Iva esclusa;
la cifra complessiva erogata dallo Stato per ogni ospite è di 21,4 euro al giorno, di cui 2,50 da erogare sotto forma di pocket money, vale a dire la quota giornaliera che spetta al migrante e che lo Stato affida ai gestori del centro affinché la eroghino agli ospiti della struttura;
la cifra erogata, secondo l'indagine «Arcipelago CIE» dell'Associazione Medici per i diritti umani sarebbe la più bassa d'Italia;
il 22 maggio 2015 è stata effettuata una visita al suddetto Centro dalla sottoscritta, dall'onorevole Nicola Stumpo, dal dirigente regionale del PD della Calabria Giovanni Manoccio, da Manlio Caiazza, Segretario dei Giovani Democratici della città di Crotone e da Gaspare Galli dirigente dei Giovani Democratici;
dalla visita apprendemmo che il CARA di Crotone ospitava 1.700 persone, a fronte di una capacità di accoglienza di 729 posti;
il direttore Francesco Tipaldi informava altresì la delegazione che il complesso poteva in realtà contare su 124 posti in più rispetto a quelli previsti considerando i posti del CIE (Centro di identificazione ed espulsione), ma che questo risultava essere chiuso per inagibilità a seguito della morte, il 10 agosto 2013, di un trattenuto 31enne marocchino e della rivolta che ne seguì, il 12 agosto;
nel corso della visita fu possibile rendersi conto delle difficili condizioni della struttura a partire dalla sua posizione in una località distante dal centro abitato, a ridosso della strada statale 106 di cui è difficile e pericoloso l'attraversamento pedonale per l'assenza di strisce, di isole o fermate di autobus;
di questi ospiti solo 250 dormono in edifici in muratura mentre gli altri sono alloggiati in vecchi container sovraffollati in cui la separazione tra uomini e donne e gruppi familiari, prevista dall'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica n. 303 del 2004, non è sempre garantita;
il sovraffollamento produce spesso contrasti tra le diverse etnie, di cui è ultimo ma non unico esempio la maxi-rissa registratasi il 4 giugno 2014 tra afgani e pakistani che ha visto coinvolte oltre 400 persone e procurato trenta feriti tra gli ospiti del CARA;
tale rissa è conseguenza diretta della mancanza di danaro dovuta alla circostanza che l'erogazione del pocket money si concretizza illecitamente nella distribuzione di due pacchetti di 10 sigarette a settimana come equivalente dell'intero importo dovuto;
le condizioni igieniche risultarono assolutamente inadeguate a causa della mancanza di pulizia e del danneggiamento dei sanitari, senza contare l'assenza di riscaldamento, tutti servizi che il gestore è tenuto ad assicurare secondo il capitolato d'appalto, approvato con decreto ministeriale 21 novembre 2008, articolo 1, n. 3, lettera e) che, se non adeguatamente prestati, possono essere causa (articolo 19 del medesimo capitolato) di risoluzione del contratto;
il personale impiegato è certamente insufficiente e fornito di competenze professionali assolutamente inadeguate rispetto alla complessità della situazione del centro;
il servizio di mediazione culturale non garantisce la copertura delle principali lingue parlate dagli ospiti presenti nel centro come, del resto, il servizio d'informativa legale, relativa ai diritti/doveri dell'ospite nonché alla procedura di asilo, che è insufficiente e spesso incomprensibile agli ospiti;
nel 2014 sono stati consegnati al Ministero dell'interno i risultati del secondo rapporto di monitoraggio su CIE e CARA effettuato dalle organizzazioni della rete Praesidium che pare presentarsi peggiore del primo rapporto datato 20 e 25 settembre 2013 e contenente i dati dei primi due monitoraggi;
le criticità emerse sul CARA di Crotone sono state oggetto da una documentata inchiesta giornalistica curata da Raffaella Cosentino e Alessandro Mezzaroma ed apparsa su Repubblica.it il 6 maggio 2014 con il titolo «Milioni sulla pelle dei rifugiati»;
più di recente, a Crotone è stata fatta incetta, fin dalle prime ore di vendita, da parte di alcune persone, di tutte le copie del settimanale L'Espresso nel quale era annunciato (sebbene poi in realtà pubblicato sulle pagine online dello stesso settimanale) un ennesimo articolo che ricostruiva gli affari delle Misericordie di Isola Capo Rizzuto, come da notizia dello stesso L'Espresso online del 2 marzo;
