ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08484

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 18
Seduta di annuncio: 464 del 08/03/2021
Firmatari
Primo firmatario: MANTOVANI LUCREZIA MARIA BENEDETTA
Gruppo: FRATELLI D'ITALIA
Data firma: 08/03/2021


Destinatari
Ministero destinatario:
  • PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  • MINISTERO DELLA SALUTE
Ministero/i delegato/i a rispondere e data delega
Delegato a rispondere Data delega
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 08/03/2021
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 08/03/2021
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA SALUTE delegato in data 15/03/2021
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08484
presentato da
MANTOVANI Lucrezia Maria Benedetta
testo di
Lunedì 8 marzo 2021, seduta n. 464

   MANTOVANI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   in data 2 marzo 2021, il cancelliere Kurz, in una dichiarazione inviata all'agenzia di stampa austriaca Apa, ha affermato che: «Austria, Danimarca e i membri del gruppo “First Mover” in futuro non faranno più affidamento sull'Unione europea e, insieme a Israele, produrranno dosi di vaccino di seconda generazione per far fronte ad ulteriori mutazioni del coronavirus»;

   in data 2 marzo 2021, il Commissario europeo agli affari economici, Paolo Gentiloni, in audizione presso le Commissioni bilancio e politiche dell'Unione europea di Camera e Senato, ha espresso – per quanto riguarda la produzione dei vaccini da parte delle case farmaceutiche – la volontà dell'Unione europea di «tenere sotto pressione la capacità produttiva delle aziende che stanno producendo questi vaccini»;

   la posizione di Austria e Danimarca in merito alla lentezza dell'Ema appare come il prodromo di quel rischio che il Commissario Gentiloni – nell'elogiare la capacità di scongiurare conflitti tra Stati membri da parte del general procurement – ha definito «guerricciola tra i 27 Paesi europei per procacciarsi il vaccino»;

   le campagne vaccinali di Paesi extra-Unione europea come Israele e Regno Unito sono ormai diffusamente considerate delle buone pratiche;

   il 22 febbraio 2021 il Premier inglese Boris Johnson ha annunciato alla Camera dei Comuni l'intenzione di attivare una graduale riduzione delle restrizioni anticontagio in tutto il Regno Unito fino alla loro completa cessazione prevista per il 21 giugno 2021;

   il prolungarsi della carenza di vaccini e quindi della durata della campagna vaccinale italiana rischia di penalizzare il nostro Paese rendendolo una meta turistica poco appetibile a causa del permanere dello stato di emergenza;

   un articolo pubblicato il 23 gennaio 2021 sul sito eurointelligence.com sostiene: «l'Ue ha pagato rispetto agli USA il 24 per cento in meno per il vaccino Pfizer e il 45 per cento in meno per quello Oxford/AstraZeneca. Il Regno Unito ha quasi certamente pagato molto di più»;

   l'appena citato articolo pubblicato sul sito internet sostiene pertanto che alle sopraelencate condizioni non c'è motivo di dubitare che le aziende produttrici abbiano fornito una corsia preferenziale per coloro che hanno deciso di pagare a un prezzo più alto le dosi –:

   se intenda fornire ogni utile elemento in merito a quanto riportato dal sito eurointelligence.com e per quale motivo sarebbe stata scelta dal nostro Paese una logica al ribasso per l'acquisizione dei vaccini;

   se esista un calcolo relativo alla percentuale di Pil che verrà a mancare a causa dei ritardi nella somministrazione dei vaccini e all'assenza di un piano di rientro alla normalità;

   se il Governo intenda attivarsi per seguire una strategia simile a quella annunciata dalla cancelleria austriaca.
(4-08484)