ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08459

scarica pdf
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 18
Seduta di annuncio: 464 del 08/03/2021
Firmatari
Primo firmatario: PASTORINO LUCA
Gruppo: LIBERI E UGUALI
Data firma: 06/03/2021
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
FORNARO FEDERICO LIBERI E UGUALI 06/03/2021


Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA
  • MINISTERO DELLA CULTURA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA delegato in data 07/03/2021
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08459
presentato da
PASTORINO Luca
testo di
Lunedì 8 marzo 2021, seduta n. 464

   PASTORINO e FORNARO. — Al Ministro della transizione ecologica, al Ministro della cultura. — Per sapere – premesso che:

   con il decreto dirigenziale 1211 del 2021, la regione Liguria ha conferito alla C.e.t. (Compagnia europea per il titanio) il permesso di ricerca sulla terraferma di minerali solidi nel comprensorio del Beigua, ovvero la più vasta area naturale protetta ligure, classificata come «zona rilevante per la salvaguardia dei siti di importanza comunitaria», che, per l'eccezionale patrimonio geologico presente, dal 2005 fa parte delle reti internazionali come geoparco europeo e mondiale e nel 2015 è stata riconosciuta come sito Unesco ed inserita nella prestigiosa lista dei geoparchi globali;

   sono diverse le voci che si sono levate contro questa decisione, sia da parte dei consiglieri di opposizione in consiglio regionale sia da parte delle associazioni ambientaliste, oppostesi predisponendo una petizione. Per Legambiente Liguria: «tutti gli impatti negativi dell'apertura di attività minerarie ricadrebbero nell'area Parco. Con la scusa della ricerca scientifica si verifica un precedente pericoloso, preludio ad una attività insostenibile per impatto ambientale»;

   in prima linea a difesa del Parco c'è il suo presidente, Daniele Buschiazzo, che sottolinea come l'apertura di una miniera nel cuore della riserva determinerebbe anche problematiche legate alla dispersione dell'asbesto e allo smaltimento dei residui;

   le origini della vicenda risalgono al 2015 quando l'azienda ha avanzato la prima istanza a regione Liguria, respinta, per ottenere l'autorizzazione per effettuare una ricerca mineraria. Successivamente la C.e.t. aveva presentato ricorso però rigettato, il 19 febbraio 2020, dal T.a.r. che dichiarava: «La sottoposizione dell'area sulla quale si dovrebbe svolgere la ricerca mineraria a molteplici vincoli sia paesaggistici che ambientali è di tale pervasività che non residua nessuno spazio per intraprendere un'attività di ricerca che non essendo compiuta da un istituto scientifico ma da un'azienda estrattiva avrebbe avuto, come fine ultimo, l'estrazione di minerali attività certamente vietata dalle norme a tutela del Parco Regionale del Beigua che costituisce, per circa il 40 per cento l'area interessata alla concessione. Peraltro il restante 60 per cento interessa un “Sito d'interesse Comunitario terrestre ligure” nel quale la priorità dichiarata è la conservazione»;

   inoltre, la legge n. 394 del 1991, all'articolo 11, stabilisce che nei parchi sono vietate le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati, non consentendo specificatamente «l'apertura e l'esercizio di cave, di miniere e di discariche, nonché l'asportazione di minerali», attività vietate anche dalla legge regionale n. 12 del 1995. Peraltro, intorno al parco ci sono sia la zona a protezione speciale sia il geoparco, aree in cui la stessa attività è proibita;

   infine, si dovrebbe tenere in considerazione il fatto che le comunità locali da anni si oppongono a qualunque ipotesi di apertura di una miniera nel comprensorio del Beigua per evidenti rischi sanitari;

   infatti il minerale grezzo potenzialmente estraibile sarebbe solo il 6 per cento della roccia e il rimanente 94 per cento andrebbe in discariche molto estese da crearsi nelle vicinanze, con il rischio di andare a sollecitare la presenza di amianto, presente per il 10/15 per cento nelle rocce del giacimento –:

   quali siano, con specifico riferimento ai permessi di ricerca e alle concessioni di coltivazione di minerali solidi e risorse geotermiche sulla terraferma, l'indirizzo politico nazionale nel settore minerario e i programmi nazionali di ricerca;

   quali iniziative di competenza intendano adottare al fine di non compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati del parco del Beigua, evitando gli evidenti rischi ambientali citati in premessa e derivanti dall'insediamento di attività che devasterebbero un'area protetta inestimabile per biodiversità e valori ecologici e paesaggistici, e garantire il diritto alla salute delle comunità interessate nell'ottica di uno sviluppo in armonia con l'ambiente.
(4-08459)