in particolare per quanto riguarda il CARA di Crotone nell'inchiesta veniva evidenziata l'incongruità dell'erogazione in «beni e servizi» del cosiddetto pocket money perché «facendo un calcolo approssimativo di 2,50 euro per una media di 1.500 persone, si arriva alla somma di 3.750 euro al giorno che moltiplicato per 21 mesi (il periodo medio di permanenza degli ospiti nel centro), cioè 630 giorni, fa oltre due milioni di euro»;
in seguito all'articolo la «Misericordie» replicava citando una nota della prefettura di Crotone del 19 marzo 2013 dalla quale si evinceva che, a seguito della verifica sulle singole schede del buono economico, limitatamente ad un campione di 3.000 soggetti, la minore erogazione di «Misericordie» fosse di appena 9.653,61 euro rispetto agli oltre 2.000.000 stimati nell'articolo citato, cifra tra l'altro restituita da «Misericordie» stessa –:
quali siano i risultati del secondo rapporto di monitoraggio della rete Praesidium su CIE e CARA consegnato nel 2014 al Ministero dell'interno e finora non divulgato;
quali iniziative si intendano assumere affinché venga reso noto il rapporto della prefettura di Crotone citato come nota del 19 marzo 2014 dalla replica di «Misericordie» all'articolo di inchiesta di Repubblica.it;
quali provvedimenti l'ente gestore, la questura di Crotone e il Ministero dell'interno intendano assumere per migliorare l'accoglienza e affinché siano applicate le norme del capitolato d'appalto sulla dotazione minima personale, sull'assistenza 24h su 24h da garantire con l'impiego di figure professionali adeguate e, più in generale, su tutti i servizi a carico dell'ente gestore su cui la prefettura (ex articolo 22 capitolato d'appalto) è tenuta a vigilare, considerando che la mancata o inesatta esecuzione del contratto, se rilevati in sede ispettiva, di controllo e di monitoraggio o lamentati dagli utenti, devono portare ad una penale di almeno il 3 per cento del corrispettivo mensile (ex articolo 16 del capitolato d'appalto);
quali iniziative si intendano assumere affinché si proceda alla riforma del cosiddetto pocket money che presso il CARA di Sant'Anna attualmente è erogato (quando è erogato) in beni e servizi invece che in danaro, una procedura che non garantisce né l'emancipazione degli ospiti, impossibilitati ad acquistare beni e servizi al di fuori dal Centro, né favorisce l'integrazione sociale ed economica dei migranti con la comunità locale;
quali misure si intendano adottare per velocizzare le pratiche di riconoscimento dello status di rifugiato ai migranti che ne fanno richiesta, essendo ormai i tempi per espletare tale procedura fisiologicamente più lunga di quella prevista dalla legge. (4-08566)
Risposta. — Il primo degli episodi ai quali fa riferimento l'interrogante ha avuto luogo lo scorso 18 marzo, quando, intorno alle 12,30, circa 50 cittadini extracomunitari ospitati nella struttura ricettiva «Hotel Costabella» nel corso di una protesta hanno occupato la carreggiata della strada provinciale – che collega i Comuni di Briatico e Tropea, nella provincia di Vibo Valentia – bloccando la circolazione dei veicoli in entrambi i sensi di marcia.
La contestazione voleva richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni su presunti ritardi che si sarebbero verificati nell’iter di regolarizzazione della loro posizione. Verso le 16.30, la manifestazione si è infine conclusa, permettendo il regolare ripristino del traffico locale.
Si precisa al riguardo che i centri di accoglienza temporanea per i richiedenti asilo attivati sul territorio di Vibo Valentia fanno capo a tre enti gestori: «Stella del Sud – Società Cooperativa Sociale», con sede a San Nicola da Crissa, che utilizza una struttura alberghiera sita in Brognaturo; «Cooperativa Sud per l'Europa», con sede a Mileto, che utilizza una struttura alberghiera sita in Serra san Bruno e appartamenti dislocati nei comuni della provincia; «Arci Pesca Fisa» – Sezione di Vibo Valentia, che utilizza una struttura alberghiera sita in Briatico e alcuni appartamenti dislocati nella provincia.
Con riferimento agli ospiti di tali strutture, all'epoca della protesta la situazione delle procedure di riconoscimento della protezione internazionale era la seguente:
numero dei migranti presenti nei centri: 536;
numero dei richiedenti in attesa di audizione da parte della commissione territoriale: 272;
numero dei richiedenti in attesa di esito da parte della commissione: 46;
numero dei titolari di protezione internazionale o umanitaria: 38;
numero di migranti a cui era stato denegato il riconoscimento e che avevano presentato ricorso o erano in termini per presentarlo: 180.
Per quanto riguarda invece la protesta dello scorso 16 marzo dei migranti ospiti del CARA di Isola Capo Rizzuto, si rappresenta preliminarmente che, all'indomani di essa, la Prefettura di Crotone, nell'ottica di una pacifica e civile convivenza ha promosso un confronto presso lo stesso CARA al quale hanno partecipato i leaders delle comunità più rappresentate e i rappresentanti dell'ente gestore.
La finalità ultima dell'incontro è stata quella di definire percorsi di accoglienza condivisi, con la messa a punto di iniziative gestionali che, nel rispetto del capitolato prestazionale, potessero incontrare il favore degli stessi migranti e consentire un continuo miglioramento qualitativo degli standard di accoglienza.
Passando a rispondere ai quesiti contenuti nell'interrogazione, si rappresenta che dal punto di vista strutturale, il CARA di Crotone è interessato da tempo da un complesso progetto di riqualificazione che ha consentito la totale dismissione dei vecchi container con moderni moduli abitativi, pienamente rispondenti agli standard di un centro di accoglienza ove i richiedenti asilo devono essere ospitati per il tempo necessario all'esame della domanda di protezione. Sono state anche attivate due ampie mense e un'infermeria rispondente a tutti i requisiti di sicurezza sanitaria e tutela della privacy.
Sono stati inoltre completati alcuni interventi di urbanizzazione e adeguamento ambientale e igienico-sanitari, anche esterni al Centro, come il percorso pedonale e l'illuminazione della strada statale 106. Dinanzi al suo ingresso, poi, lungo la strada statale 36 è stata prevista una fermata dell'autobus di linea e sono stati garantiti servizi bus integrativi delle corse pubbliche per il raggiungimento dei comuni di isola Capo Rizzuto e Crotone.
Sotto il profilo dei controlli sulla gestione del centro, la Prefettura di Crotone ha recentemente riformulato la composizione della Commissione di vigilanza, arricchendola con la partecipazione di nuove professionalità che coadiuvino quelle provenienti dalle diverse amministrazioni pubbliche. Contestualmente, ha istituito un Nucleo interno di supporto alla Commissione stessa, composto da soli dipendenti della Prefettura, nell'ottica di incrementare il controllo attraverso accessi al CARA, oltreché alla documentazione del gestore.
I controlli effettuati non sono stati meramente formali o cartolari. In due casi, ci sono stati esiti concreti a carattere sanzionatorio nei confronti del gestore per accertate violazioni contrattuali.
Per quanto concerne, invece, i rilievi avanzati dalle Agenzie umanitarie in occasione del monitoraggio Praesidium, si evidenzia che il punto saliente riguarda l'asserita mancata erogazione, per un periodo indicato dal 2011 al maggio 2013, del pocket money dovuto a ciascun immigrato, individuato in una tipologia di beni da erogare all'interno del Centro a cura del gestore, esemplificata nel capitolato d'appalto che disciplina i servizi nei CARA, del valore corrispondente a 2,50 euro giornalieri. In particolare, l'interrogazione fa riferimento ai risultati del rapporto relativo alla prima visita effettuata dalla commissione Praesidium nel luglio 2013. Sulla base del flusso di ospiti registrato in tale periodo, viene quantificato in circa 2 milioni di euro l'importo non pagato dal gestore, su una stima di permanenza, non suffragata dall'esperienza concreta registrata, pari a 21 mesi.
In merito a ciò, si fa presente che per verificare eventuali irregolarità nell'erogazione del buono (che, si ribadisce, in base al contratto, è composto da beni del valore di 2,50 euro pro capite/pro die e non da denaro), la Prefettura di Crotone ha esaminato dapprima un campione di circa 3.000 schede personali e successivamente le rimanenti 3.500 schede (con un controllo documentale integrale che include l'annotazione dei beni distribuiti) degli immigrati ospiti del CARA a partire dall'agosto 2011 e fino al ripristino del sistema mediante badge. Dall'indagine sono emerse incongruenze pari a circa 20 mila euro, già recuperate dalla Prefettura nei confronti del gestore, oltre alla contestazione di addebiti nei confronti dello stesso nelle forme previste dalla convenzione.
Per rendere tracciabili le somministrazioni del pocket money, è stato previsto prima di tutto il ripristino, a partire dal mese di giugno 2013, di un sistema informativo a mezzo badge (che era andato distrutto nell'agosto del 2011 nel corso di una protesta degli ospiti del centro) che registra sulla tessera personale del migrante l'erogazione delle prestazioni e dei servizi resi contrattualmente dal gestore (compresa la corresponsione del buono economico).
Recentemente poi, per agevolare la periodica attività di monitoraggio svolta dal nucleo ispettivo della Prefettura, sono state impartite al gestore precise e dettagliate direttive per il consolidamento di quelle che sono ritenute buone prassi di gestione. È stata inoltre adeguata la cartellonistica nei luoghi maggiormente frequentati dai migranti, che riassume nelle lingue tra loro più diffuse quelli che sono i principali diritti all'interno del CARA.
Sempre nella prospettiva di una gestione improntata alla massima tracciabilità, è stato quindi richiesto che ad ogni somministrazione – sia essa compresa nel pocket money, nel kit igienico o nel kit vestiario – avvenga il rilascio di un apposito scontrino in duplice copia, quale memorandum della consegna al migrante e della custodia presso il gestore. Tale modalità costituisce uno strumento di pronta verifica dei quantitativi e della tipologia dei beni corrisposti attraverso un riscontro di conformità con la matrice trattenuta dal gestore.
Per migliorare le condizioni di permanenza dei migranti è stato anche richiesto al gestore di aumentare in modo considerevole, all'interno del paniere esemplificativo dei beni che compongono il pocket money, il numero delle schede telefoniche opportunamente ricaricate. In tal modo, oltre ad offrire un servizio utile agli ospiti del centro, è possibile verificare la corrispondenza del pocket money dovuto al saldo di volta in volta ricaricato. Inoltre, per uno screening approfondito del regime di distribuzione, le schede di dotazione sono state diffuse in lingua inglese, francese e arabo (con la previsione, per le lingue diverse, che la fornitura si svolga alla presenza di un interprete).
È in corso di verifica, da ultimo, la fattibilità (a mezzo di un sistema hardware) dell'accentramento, presso postazioni interne ai locali della prefettura, delle funzioni di controllo delle prestazioni e dei servizi all'interno del centro governativo, con lo specifico obiettivo di un sempre disponibile e aggiornato quadro informativo. Ciò consentirebbe un'immediata disponibilità, da parte della Prefettura, di elementi d'informazione sempre aggiornati per le verifiche relative alla corretta esecuzione contrattuale.
Concludendo con il pocket money, si informa che il Ministero dell'interno ha dedicato a tale tema un'apposita circolare, datata 25 agosto 2014, con cui è stato disposto che le prefetture, da un lato, esercitino un'attenta vigilanza sulla distribuzione del contributo, esigendo dai gestori la dovuta rendicontazione; dall'altro, tengano informata la competente struttura ministeriale della modalità adottata per la corresponsione del contributo medesimo in ciascun centro di accoglienza.
Da ultimo, in merito a quanto evidenziato circa i lunghi tempi di soggiorno presso il CARA di Isola Capo Rizzuto, si segnala la piena operatività della neoistituita sezione della commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiati, con sede a Reggio Calabria, che, nel consolidato regime delle audizioni giornaliere, si prevede riuscirà a contrarre ulteriormente i termini di gestione delle istanze, attualmente di circa 5 mesi.
Più generale, in risposta al quesito relativo alle iniziative che si intendono adottare per accelerare le pratiche di riconoscimento dello status di rifugiato ai migranti che ne fanno richiesta, si informa che l'anno scorso il Governo, in virtù di un provvedimento legislativo d'urgenza, ha disposto il raddoppio delle commissioni territoriali e delle relative sezioni, portandone il numero complessivo da 20 a 40; ha introdotto, inoltre, i colloqui one to one in luogo dei colloqui collegiali.
Tali misure sono andate a regime da poco a causa dei tempi tecnici necessari all'avvio delle nuove commissioni e sezioni e alla formazione dei relativi componenti. Tuttavia esse hanno già prodotto i primi apprezzabili risultati. Dall'inizio dell'anno le istanze definite dalle Commissioni territoriali sono state circa 30.000 mila con un aumento di circa il 52 per cento rispetto all'analogo periodo del 2014. E si attendono risultati ancora più significativi nel prosieguo, atteso che le Commissioni stanno operando ora a pieno ritmo.
Ulteriori benefici al sistema potranno derivare dalla reintroduzione sia del termine per la decisione dell'istanza di sospensiva (cinque giorni), sia del termine per la definizione del ricorso giurisdizionale (sei mesi), reintroduzione prevista dal citato decreto legislativo, approvato in via preliminare dal Governo e attualmente all'esame delle Camere per il prescritto parere, che recepisce due direttive europee in tema di protezione internazionale.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Domenico Manzione.
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):asilo politico
rete stradale
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